Cuore ?bruciato?, il quadro clinico: «Emorragia cerebrale e infezione: ecco perché non è più operabile»
Un documento drammatico e, forse, di fondamentale importanza: tre pagine fitte che diventano un macigno, un pugno nello stomaco che lascia senza respiro. E che riduce al minimo ogni speranza sul...
Un documento drammatico e, forse, di fondamentale importanza: tre pagine fitte che diventano un macigno, un pugno nello stomaco che lascia senza respiro. E che riduce al minimo ogni speranza sul destino del piccolo Tommaso. È il parere stilato dall’ospedale Bambino Gesù di Roma, richiesto sia dall’ospedale Monaldi di Napoli - dove il bimbo resiste dopo 55 giorni senza cuore - che dalla famiglia del piccolo paziente tenuto in coma farmacologico.
APPROFONDIMENTI «Cuore artificiale? Molto difficile in un paziente così piccolo»Cuore “bruciato” al Monaldi, la mamma del bimbo trapiantato: «Chiedo aiuto anche al Papa»Trapianto di cuore fallito: condizioni gravi ma stazionarie per il piccolo Tommaso
E lo sconforto si apre come un baratro oscuro nell’ultima pagina, quella che contiene le conclusioni alla «richiesta di valutazione per il ritrapianto» per il paziente che ha solo due anni e tre mesi: «Il paziente - si legge nella sintesi conclusiva degli esperti romani - presenta controindicazioni contingenti (emorragia cerebrale e infezione in atto) associato ad un quadro di condizioni sistemiche incompatibili con il trapianto simultaneo combinato e a fattori clinici di prognosi altamente sfavorevoli per il ritrapianto precoce».
Cuore “bruciato” al Monaldi, la mamma del bimbo trapiantato: «Chiedo aiuto anche al Papa»
I cardiochirurghi
A firmare il documento, in possesso del Monaldi da almeno due giorni ma inviato all’avvocato Francesco Petruzzi - legale che assiste la famiglia del bambino - soltanto ieri a seguito di una nuova richiesta inviata sotto forma di Pec ai sanitari - sono i medici dell’Unità Operativa Complessa, Rachele Adorisio e Lorenzo Galletti (rispettivamente in servizio al Bambino Gesù presso i reparti di trapiantologia e assistenza cardiocircolatorio la prima e di cardiochirurgia il secondo).
Ricordiamolo: nei giorni scorsi si era profilata una divergenza di valutazioni tra le posizioni del Monaldi, che riteneva invece possibile un nuovo, auspicato intervento di impianto di nuovo cuore sul bimbo, e quella del Bambino gesù. oggi, alla luce della “opinion” messa nera su bianco dagli specialisti capitolini, emergono particolari che non erano stati diffusi e tanto meno resi noti al legale dei genitori di Tommasino.
Trapianto di cuore fallito: condizioni gravi ma stazionarie per il piccolo Tommaso
Un documento che a tratti lancia anche ombre lunghe, a cominciare dal capitolo “Quadro neurologico”: «Dalla relazione clinica in nostro possesso - scrivono i medici romani - si evince che una vera e propria finestra neurologica non è stata effettuata e si attende anche il referto dell’elettroencefalogramma». Tuttavia emerge che il bimbo sarebbe affetto da emorragia cerebrale e da sanguinamento all’interno dei ventricoli cerebrali: «e un evento emorragico intracranico recente - argomentano i firmatari del documento - rappresenta una controindicazione maggiore a trapianto d’urgenza per l’elevato rischio di aggravamento emorragico».
E non è tutto. Tommasino potrebbe aver contratto anche una infezione da Pseudomonas aeruginosa, e anche qui il giudizio è severo, soprattutto in relazione a quella che i medici definiscono «una non disponibile documentazione dettagliata su eventuale stato setticemico, terapia antibiotica e risposta clinico-microbiologica» e dunque «la presenza di un’infezione attiva non controllata costituisce altra controindicazione assoluta al trapianto per l’elevatissimo rischio di mortalità precoce post-operatoria in regime di immunosoppressione intensiva».
L'aggravamento
E come se tutto questo ancora non bastasse, «il quadro clinico è aggravato - scrivono i medici del Bambino Gesù - da un’insufficienza multiorgano conclamata» e causata da insufficienza renale severa (il bimbo è in trattamento di dialisi sostitutiva che imporrebbe la valutazione di un eventuale trapianto combinato cuore-rene); insufficienza epatica grave, che aumenta significativamente il rischio di coagulopatia, sanguinamento, sepsi e mortalità precoce; e insufficienza respiratoria significativa, compatibile con una polmonite severa, il che ulteriormente rappresenta ulteriore rischio perioperatorio critico».
Trapianto di cuore fallito: condizioni gravi ma stazionarie per il piccolo Tommaso
Un quadro buio. Una situazione straziante. Ma la famiglia, com’è giusto, non si arrende: e tramite il legale ha esteso l’Sos medico-scientifico legato anche alla ricerca di un nuovo cuoricino a quattro centri con grande esperienza in ECMO prolungata e ritrapianti pediatrici: l’Ormond Street Hospital di Londra, l’Hôpital Necker-Enfants Malades di Parigi, il Deutsches Herzzentrum Berlin di Berlino e l’olandese Utrecht University Medical Center.