Hackerata la pagina Fb di un comitato: «Bloccata l?attività di sensibilizzazione»
Qualcuno, senza neanche girarci troppo intorno, ha già parlato di ?squadrismo social?. Il duello a distanza tra sostenitori e detrattori della riforma della giustizia...
Qualcuno, senza neanche girarci troppo intorno, ha già parlato di “squadrismo social”. Il duello a distanza tra sostenitori e detrattori della riforma della giustizia targata Carlo Nordio, dopo le infuocate dichiarazioni incrociate tra il guardasigilli e il procuratore di Napoli Nicola Gratteri, finisce per assumere i contorni del thriller.
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L’attacco
A finire nel mirino, anzi sotto attacco, è stata ieri la pagina facebook del comitato “Mario Pagano per il Sì”, letteralmente spazzata via da un momento all’altro in seguito a un’operazione di pirateria informatica o, come sembra al momento più probabile, a causa di una sequenza di segnalazioni di massa arrivate, rigorosamente in forma anonima, alla piattaforma. «Quanto successo dimostra il pericoloso scadimento del confronto referendario e svela la pericolosa e illiberale azione di contrasto alla riforma costituzionale», avverte l’avvocato Bruno Larosa, presidente del comitato colpito dal “raid”. L’episodio potrebbe però non essere destinato a cadere nel vuoto. L’amministratore della pagina e segretario del comitato, l’avvocato Alessandro Gargiulo, ha infatti subito presentato una circostanziata denuncia ai carabinieri della stazione Quartieri Spagnoli.
Le ombre
A gettare ombre oscure sul misterioso attacco hacker ai danni dei canali social del comitato “Mario Pagano per il Sì” ci pensa una “singolare” coincidenza. La segnalazione della pagina è infatti scattata a poche ore di distanza dall’ufficializzazione della notizia dell’arrivo a Napoli del ministro della Giustizia, Carlo Nordio. Il guardasigilli è infatti atteso a Castel Capuano il prossimo 5 marzo, quando nei locali della biblioteca “Alfredo de Marsico” entrerà nel vivo la fase conclusiva della campagna referendaria promossa dai sostenitori della riforma costituzionale che prevederà, in caso di successo alle urne, la separazione delle carriere di pm e giudici, lo sdoppiamento del Csm con il sorteggio dei giudici togati e l’istituzione dell’Alta corte disciplinare. Proprio a Castel Capuano, ieri pomeriggio, si è tenuta un’assemblea alla quale hanno preso parte un’ampia rappresentanza dell’avvocatura napoletana e diversi comitati a sostegno della riforma della giustizia. Al termine dell’incontro, intorno alle 21, la sorpresa. La prima pagina social a saltare è stata quella dell’avvocato Gargiulo, alla quale era collegata anche quella del comitato “Mario Pagano per il Sì”. In un solo istante, quasi due mesi di campagne di comunicazione e oltre un milione di follower sono stati spazzati via. L’avvocato Larosa, senza giri di parole, descrive quanto accaduto come «un’azione criminale diretta a silenziare un organo di espressione della libertà proveniente dall’avvocatura».
L’account
E ancora: «L’hackeraggio prova che siamo nel giusto. Il danno ricevuto non ci scoraggia affatto, anzi ci impone di essere più determinati». Resta da capire se sull’episodio riusciranno adesso a fare, o meno, chiarezza i carabinieri, ai quali si è rivolto l’avvocato Gargiulo. Dalla lettura della denuncia si apprende intanto che «l’account è stato disabilitato in modo permanente» a causa di una presunta «violazione degli standard della community in materia di sessualizzazione di minori».
L’ipotesi di reato intavolata è quella di accesso abusivo a sistema informatico-telematico. A un mese esatto dall’appuntamento con il referendum il duello tra sostenitori del Sì e del No si sposta su un piano nuovo e di ben più difficile esplorazione. Quello della pirateria digitale.