Morto Domenico Caliendo, trapianti: la difficile vita del centro per i bambini
Il Mattino

Morto Domenico Caliendo, trapianti: la difficile vita del centro per i bambini

Lunedì 23 febbraio 2026
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Sono stati celebrati a dicembre 2024, al Monaldi, i 30 anni di trapianti in Campania: un evento per ripercorrere tutte le tappe segnate dal 15 gennaio 1988, quando ali di folla - fuori...

Sono stati celebrati a dicembre 2024, al Monaldi, i 30 anni di trapianti in Campania: un evento per ripercorrere tutte le tappe segnate dal 15 gennaio 1988, quando ali di folla - fuori all’ex sanatorio - festeggiavano il primo trapianto di cuore nel Sud eseguito nella struttura partenopea da Maurizio Cotrufo, pioniere del settore. In quello stesso piazzale oggi si entra con mestizia davanti al tappeto di fiori, palloncini bianchi e bigliettini che tappezzano l’ingresso in memoria della storia tragica del piccolo Domenico, trapiantato con un organo arrivato da Bolzano a Napoli danneggiato. Due fotografie che raccontano scenari capovolti in un ospedale per decenni protagonista nelle terapie del cuore ma ora finito nell'occhio del ciclone e in un clima di sospetti e polemiche. Proprio Cotrufo, oggi 87enne, ha ricordato di recente l'emozione di quel primo trapianto quando anche a Napoli arrivò l'autorizzazione del ministero ad eseguire trapianti di cuore e Cotrufo con un volo di Stato dell’allora premier Spadolini, atterrò a Barcellona per prelevare l’organo di un donatore con gruppo sanguigno AB che aveva come unico ricevente in Europa un paziente del Monaldi. «Il paziente, nonostante le complicazioni, è vissuto a lungo». Da quel frangente così lontano è iniziata la storia dei trapianti di cuore a Napoli che grazie alla scuola dei cardiochirurghi cresciuti insieme a Cotrufo, ha fatto del Monaldi un luogo di cure cardiochirurghe di prestigio internazionale.

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La caduta

Nel 2017 la prima caduta: il ministero della Salute sospende i trapianti pediatrici. Uno stop in un clima tesissimo con mamme di pazienti in protesta davanti all’ospedale e chirurghi che accusano altri medici. Si denunciano casi di pazienti minorenni, in precedenza trapiantati al Monaldi che, dopo la chiusura del centro pediatrico sarebbero morti anche a causa nelle carenze nei percorsi post-intervento. La Regione avvia un processo di riorganizzazione che va avanti con difficoltà. I reclutamenti di personale e le soluzioni organizzative non sono risolutive nonostante si alternino tre direttori alla guida dell'ospedale. Sono passati 16 anni da quando Carlo Vosa, allievo di Cotrufo, nel 2001 aveva effettuato il primo trapianto a un bambino di 9 anni. Il primo di tanti successi culminati nel 2004 quando Vosa guadagna la medaglia d´oro alla Sanità pubblica. Nel 2007 Vosa lascia il Monaldi da ordinario della Vanvitelli ed emigra al policlinico Federico II.

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I perfetti ingranaggi della interventistica pediatrica del Monaldi iniziano a incepparsi. L’ultimo a lasciare è Giuseppe Capannello: va via nel 2015 dopo oltre 40 trapianti effettuati dal 2007 utilizzando anche il Berlin Heart. Nel 2015, per tamponare le carenze, da Bologna viene richiamato a Napoli, in comando, Guido Oppido, l’attuale primario, apprezzato cardiochirurgo. Continua a mancare però lo spirito di squadra, prevalgono i personalismi. Le soluzioni organizzative fotografano le difficoltà: gli interventi e le competenze pediatriche sono ripartite tra un’unità dedicata ai bambini tra 0 e 10 anni e una seconda rivolta ai ragazzi fino ai 18 anni. Con la sospensione del 2017 per i trapianti pediatrici inizia un periodo buio. Si susseguono scioperi della fame e appelli del Comitato di protesta che culmina in una petizione al capo dello Stato. I bambini in cerca di un cuore nuovo vengono dirottati a Bergamo e al Bambino Gesù di Roma. La paralisi si protrae per due anni, un limbo in cui si prova a potenziare il centro.

I nuovi dati

Nel 2019 riprende l’attività dei trapianti pediatrici ma i numeri restano bassi. Tre i pazienti arruolati in lista a Napoli, tra i quali uno deceduto a ottobre 2018 e un altro trapiantato il 3 gennaio 2019 in buon decorso. Il Centro trapianti per adulti esegue dal 2000 al 2018, 497 trapianti di cuore, con esiti molto soddisfacenti. La mortalità in lista di attesa ed i tempi di attesa sono inferiori alla media nazionale e la sopravvivenza dei trapiantati in linea con la media nazionale. Dal 2019 al 2022, lo stesso Centro esegue 75 trapianti, dei quali 4 pediatrici. Nel 2024 i trapianti negli adulti sono 20, 24 nel 2025, solo 3 quelli sui bambini, quattro con il caso drammatico di Domenico che fa ripiombare nel buio il centro trapianti pediatrici del Monaldi.

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