Papa Leone a Napoli, l?attesa dei sacerdoti: «Un dono la sua visita»
«Lo attendiamo con il cuore colmo di gioia e speranza». Il coro dei parroci di Napoli è unanime sulla notizia che ha reso felici i napoletani e gli uomini di chiesa che nei vari...
«Lo attendiamo con il cuore colmo di gioia e speranza». Il coro dei parroci di Napoli è unanime sulla notizia che ha reso felici i napoletani e gli uomini di chiesa che nei vari territori si preparano al countdown per la visita pastorale di Papa Leone XIV. Il Santo Padre arriverà nella nostra regione, come ormai è noto, il prossimo 8 maggio: tre tappe principali a un anno dalla sua elezione, Pompei e il santuario della Madonna del Rosario, cui seguirà nella stessa giornata Napoli e infine il 23 maggio Acerra. Una visita che porterà Prevost a incontrare il clero e i religiosi nel Duomo e la città in piazza Plebiscito.
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Le voci
Dalle periferie al centro i sacerdoti che sono alla guida delle parrocchie si stanno preparando ad accogliere il Pontefice. In molti quartieri già si rincorrono voci sul clima di festa che attenderà l’arrivo di Sua Santità: oltre ai consueti momenti di preghiera, come da prassi in questi casi, c’è già chi si accinge ad addobbare strade e vicoli con striscioni e immagini in onore di Leone XIV, che tutti sperano di poter vedere dal vivo. «C’è molto entusiasmo, perché la sua venuta indica la consapevolezza per tutti noi di essere una Chiesa in cammino - dice don Giuseppe Carmelo, parroco dell’Ascensione a Chiaia - inoltre viene a conclusione sia del Sinodo diocesano sia di quello universale. Ma soprattutto il Papa verrà a incoraggiare il percorso che stiamo facendo in una città che vive tanti drammi anche nella sanità, dove oltre alla tragedia del piccolo Domenico, c’è la fatica delle cure e delle lunghe attese. Senza dimenticare - aggiunge - i problemi dei giovani, la delinquenza minorile. Ma anche a noi il Papa, che è la nostra guida ed è un pontefice che parla a tutti con la fermezza del pastore e dell’uomo di Dio, lancia un messaggio col suo arrivo: uscire dalle sagrestie per andare tra l’umanità ferita».
Poi, don Franco Rapullino, parroco nella chiesa di San Giuseppe alla Riviera di Chiaia: «Napoli sta vivendo eventi incredibili di portata mondiale, manifestazioni che altre città si sognano, sportive, culturali spirituali. Tanta grazia, tanta benevolenza, tante proposte devono pure interrogarci. Papa Leone a Napoli conferma alla Chiesa di Napoli, e non solo, di essere figlia prediletta in questo contesto mondiale. Si parla di bagno di folla, entusiasmo alle stelle, preparativi degni della nostra tradizione, fieri di tanto onore. Ho indetto - aggiunge Rapullino - una serie di riflessioni circa la figura del Papa per il cristiano in un mondo che cambia. Però attenzione: come è accaduto molte volte dopo le innumerevoli e straordinarie manifestazioni cittadine, passato il santo passata la festa e per la città, oltre le folle di turisti, non resti nulla».
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L’entusiasmo
Nella parrocchia di Santa Lucia a Mare «la notizia è stata accolta con grande gioia - spiega don Marco Beltratti - c’è immensa contentezza tra i fedeli. Ovviamente attendiamo disposizioni dal nostro vescovo per l’organizzazione, ma siamo già trepidanti perché vogliamo radunarci per incontrarlo dal vivo. Intanto ci prepareremo a momenti di preghiera in vista dell’evento, ma per me è una soddisfazione sia perché la vedo come una conferma della fede sia per il motivo di orgoglio che sarà per la città». Mentre ricorda da bambino la visita di Giovanni Paolo II don Valentino De Angelis, parroco di Santa Maria dei Miracoli, si dice felice: «Dopo Ratzinger e Bergoglio ora mi preparo a salutare l’arrivo di Leone XIV. La notizia è circolata sui social ma siamo già in fermento per accoglierlo al meglio». Per don Carmine Amore, alla guida di Santa Caterina a Formiello, «quella di Prevost è una figura profonda e spirituale per la quale c’è attesa e speranza e sarà bellissimo vederlo arrivare qui per celebrare un anno dal suo pontificato. Nei vicoli la gente è già in fibrillazione». Dalla periferia est don Franco Esposito, parroco di San Francesco e Santa Chiara al Lotto “O” di Ponticelli riflette: «La visita del Papa a Napoli porta sempre buoni frutti e lo sarà anche stavolta. Ognuno di noi è chiamato a impegnarsi di più a rafforzare la fede e lui è segno di unità».
L’annuncio
«In parrocchia la gente è esplosa di gioia. Il suo arrivo consoliderà il rapporto con Napoli - afferma don Alessandro Gargiulo, di Maria Santissima del Buon Rimedio a Scampia - e ci dà la certezza di essere il riferimento per un annuncio importante che il Papa farà al mondo. Lui inoltre ha un tratto di gentilezza e determinazione vicine all’animo napoletano». Sempre dall’area nord don Salvatore Cinque, parroco di San’Alfonso Maria de’ Liguori e Gerardo a Miano, ammette: «Già si sentiva nell’aria l’arrivo del Papa qui per l’anniversario del suo primo anno di elezione, quindi la nostra è un’attesa di rinascita per le periferie e lui d'altronde è il Papa dei ponti e della riconciliazione».