Napoli, droni bloccati in carcere: carichi di droga e cellulari
Il piano era stato studiato nei minimi dettagli. Hanno agito, ancora una volta, con il favore delle tenebre. Il ?pilota? si era piazzato sul tetto di uno dei palazzi antistanti...
Il piano era stato studiato nei minimi dettagli. Hanno agito, ancora una volta, con il favore delle tenebre. Il “pilota” si era piazzato sul tetto di uno dei palazzi antistanti l’ingresso principale del carcere di Poggioreale e da lì, con l’aiuto di un complice rimasto in strada a eseguire il lancio, avrebbe disegnato la traiettoria del drone che di lì a pochi minuti avrebbe consegnato il carico di droga e telefoni clandestini. Il velivolo a controllo remoto non è però mai arrivato a destinazione: a intercettarlo e ad abbatterlo sono stati gli agenti della polizia penitenziaria in servizio nella casa circondariale “Giuseppe Salvia” che, nonostante le condizioni di scarsa visibilità, sono riusciti a neutralizzare il raid. Il secondo, tra l’altro, nel giro di appena un mese. Se non è un’emergenza, poco ci manca.
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La sicurezza
L’allarme è scattato nella notte a cavallo tra giovedì e venerdì, quando il drone è stato osservato pochi secondi dopo aver iniziato il sorvolo che avrebbe dovuto portarlo a bucare i sistemi di sicurezza del carcere per poi essere recuperato dai detenuti. I baschi azzurri, però, non soltanto sono riusciti a bloccare il velivolo, ma grazie a un’operazione lampo hanno anche arrestato i due “piloti” e sequestrato un secondo drone pronto a entrare in azione, oltre a quindici smartphone completi di tutti gli accessori necessari al funzionamento, un etto e mezzo di hashish, venti grammi di cocaina e altri venti di crack. Soddisfazione, ma anche una certa preoccupazione, arriva dal sindacato di polizia penitenziaria Uspp che, tramite il presidente Giuseppe Moretti e il segretario regionale Ciro Auricchio, avverte: «Oramai si combatte una guerra quotidiana nelle carceri a causa dell’evoluzione delle modalità utilizzate dalla criminalità organizzata.
Napoli, sequestrati droga e cellulari nel carcere di Poggioreale
Le incursioni dei corrieri volanti non accennano a diminuire e i continui tentativi di introdurre telefoni cellulari, stupefacenti e altri oggetti vietati, mettono continuamente a rischio la sicurezza dell’istituto, del personale e della collettività». Per l’Uspp la strada da seguire non può che essere una soltanto. «È necessario e urgente potenziare gli strumenti in grado di fronteggiare le minacce tecnologiche, come i sistemi antidrone, e rafforzare i controlli perimetrali e gli organici». Poggioreale, ricordano ancora Moretti e Auricchio, «è il carcere più affollato d'Italia, con più di 2.200 detenuti, e con un deficit di organico di 150 unità».
L’intervento
Sulla stessa lunghezza d’onda l’intervento del segretario generale del Sappe, Donato Capece, che sollecita un piano straordinario per la sicurezza degli istituti penitenziari italiani: «Non è più rinviabile - chiarisce - l’acquisto e l’installazione di jammer in tutte le carceri del Paese, in grado di impedire l’uso dei telefoni nei reparti detentivi e di contrastare i sorvoli». Il segretario generale aggiunto del Sinappe, il commissario capo Vincenzo Santoriello, esprime invece «vivo apprezzamento per la professionalità e la prontezza operativa dimostrate dal personale della polizia penitenziaria, coordinato dalla direttrice dell'istituto Giulia Russo». Che quella in atto sia ormai un’escalation è del resto un dato acquisito. L’ultimo tentativo di irruzione risaliva ad appena un mese fa. I decolli dei droni diretti a Poggioreale ormai da diverse settimane avverrebbero soprattutto dall'ex mercato ortofrutticolo e dall'ex manifattura tabacchi, tra via Gianturco e via Ferraris. I due arresti messi a segno giovedì notte restituiscono però un nuovo “trend”. I “piloti”, per sfuggire ai radar della penitenziaria, si starebbero spostando dai luoghi pubblici agli edifici di edilizia privata.