«Visione al femminile» sull?asse Caserta-Roma tra diritti e innovazione
Il Mattino

«Visione al femminile» sull?asse Caserta-Roma tra diritti e innovazione

Martedì 24 febbraio 2026
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A Roma i riflettori si accendono su Caserta. È stato presentato ieri a Palazzo Wedekind il festival internazionale ?Caserta la città delle donne?, in programma dal 6...

A Roma i riflettori si accendono su Caserta. È stato presentato ieri a Palazzo Wedekind il festival internazionale “Caserta la città delle donne”, in programma dal 6 all’8 marzo e promosso dalla Fondazione Orizzonti. Un progetto che ha l’ambizione di trasformare il capoluogo della Terra di Lavoro in un polo attrattivo dedicato all’eccellenza femminile, intrecciando storia, diritti, cultura e innovazione. A fare gli onori di casa il presidente della Fondazione, Giuseppe Menniti, seguito dagli interventi del ministro della Giustizia Carlo Nordio, dalla ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità Eugenia Maria Roccella, e da Lella Golfo presidente della Fondazione Marisa Bellisario. A moderare l’incontro il giornalista e conduttore televisivo Nicola Porro.

APPROFONDIMENTI Caserta la città delle donne, il festival internazionale sulle eccellenze femminili si presenta a Roma

Gli interventi

«Caserta città delle donne vuole essere una piattaforma culturale che intende mettere al centro l’eccellenza delle donne», ha spiegato Menniti. «È incredibile pensare che proprio nel borgo di San Leucio di Caserta, 250 anni fa, la parità di genere era realtà. Non vogliamo chiaramente aspettare altri 250 anni. San Leucio dopo due secoli e mezzo, parla ancora al presente». Il riferimento è alla storia straordinaria della Real Colonia di San Leucio, fondata nel 1776 dai Borbone sulla collina alle spalle della Reggia, dove il Codice Leuciano sancì per la prima volta al mondo la parità giuridica tra uomini e donne. Un primato che ancora oggi sorprende. «Devo ammettere che questo codice non lo conoscevo», ha confessato Nordio.

Caserta, città delle donne: un festival lungo tre giorni| Segui la conferenza in diretta streaming

«Attua il principio della parità di genere non soltanto formale ma anche sostanziale. Leggere un testo di 250 anni fa così moderno è stata una gradita sorpresa». Il Guardasigilli ha ricordato come, dal punto di vista giuridico, «la parità oggi sia stata raggiunta», ma ha anche sottolineato che «c’è ancora molto da fare sul piano culturale». E ha citato esempi concreti: «Ci sono ambiti virtuosi, come la magistratura, composta da tante donne. Ma in altri settori, penso alla cardiochirurgia o alla direzione d’orchestra nella musica classica, dove c’è ancora una certa riluttanza. Il compito del governo non è solo fare norme, ma incidere sull’educazione, a partire dalla famiglia». Un percorso lungo, che parte da lontano: «La patria potestas è esistita fino a ieri, così come il delitto d’onore è esistito fino agli anni Ottanta. I passi avanti sono stati enormi».

Sulla stessa linea la ministra Roccella, che ha legato il tema dei diritti alle politiche attive del governo: «Abbiamo avuto da subito un buon dato sull’occupazione femminile, anche grazie alle iniziative varate e al fatto che il governo sia guidato da una donna per la prima volta nella storia. Voglio ricordare che quest’anno ricorrono gli 80 anni dall’estensione del diritto di voto alle donne. È importante ricordare che chiaramente non vogliamo appiattirci su un modello maschile, ma eliminare ogni forma di discriminazione». Roccella, ha poi richiamato l’attenzione sul Mezzogiorno dopo una sollecitazione sul tema da parte di Porro: «Il Sud è particolarmente vivace e dinamico, lo confermano i dati. Quanto Pil ci stiamo perdendo senza una piena valorizzazione del lavoro femminile?».

Ha inoltre posto l’attenzione sulla legge sul femminicidio varata dal Governo come uno degli strumenti messi in campo a tutela delle donne, sottolineando anche l’eccellenza delle sete di San Leucio, «straordinari e presenti in tutto il mondo». Sul fronte dell’impresa e della rappresentanza femminile è intervenuta Lella Golfo, che ha riportato la discussione sul terreno delle battaglie concrete: «Vengo dal Sud, dalla Calabria, e la mia prima battaglia fu per far avere un paio di stivali alle donne che raccoglievano gelsomini. Mi sono ispirata a ciò che diceva e rappresentava Marisa Bellisario». Golfo ha ricordato il suo impegno parlamentare che portò all’approvazione della legge sulle quote di genere. «È stato difficile, ma ce l’ho fatta perché ci credevo. All’epoca in cui discutevamo la legge, le donne laureate erano il 53%, ma nei cda erano quasi assenti. Oggi la situazione è cambiata. Bisogna valorizzare le donne, sempre tenendo conto del merito».

La kermesse

Il festival, che si svolgerà tra piazze, luoghi storici, hub digitali e spazi culturali di Caserta, si articolerà in diversi filoni tematici. Dalla festa dell’editoria femminile al “Creator hub – voci digitali del femminile”, fino al cuore dell’iniziativa, “Heritage San Leucio – Visioni, Diritti e Futuro al Femminile”, con tavole rotonde dedicate ai diritti e all’innovazione sociale. A completare il programma, “Il Villaggio delle Donne”, pensato come una piazza nel senso più autentico: luogo di incontro, musica, laboratori e condivisione.

“Caserta la città delle donne” nasce proprio su una linea temporale tra memoria e futuro. Tra i presenti in prima fila la principessa Beatrice di Borbone delle Due Sicilie, che ha accolto con grande soddisfazione la kermesse: «Sono molto fiera di quello che avete fatto, ma soprattutto di vedere rinascere questo luogo favoloso che può far lavorare ancora molte donne e uomini. Insomma, è il savoir-faire che torna a vivere». Da Roma è ormai partito il conto alla rovescia. A marzo, sarà Caserta a far rivivere le emozioni, forte di una storia che, come ha ricordato Menniti, «non appartiene al passato, ma parla ancora al nostro presente».

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