Atalanta-Napoli, accoltella il marito durante la partita: «Mi stava insultando»
Ancora un episodio di maltrattamenti in famiglia. Una violenza di genere, al contrario. A finire in ospedale, per fortuna non in gravi condizioni, questa volta è però il marito....
Ancora un episodio di maltrattamenti in famiglia. Una violenza di genere, al contrario. A finire in ospedale, per fortuna non in gravi condizioni, questa volta è però il marito. È lui la vittima delle aggressioni della moglie che gli lancia contro coltelli e forbici. È accaduto domenica pomeriggio in un appartamento a Capodimonte. Le imprecazioni contro l’arbitro durante la partita Atalanta-Napoli in tv diventano “movente” per una violenza che avrebbe potuto avere ben altre conseguenze.
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Ma riavvolgiamo il nastro della terribile vicenda che si consuma, e questo è un altro elemento grave, davanti agli occhi della figlia tredicenne della coppia. I carabinieri, intervenuti, su richiesta della vittima, hanno poi ricostruito le dinamiche di quella coppia e scoperto che la donna aveva già accoltellato il marito due volte, e che entrambi gli episodi erano stati denunciati.
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La moglie è stata arrestata per maltrattamenti in famiglia e lesioni aggravate ed ora è in carcere. Il marito, invece, è ricoverato all’Ospedale del Mare ma non in gravi condizioni. Quando i carabinieri sono entrati all’interno dell’abitazione, hanno anche ritrovato un coltello conficcato in un muro.
La ricostruzione
A ricostruire la vicenda è stata proprio la vittima anche se, mentre era al telefono con il centralino dei carabinieri, l’operatore del 112 ha sentito le urla della donna. Quindi ha cercato di tenere l’uomo al telefono nel tentativo di placare l’ira della moglie.
Tutto avviene durante la partita di calcio di domenica pomeriggio del Napoli. L’arbitro nega un rigore ai partenopei e la vittima, un uomo di 40 anni, grande tifoso, inizia a inveire contro il giudice di gara. Vola qualche parolaccia e la moglie, 35 anni, pensa che gli insulti siano rivolti a lei. Così inizia ad urlare più forte di lui dicendogli di andare via se non voleva essere accoltellato. L’uomo, che forse neanche aveva capito che la moglie aveva frainteso le sue imprecazioni, si rifiuta: la partita era in un momento delicato e lui non aveva alcuna intenzione di andarsene da casa e rinunciare a vederla. Così la 35enne impugna un paio di forbici e gliele lancia contro. L’uomo non ha neanche il tempo di reagire che lei afferra dei coltelli da cucina e tenta di colpirlo al fianco sinistro. L’uomo si rende conto di ciò che sta accadendo e prova a difendersi ma lei punta all’altro fianco, ferendolo.
L’uomo, sanguinante, trova la forza di chiamare prima il 112 e poi il 118 per essere assistito. Durante la telefonata con i carabinieri, la donna continua con le violenze e tira altri coltelli contro il compagno. Uno si conficca nel muro ed è lì che i carabinieri della stazione di Capodimonte lo trovano quando arrivano. Cinque, in tutto, quelli lanciati.
La donna è stata così arrestata per lesioni aggravate e maltrattamenti in famiglia ma anche denunciata per porto di coltello perché nella sua borsa i militari hanno trovato altre 3 lame, una di queste è un “apri ostriche”, ovvero un utensile da cucina con lama corta e punta acuminata, solitamente utilizzato per aprire (appunto) i gusci di ostriche. La vittima, invece, a è ancora ricoverata all’ospedale del Mare ma non è in pericolo di vita.
I precedenti
L’uomo era stato già vittima di altri accoltellamenti, entrambi a giugno dello scorso anno, esattamente il 17 e il 29. Entrambi gli episodi sono stati denunciati dalla vittima. Infatti l’uomo è stato refertato a causa delle ferite riportate e, quindi, sentito al drappello degli ospedali. Il 17 giugno i medici lo hanno dimesso con una prognosi di sette giorni, per ferite al braccio destro. Il 29 giugno, invece, gli sono state riscontrate lesioni varie con una prognosi di cinque giorni. Ma non solo.
Secondo il racconto della vittima le cose con la moglie non andavano bene e lei, ad ogni discussione, non esitava a minacciarlo di morte spaventandolo e dicendogli che lo avrebbe accoltellato nel sonno. Ma, come in tutti i casi di amore tossico, anche lui non aveva mai preso davvero una decisione. Forse pensando che le cose sarebbero cambiate, forse per la presenza di una ragazzina ancora minorenne.