Napoli, gogna social per un anziano fragile a Secondigliano: l?autore del video ha 11 anni
Il Mattino

Napoli, gogna social per un anziano fragile a Secondigliano: l?autore del video ha 11 anni

Martedì 24 febbraio 2026
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Un «raid social» messo a segno dal branco. La logica è quella, anche se i protagonisti di questa assurda vicenda hanno tutti tra gli 11 e i 12 anni. Un dettaglio, questo, che...

Un «raid social» messo a segno dal branco. La logica è quella, anche se i protagonisti di questa assurda vicenda hanno tutti tra gli 11 e i 12 anni. Un dettaglio, questo, che rende la storia ancora più triste. I ragazzini, si divertono a filmare video su TikTok e proprio la piattaforma li incastra. Perché, questa volta, protagonista del loro filmato è un anziano, fragile e malato. Il branco lo nota mentre fa il girotondo vicino ad un palo della segnaletica stradale e decide che quello è il bersaglio della serata. Così iniziano a stuzzicarlo, riprendendo la scena in diretta per raccogliere like e farsi «ammirare» da altri come loro.

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Una bravata che, in men che non si dica, diventa virale. Tant’è che il video viene intercettato dai carabinieri della stazione di Secondigliano – impegnati nel web patrolling – che attraverso il nome di chi l’ha pubblicato risalgono al primo minorenne, un undicenne. I militari si presentano a casa sua e non essendo lui imputabile, prendono i dati dei suoi genitori (che avrebbero dovuto controllarlo) e li trasferiscono alla procura dei Minori per i provvedimenti del caso. Provvedimenti che sono ora al vaglio degli inquirenti in attesa di identificare gli altri cinque o sei bambini che erano con l’undicenne la sera delle riprese. Qualcuno di loro compare anche nelle immagini. Insomma, il cerchio si sta per chiudere.

Il video

I ragazzini sono nei pressi di un centro commerciale a Secondigliano. Stanno insieme. Fanno gruppo. Si «spacciano» per pusher. Di sottofondo si sentono le loro voci: «Vuoi una “maria”» dicono a qualcuno con classico tono canzonatorio. Poi continuano con un lungo elenco di droghe: «Se poi vuoi abbiamo anche il crac». E mentre eseguono la diretta della loro serata, notano l’anziano. L’uomo ha tra i 60 e i 65 anni, ed ha qualche problema. Si avvicina ad un palo della segnaletica, si attacca con una mano, e inizia a girare intorno al palo. La scena viene ripresa con il sottofondo dei bambini che ridono e lo prendono in giro. L’uomo, dopo aver fatto una serie di giri, si allontana e i ragazzi, telecamera del cellulare accesa, lo seguono.

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 «’O zì, ‘O zì», dice qualcuno per attirare la sua attenzione. L’uomo continua a camminare veloce e i ragazzi continuano a parlargli. «?’O zì ti sei fatto di hashish?», dice uno di loro provocando le risate degli altri. Poi un altro gli chiede: «Lo vedi il drago là?». Lui si ferma a guardare poi chiede: «Chi c’è là sopra?». L’intero video dura un minuto e 52 secondi. E termina con i ragazzi che lo seguono dentro al centro commerciale e poi, deridendolo per l’ennesima volta, se ne vanno.

La strategia

Il web patrolling è una moderna strategia investigativa, utilizzata in particolare dai carabinieri di Napoli, che consiste nel monitoraggio sistematico di social network, app di messaggistica e del web in generale. L’obiettivo è proprio quello di andare alla ricerca di contenuti video pubblici che possono portare alla luce segnali di illegalità o posizioni di ricercati. Gli ambiti d’azione sono diversi: dal contrasto ai Crimini alla sicurezza dei minori e social network. In questo ambito, dunque, sono stati individuati i ragazzini che hanno preso in giro una persona in quel momento fragile.

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Attraverso la vigilanza sulle piattaforme social per contrastare il bullismo, le baby-gang e l'esaltazione della violenza. Come in questo caso. Il web patrolling ha portato all'oscuramento di numerosi siti web. Ma serve anche a monitorare i videogiochi. Sempre nell'ottica della sicurezza dei minori. I carabinieri vanno anche a verificare i commenti per realizzare un data base anche su quelle che sono le abitudini dei minori, il loro linguaggio, le loro ambizioni criminali. Quando si tratta di minorenni la responsabilità cade sui genitori, come in questo caso: si attendono infatti eventuali provvedimenti.

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