Napoli, Gratteri: «Arresti confermati dal Riesame. Qui percentuale alta di condanne»
Un Nicola Gratteri a tutto campo, alla luce dei dati forniti alla stampa sulle attività svolte dal suo ufficio in questi tre anni di lavoro, ma anche sulla scorta della sua posizione di...
Un Nicola Gratteri a tutto campo, alla luce dei dati forniti alla stampa sulle attività svolte dal suo ufficio in questi tre anni di lavoro, ma anche sulla scorta della sua posizione di sostenitore del No nel corso della battaglia referendaria.
In sintesi, il procuratore di Napoli ha inteso difendersi dalle accuse che reputa diffamatorie sul suo metodo investigativo e lo ha dato alla luce dei dati numerici: «Gran parte delle ordinanze di custodia cautelari sono state convalidate dal Riesame; quanto alle sentenze invece qui abbiamo la percentuale di condanne (quindi di conferma delle ipotesi investigative più alte in Italia): siamo oltre al 60 per cento, lì dove la media nazionale è de 55 per cento di condanne».
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«Decisivo anche il riferimento alle rogatorie internazionali: siamo a 22 rogatorie internazionali nel 2022, ma siamo a oltre sessanta rogatorie nel 2025, a dimostrazione della nostra capacità di dialogare con le polizie e le procure di mezzo mondo».
Sul referendum
Il procuratore Nicola Gratteri torna, compulsato dai giornalisti, sul referendum sulla separazione delle carriere tra pm e giudici. «In questi giorni ho riletto il lavoro preparatorio dei padri della Costituzione, parlo di giuristi del calibro di Calamandrei e di Leone. Resto convinto delle mie idee, nella mia vita non pago cambiali e dico quello che penso, al di là del tentativo di estrapolare le mie frasi dall’intero contesto».