?Riabitare il Sud?: Cilento e Sannio varano i progetti anti spopolamento
Sono proprio loro, i piccoli Comuni del Mezzogiorno a più alto rischio di spopolamento, i primi a non rassegnarsi. A dimostrare, cioè, che è possibile «Riabitare il...
Sono proprio loro, i piccoli Comuni del Mezzogiorno a più alto rischio di spopolamento, i primi a non rassegnarsi. A dimostrare, cioè, che è possibile «Riabitare il Sud», il titolo a dir poco eloquente dell’iniziativa promossa dalla Fondazione con il Sud per interventi di sviluppo locale finalizzati alla rigenerazione demografica e alla rivitalizzazione delle comunità locali, con un plafond di 8 milioni di euro.
Sono stati infatti oltre 260 piccoli Comuni e più di 200 enti di terzo settore a rispondere al bando: tra le 57 proposte ricevute, 4 ora accedono alla fase di co-progettazione per la definizione delle proposte esecutive. Si tratta di territori compresi nelle Alte Madonie in Sicilia, nella Locride in Calabria, nel Cilento e nel Sannio in Campania.
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Dice Stefano Consiglio, presidente della Fondazione, ente non profit privato nato dall’alleanza tra le fondazioni di origine bancaria e il mondo del terzo settore e del volontariato per favorire lo sviluppo del Mezzogiorno attraverso la promozione di percorsi di coesione sociale (un successo, tra gli altri, la nascita delle Fondazioni di Comunità, da Napoli a Messina): «La risposta all’iniziativa sperimentale che abbiamo messo in campo ci dà speranza e fiducia verso la volontà e la capacità di mettersi insieme, creare alleanze pubblico-privato sociale per favorire la rigenerazione demografica e rendere attrattivi i territori per chi decide di restare, tornare, arrivare o fermarsi al Sud. Tutte le comunità coinvolte, al di là delle quattro che accedono alla seconda fase, meritano un grande plauso ma anche l’attenzione delle istituzioni per il grande sforzo profuso, per visione e pragmatismo. Il 4 marzo abbiamo convocato una riunione con i rappresentanti di tutti i partenariati non ammessi alla seconda fase del bando per valutare possibili ulteriori iniziative finalizzate all’implementazione di azioni utili per attivare processi di rigenerazione demografica anche in altre aree del Sud».
La fuga
Obiettivo, manco a dirlo, di assoluta, stringente attualità che va al di là delle polemiche sulla nuova legge per la classificazione dei piccoli Comuni: dal 2001 al 2023, il Mezzogiorno ha perso 730mila residenti ma guardando alle stime dello scenario “medio”, dunque non quello peggiore, nel 2080 si rischia di arrivare a ben 8 milioni di abitanti in meno contro i 5,2 milioni del Centro-Nord, concentrati soprattutto nelle classi di età più giovani.
Le opportunità
Attraverso il bando, la Fondazione con il Sud si rivolgeva a territori che includano un’area di almeno tre Comuni tra loro confinanti, in cui risiede una popolazione complessiva non superiore a 20mila abitanti e in cui sia attivo un SAI (sistema accoglienza e integrazione). Requisiti che si riscontrano nelle quattro proposte selezionate. L’area delle alte Madonie, ad esempio, in provincia di Palermo, comprende 7 piccoli Comuni per un totale di poco più di 19 mila abitanti (per la cronaca sono Petralia Soprana, Gangi, Polizzi Generosa, Petralia Sottana, Blufi, Geraci Siculo e Castellana Sicula).
Nella piccola porzione dell’area della Locride, in provincia di Reggio Calabria, invece ce ne sono 3 per un totale di poco più di 8 mila abitanti (Camini, Stignano e Caulonia) mentre in Campania un’area del Cilento, in provincia di Salerno, ne comprende 4 per quasi 11 mila abitanti (Ceraso, Ascea, Novi Velia, San Mauro La Bruca), e nel Sannio il territorio “premiato” fa riferimento a 10 piccoli Comuni per un totale di più di 19 mila abitanti, in provincia di Benevento (Baselice, Foiano di Val Fortore, Molinara, San Marco dei Cavoti, Pesco Sannita, Pietrelcina, Fragneto L’Abate, Campolattaro, Morcone, Sassinoro).
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La voglia di partecipare era emersa, come detto, ben preso, nella prima fase del bando, non a caso una delle principali azioni strategiche del piano triennale 2025-27 della Fondazione con il Sud, che punta a contrastare i processi di spopolamento delle regioni meridionali e a favorire percorsi di rigenerazione demografica e sociale delle comunità. I territori si sono candidati formulando una “manifestazione di interesse”, specificando le informazioni sul “gruppo promotore” della candidatura, sulla strategia pluriennale di rivitalizzazione del territorio e sulle azioni progettuali che, nel breve e medio termine, si intende avviare per dare seguito alla strategia. Nella successiva fase di progettazione esecutiva, verrà attivato in ognuno dei quattro territori selezionati un “gruppo di coordinamento territoriale” composto dai referenti degli enti che hanno presentato la manifestazione di interesse e dai collaboratori della Fondazione con il Sud, compresi i consulenti esperti. I progetti esecutivi saranno pronti entro fine anno.