La ?cresta? sui fondi Ue: appalti per forniture in cambio di pc e tv
Il Mattino

La ?cresta? sui fondi Ue: appalti per forniture in cambio di pc e tv

Mercoledì 25 febbraio 2026
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Docenti universitari, ma anche ricercatori di enti di primo piano come il Consiglio nazionale delle Ricerche (Cnr) e insegnanti di istituti superiori. Sono loro i protagonisti dell?indagine...

Docenti universitari, ma anche ricercatori di enti di primo piano come il Consiglio nazionale delle Ricerche (Cnr) e insegnanti di istituti superiori. Sono loro i protagonisti dell’indagine avviata dalla Procura europea (Eppo) su una presunta gestione occulta dei fondi comunitari destinati all’istruzione.

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Un’inchiesta complessa, nata tre anni fa a Palermo e oggi approdata a Napoli con una richiesta di sedici misure cautelari, che coinvolge professori, dirigenti e manager. Il punto di partenza dell’indagine è stato l’arresto di Daniela Lo Verde, ex preside-coraggio dell’istituto comprensivo “Giovanni Falcone” dello Zen del capoluogo siciliano. In quel primo filone le contestazioni riguardavano alcune, presunte irregolarità nella gestione delle forniture e dei fondi: vicenda poi definita con un patteggiamento a due anni e sei mesi.

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Da lì, anche grazie alle dichiarazioni rese da una dipendente di una delle società coinvolte, Alessandra Conigliaro, gli inquirenti hanno ampliato il perimetro degli accertamenti, ipotizzando l’esistenza di un meccanismo ben più profondo e strutturato. Dagli atti dell’inchiesta condotta dalla Eppo, la Procura europea, emergerebbe un «sistema perverso». Secondo l’impostazione accusatoria, diversi pubblici dipendenti - tra scuole di secondo grado e università - avrebbero favorito l’affidamento di beni e servizi a tre società del settore informatico: Informatica Commerciale Spa, R-Store Spa e Databroker.

In cambio, sempre secondo l’accusa, alcuni avrebbero ottenuto utilità personali, talvolta sotto forma di dispositivi elettronici come smartphone o smart tv. I magistrati sottolineano che gli atti amministrativi esaminati appaiono in alcuni casi formalmente regolari, ma ritengono che dietro scelte discrezionali si sarebbe celato un interesse di natura privata, prevalente su quello pubblico. Saranno i prossimi step processuali a stabilire però se questa la ricostruzione accusatoria dei pm di Eppo, Gery Ferra e Amelia Luise, troverà conferma o se emergeranno elementi idonei a ridimensionarla.

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Gli indagati

Tra gli indagati figurano Corrado Leone, ricercatore del Cnr tra Napoli e Portici; Luigi Cembalo e Roberto Freda dell’Università degli Studi di Napoli Federico II; Luciano Airaghi, responsabile del centro di formazione dell’istituto tecnico Fondazione Minoprio; Carlo Palmieri, presidente dell’Its Academy di Napoli; ed Enrico Cafaro, docente del dipartimento di Scienze economiche e statistiche dell’Università Federico II.

Alcuni di loro, nel corso degli interrogatori preventivi ai quali sono stati sottoposti, hanno già fornito la propria versione dei fatti davanti al giudice per le indagini preliminari, altri si preparano a farlo nelle prossime fasi del procedimento. In particolare, Enrico Cafaro e Luigi Cembalo, nel corso degli interrogatori preventivi, hanno ammesso le proprie responsabilità in relazione alle contestazioni mosse dalla Procura europea sull’uso dei fondi Ue. Le loro dichiarazioni saranno ora oggetto di valutazione nell’ambito del procedimento e potranno incidere sulla posizione processuale personale. Gli altri indagati avranno modo di difendersi nelle sedi opportune, chiedendo di essere ascoltati o producendo documentazione a sostegno della correttezza del proprio operato. Il cuore dell’inchiesta è rappresentato dal ruolo della R-Store Spa, azienda con sede a Napoli e oltre trenta punti vendita in tutta Italia, attiva proprio nella fornitura di prodotti e servizi per la digitalizzazione di scuole e atenei.

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La società si sarebbe avvalsa di un team dedicato ai rapporti con gli istituti pubblici, coordinato da Mario Piacenti, anche lui tra gli indagati. In sintesi, l’azienda si sarebbe avvalsa di uno specifico team, grazie al quale avrebbe intrattenuto relazioni con numerosi istituti e pubblicato la società allo scopo di aggiudicarsi le forniture di dispositivi digitali e software informatici. Figura centrale di questo schema, nell’ipotesi accusatoria, sarebbe l’amministratore delegato Giancarlo Fimiani, per il quale sono stati chiesti gli arresti domiciliari e che nel frattempo ha rassegnato le dimissioni dal vertice dell’azienda. I manager Antonio Fedullo e lo stesso Piacenti sono stati invece sospesi. L’accusa ipotizza che le società coinvolte siano riuscite ad aggiudicarsi forniture anche di importo significativo, come nel caso dell’Its “Mia Moda Campania”. R-Store precisa intanto di aver «già attivato tutte le opportune iniziative di verifica interna» e «depositato ampia documentazione nonché una memoria difensiva». L’inchiesta tocca un ambito delicato, quello dell’utilizzo dei fondi europei per l’istruzione e la transizione digitale, settore strategico per il Paese. Al netto delle formule utilizzate nelle richieste cautelari, sarà però solo un eventuale processo a chiarire se ci sia stato, o meno, un uso distorto di risorse pubbliche.

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