Sanremo 2026, svelata la prima classifica: Brancale, Fedez e Masini
per la prima top 5
Il Mattino

Sanremo 2026, svelata la prima classifica: Brancale, Fedez e Masini per la prima top 5

Mercoledì 25 febbraio 2026
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L?introduzione orchestrale finisce con le note ineludibili della sigla baudesca che fu, «perché Sanremo è Sanremo». E, nell?Ariston silente ed al buio, la...

L’introduzione orchestrale finisce con le note ineludibili della sigla baudesca che fu, «perché Sanremo è Sanremo». E, nell’Ariston silente ed al buio, la voce di SuperPippo presenta ancora una volta, per un’ultima volta, il Festival della canzone italiana, che gli dedica un omaggio alla presenza dei figli Tiziana e Alessandro, e della storica segretaria Dina Minna.

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Balorda Nostalgia

Poi si riparte da dove eravamo rimasti, da Olly e la «Balorda nostalgia» vincitrice l’anno scorso, poi ancora il Baudillo scomparso che stavolta «irrompe» anche in video per presentare Laura Pausini, all’esame da co-conduttrice. In nero lungo, «bentornata a casa» la accoglie Carlo Conti. E la gara ha inizio spietata, interminabile, trenta canzoni trenta, anche se alcune sembrano piuttosto un pasticciaccio brutto.

Si parte, ma guarda un po’, con alcune delle cose migliori: Ditonellapiaga veste il suo tormentone («Che fastidio!») con un abitino glam retrò che le scopre le gambe, Michele Bravi strappa applausi con «Prima o poi», Sayf entra nelle case delle famiglie italiane con «Tu mi piaci tanto», poi la qualità scende, i valori medi messi in campo quest’anno non sono eclatanti, anche se qualche interpretazione salva testi e melodie poco memorabili.

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L’omaggio a Peppe Vessicchio viene accolto da una standing ovation e permette a Conti di ricordare anche Angela Luce, Tony Dallara, Sandro Giacobbe e Gianni Pettenati.

Il vallettone turco

Poi è il turno del manzo Can Yaman, che, dopo le lezioni di turco alla Pausini, si adatta a fare il vallettone, vendicando generazioni di signore costrette a vedere il sorriso ebete dei mariti di fronte alle grazie delle svallettate di turno. In mezzo succede poco, tranne Vincenzo De Lucia nei panni della Pausini e gli applausi per Gianna Pratesi, 105 anni, che votò - per le donne era la prima volta - il 2 giugno 1946 per la Repubblica. Peccato solo che per il ledwall quel giorno il 54 per cento abbia votato per la «Repupplica», scritto proprio così.

Per il resto si notano Luchè («Labirinto»), Elettra Lamborghini («Voilà») ma giusto per la coreografia con ventagli burlesque e l’improbabile esibizione canora, la classe di Patty Pravo («Opera»), l’«Ossessione» caliente di Samurai Jay, il minishow di Tiziano Ferro e quello dalla nave di Max Pezzali, la grazia di Fulminacci («Stupida sfortuna»), la messinscena di Fedez&Masini («Male necessario»), l’emozione di Ermal Meta («Stella stellina»), la commozione di Serena Brancale che dedica alla mamma scomparsa «Qui con me», il funkettino retromodernista di Malika Ayane («Animali notturni»), la grinta (ma non il brano) delle Bambole di Pezza («Resta con me»). Sal Da Vinci arrevota letteralmente il teatro con «Per sempre sì» e dedica gli applausi al ricordo di Vincenzo D’Agostino. E via fino alla fine, tocca a Lda e Aka 7even chiudere con «Poesia clandestine». E alla prima classifica provvisoria, cinque nomi, non in ordine di piazzamento, frutto del voto della sala stampa: Serena Brancale, Fulminacci, Fedez&Masini, Ditonellapiaga e a, sorpresa, Arisa. Comunque vada sarà polemica.

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La sigla

Il clou della serata - Conti è sempre un garbato padrone di casa, Laura non se l’è cavata male ed è destinata a migliorare e riprendersi anche il ruolo di cantante - arriva quando Can Yaman è messo al confronto con Kabir Bedi, il suo predecessore nei campi di Sandokan. Anche se a Sanremo, garantisce Pausini, si preferisce un altro pirata della Malesia, tale Carlokan. E vai con la sigla: «Carlokan, Carlokan/ Giallo il sole la forza mi dà/ Carlokan, Carlokan/ Dammi forza ogni giorno, ogni notte, coraggio verrà». E stanotte, ma anche domani, e fino a sabato, di coraggio, di forza, ce ne vorrà per sopravvivere a queste maratone estenuanti.

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