Deliveroo, controllo giudiziario per caporalato su migliaia di rider. «Retribuzione inferiore fino al 90% rispetto alla soglia di povertà»
Il pubblico ministero di Milano Paolo Storari ha disposto in via d'urgenza il controllo giudiziario per caporalato per Deliveroo Italy, la società di consegna a domicilio. L'accusa...
Il pubblico ministero di Milano Paolo Storari ha disposto in via d'urgenza il controllo giudiziario per caporalato per Deliveroo Italy, la società di consegna a domicilio. L'accusa rivolta alla srl e all'amministratore unico è di impiegare manodopera «in condizioni di sfruttamento e approfittando dello stato di bisogno dei lavoratori».
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In particolare, si legge nel provvedimento in cui sono riportate 50 testimonianze, sarebbe stata corrisposta ai rider, «in stato di bisogno e operanti sul territorio milanese e nazionale (rispettivamente pari a circa 3.000 e 20.000 lavoratori), una retribuzione in alcuni casi inferiore fino a circa il 90% rispetto alla soglia di povertà e alla contrattazione collettiva». Una somma che a dire della Procura «non è proporzionata né alla qualità né alla quantità del lavoro prestato al fine di garantire una esistenza libera e dignitosa e palesemente difforme dai contratti collettivi nazionali stipulati dalle organizzazioni sindacali più rappresentative a livello nazionale».
Le indagini
Nel provvedimento in via d'urgenza (dovrà essere valutato da un gip) di 60 pagine, il pm Storari, che da anni sta portando avanti indagini di questo genere anche nei settori della logistica, dei trasporti, della moda e della vigilanza privata, si legge che è iscritta la società Deliveroo Italy srl, con sede a Milano, e che è indagato per caporalato l'amministratore unico Andrea Giuseppe Zocchi. Ai rider (3mila su Milano e 20mila sul territorio nazionale), si legge nell'imputazione, sarebbero state corrisposte retribuzioni «in alcuni casi inferiori fino a circa il 90% rispetto alla soglia di povertà e alla contrattazione collettiva». Somme che violano anche la Costituzione, perché non possono garantire una «esistenza libera e dignitosa». Deliveroo e il suo amministratore avrebbero adottato una «politica di impresa che rinnega esplicitamente le esigenze di rispetto della legalità". Lo sfruttamento lavorativo, scrive il pm sulla base degli accertamenti dei carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro, viene «perpetrato da anni». Una situazione di illegalità che deve «cessare al più presto».
Da qui la nomina da parte della Procura, diretta da Marcello Viola, dell'amministratore giudiziario Massimiliano Poppi per Deliveroo Italy, affinché «proceda alla regolarizzazione dei lavoratori». Lo scorso 19 febbraio, il gip Roberto Crepaldi aveva convalidato il provvedimento del pm Storari che aveva disposto, sempre in via d'urgenza, il controllo giudiziario nei confronti di Foodinho, società milanese di delivery del colosso spagnolo Glovo, finito al centro delle indagini per caporalato. Per l'accusa, in quel caso sarebbero stati sfruttati 40 mila rider impiegati in tutta Italia, «lavoratori, formalmente autonomi in regime forfettario», ma «in realtà da considerarsi lavoratori dipendenti a pieno titolo: approfittando dello stato di bisogno avrebbero percepito un reddito netto annuo sotto la soglia di povertà".