Cantiere a Bagnoli, l?Arpac: «Non ci sono sforamenti polveri sottili nella norma»
Il Mattino

Cantiere a Bagnoli, l?Arpac: «Non ci sono sforamenti polveri sottili nella norma»

Giovedì 26 febbraio 2026
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Calano, sono sotto le soglie di legge le polveri sottili - le famigerate Pm10 - e anche i valori che riguardano altri agenti inquinanti tipici delle grandi aree urbane. A comunicarlo è la...

Calano, sono sotto le soglie di legge le polveri sottili - le famigerate Pm10 - e anche i valori che riguardano altri agenti inquinanti tipici delle grandi aree urbane. A comunicarlo è la struttura commissariale di Bagnoli - il Commissario straordinario è il sindacoGaetano Manfredi. Che ieri insieme alla Commissione urbanistica del Consiglio comunale ha fatto un sopralluogo sull’area della colmata a mare che sarà la base operativa dei team dell’America’s Cup.

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I dati sono quelli rilevati dalla centralina dell’Arpac chiesta e ottenuta dai lavoratori di Città della Scienza in coincidenza con i lavori che si stanno facendo nel sito ex Italsider. Centralina che ha sempre rilevato dati difformi e più negativi rispetto alle altre 5 centraline dell’Arpac situate sul Pontile Nord, Circolo Ilva, Città della Scienza, Porta del Parco e via Diocleziano. La novità è che questa volta i dati da Città della scienza sono conformi a quelli delle altre 5 centraline. Dove i valori sono sempre nella media giornaliera, che è il parametro per misurare la densità dell’inquinamento come stabilito dalla legge. È chiaro, quindi, che nella struttura commissariale accolgono questi dati con soddisfazione.

In questo senso va ricordato che venerdì scorso, quando sono usciti i dati delle altre 5 centraline tutti nella norma - «Non è stato rilevato nessuno sforamento» - dal Commissariato di Governo hanno fatto una richiesta: «Visto che i risultati appaiono mediamente difformi dagli altri, si ritiene utile un esame congiunto di detti risultati, anche alla luce delle tecniche di misure adottate e alla collocazione delle centraline stesse». E quello che trapela è che effettivamente sarebbe stata cambiata la tecnica di misurazione che ha portato a un sostanziale allineamento dei dati. «L’analisi - si legge nel bollettino - delle concentrazioni medie orarie rilevate dalla centralina, installata presso l’area della Città della Scienza, nel periodo 17–23 febbraio 2026, evidenzia un andamento tipicamente urbano, con marcata variabilità giornaliera e picchi concentrati nelle fasce orarie 6–9 e 18–23. I valori orari di PM10 mostrano in alcune giornate picchi superiori a 150–200 µg/m³, in particolare il 18 e il 23 febbraio. I valori medi, infatti, si collocano al di sotto del valore limite, pur in presenza di episodi orari elevati che non determinano violazione normativa». E questo vale anche per altri agenti potenzialmente inquinanti come gli ossidi di azoto e per «Il monossido di carbonio che segue un andamento coerente, pur mantenendosi ampiamente sotto i limiti normativi». E ancora: «I Voc, inclusi benzene e toluene, presentano incrementi nelle stesse fasce orarie dei picchi veicolari, ma senza evidenze di superamento del limite annuale». La sostanza dei dati è che quando c’è traffico un paio di ore la mattina e un altro paio la sera - cioè quando si va al lavoro e quando si torna a casa - ci sono dei picchi che non inficiano la media giornaliera che serve per misurare la pericolosità degli inquinanti.

La battaglia sui dati è figlia della tensione che c’è sui lavori di bonifica che si stanno facendo a Bagnoli e un parte dell’associazionismo cittadino. Anche in vista del Consiglio comunale monotematico sulla bonifica e i lavori per l’America’s Cup che si terrà il 3 marzo nella sede della Municipalità di Bagnoli in via Acate. Invece che nell’Aula consiliare di via Verdi o nella Sala dei Baroni rappresentative di tutta la città. In questo contesto Manfredi e la Commissione Urbanistica - presieduta da Massimo Pepe - hanno fatto un sopralluogo proprio sulla colmata a mare per verificare lo stato dei cantieri. Con il sindaco che è tornato a pungere sul passato del sito ex Italsider: «Siamo tornati a Bagnoli con la Commissione Urbanistica - dice Manfredi - i lavori procedono spediti per la sigillatura della colmata, che sarà restituita come una grande piazza a mare pubblica a disposizione dei cittadini, in un luogo straordinario, bellissimo, che è stato negato per tanto tempo ai napoletani: 35 anni durante i quali non è stato realizzato nulla in questo pezzo di città». Il sindaco sottolinea: «Finalmente avremo un accesso al mare pubblico e sicuro, con due spiagge laterali molto grandi che realizzeremo e che consentiranno di restituire il mare anche alla zona occidentale, ma soprattutto di creare un grande volano di sviluppo e di socialità per i bagnolesi e per tutta la città». La Presidente del Consiglio comunale Enza Amato in quota Pd - nativa di Bagnoli - ha qualche dubbio sul futuro: «L’attività di messa in sicurezza è in pieno svolgimento e occorre sin da ora ripensare al futuro di quest’area, quando tornerà definitivamente a disposizione della cittadinanza». Parola al Presidente Pepe che è invece in piena sintonia con Manfredi: «Abbiamo trovato un cantiere in perfette condizioni, ben tenuto e pienamente conforme alle norme di sicurezza. L’intervento in corso rappresenta una delle più importanti operazioni di riqualificazione urbana degli ultimi 30 anni non solo per Napoli. La Commissione continuerà a seguire con attenzione ogni fase, garantendo trasparenza e informazione costante alla città».

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