Galleria, restyling beffa, dopo i lavori nuove reti
Il Mattino

Galleria, restyling beffa, dopo i lavori nuove reti

Giovedì 26 febbraio 2026
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  Galleria Umberto: purtroppo ci risiamo. Tornano le retine verdi di contenimento intorno ai cornicioni dei piani più alti del primo salotto di Napoli, dal lato di via Toledo. A...

Galleria Umberto: purtroppo ci risiamo. Tornano le retine verdi di contenimento intorno ai cornicioni dei piani più alti del primo salotto di Napoli, dal lato di via Toledo. A pochissimi passi, in sostanza, dal maledetto punto in cui nel luglio del 2014 era morto il giovanissimo Salvatore Giordano, ucciso da un fregio killer che si era staccato dal monumento del Risanamento ed era piovuto nel mezzo della folla di passanti della via dello shopping. Dopo circa un decennio di ponteggi, la Umberto I ha ritrovato in parte pace e decoro.

APPROFONDIMENTI Crolli a Napoli, cornicioni a rischio: allarme dalle municipalità. «Più fondi per il restyling»Napoli, allarme in via San Carlo. Pioggia di calcinacci: «Colpite due donne»Napoli, Galleria, degrado nell’area dell’Angiporto: «Mai installati i cancelli annunciati»

Eppure, riecco le criticità: le retine verdi che proteggono gli edifici dai rischi di crollo. Se ne vedono a centinaia, tra palazzi, cornicioni e balconi della città. E il Mattino, a partire dall’ennesima tragedia sfiorata di via San Carlo avvenuta il 21 febbraio per il distacco di una pioggia di sassi che ha distrutto il giubbino e sfiorato la tempia di una donna, ha deciso di approfondire il discorso, alla ricerca di una formula in grado di aiutare nella riduzione dei rischi. A dicembre, sempre in via Toledo, due turiste romane erano state sfiorate dai calcinacci che si erano staccati da un balcone. Un mese prima, la tragedia fu sfiorata in via Kerbaker.

Le retine 

Il restyling è ancora fresco, per il primo salotto di Napoli, stretto tra via Verdi, via San Carlo, via Toledo e Santa Brigida. Questo giornale ha dedicato una lunga campagna di stampa alla Galleria Umberto, iniziata nell’ormai lontano dicembre del 2021. È proprio in funzione di questa campagna che arrivò, nell’estate del 2022, la firma del protocollo per il rilancio del monumento, in parte arrivato. Da Palazzo San Giacomo si aspetta ancora l’avvio dei lavori per l’installazione dei cancelli. Ma il Comune, in compenso, ha da poco ultimato i lavori per il restauro dei pavimenti (di competenza pubblica). Le parti interne della Galleria sono invece di proprietà privata. Fatte queste premesse, torniamo ai cornicioni: «La consegna dei lavori in Galleria risale a circa un anno fa, dal lato di via Toledo – denuncia Antonio Pariante del Comitato Portosalvo – Vedere le retine di protezione sui cornicioni appena rifatti ci lascia perplessi. A sentire voci interne al monumento, hanno dovuto agire con urgenza, per il rischio di caduta dei calcinacci. Servirebbe un piano Marshall per i palazzi storici. Chissà che la Regione guidata da Fico non possa rimettere in piedi il Sirena».

Scarsa manutenzione, palazzi antichi, cambiamento climatico: tanti fattori pesano sull’intensificazione dei crolli. Anche molti altri edifici storici presentano rischi di caduta di calcinacci, in città. Il Grand Hotel de Londres, Palazzo Mastellone in piazza Carità. O le strutture di piazza Borsa. Nel caso dei beni tutelati, la Sovrintendenza ha la possibilità di intervenire con richiesta di lavori in danno. Correva l’anno 2013, quando la giunta Luigi de Magistris mise in liquidazione la società Sirena, il cui progetto prevedeva la possibilità di associare contributi in conto capitale per un terzo della spesa.

La manutenzione 

Nel 2017, nelle casse di Palazzo San Giacomo c’erano 35 milioni fermi: soldi da erogare ai condomini o per finanziare nuovi interventi sulle facciate degli edifici. La manutenzione spetta ai privati, ma l’incolumità sulla pubblica via è regolato dall’articolo 40 del codice penale, che al comma 2 recita: «Non impedire un evento, che si ha l'obbligo giuridico di impedire, equivale a cagionarlo». In queste ore, Unai (Unione Nazionale degli Amministratori di Immobili) sta sondando la creazione di un collettivo di associazioni e comitati di residenti che porti le istituzioni a intervenire con una formula che incentivi i privati a intervenire per la sicurezza pubblica.

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