Sanremo 2026, Serena Brancale: «Una lacrima sul viso: così ho cambiato pelle e voce»
Il Mattino

Sanremo 2026, Serena Brancale: «Una lacrima sul viso: così ho cambiato pelle e voce»

Giovedì 26 febbraio 2026
9 visualizzazioni

Alla fine le lacrime hanno pulito tutto, hanno fatto sgorgare un dolore che aveva messo via, senza farci davvero i conti. È andata così, Serena Brancale? «Sapevo che...

Alla fine le lacrime hanno pulito tutto, hanno fatto sgorgare un dolore che aveva messo via, senza farci davvero i conti.

È andata così, Serena Brancale?

«Sapevo che poteva succedere, che doveva succedere, ma non volevo che quel pianto fosse travisato. Così ho provato ad evitarlo, a rimandarlo, ma... era impossibile. E ho lasciato che sgorgasse. Dopo mi sono sentita meglio, anche se svuotata. Sono orgogliosa di me e di quel mio sfogo, anche se non è stato facile, mi sentivo nuda».

APPROFONDIMENTI Pilar Fogliati e lo snobismo di "Uvetta" a Sanremo: «Ma voi lo fate per lavoro?»Sanremo 2026, il ritorno di “Si na preta”: dopo Rose Villain anche per Elettra LamborghiniGianluca Gazzoli commuove Sanremo 2026, la dedica alla mamma scomparsa il giorno del suo compleanno: «Avrei voluto mi vedesse oggi»

Serena Brancale si commuove cantando il brano dedicato alla madre

Nella prima serata sanremese la tua «Qui con me» ha fatto centro anche tra chi non si è accorto che si tratta di una dedica a tua madre.

«Mamma Maria è scomparsa nel 2020, ma la portavo ancora dentro di me come qualcosa che non avevo risolto. Ora la porto dentro - è “Qui con me” - in un’altra maniera».

«C'è una canzone alla radio che suona e che parla di noi. Di quell'amore che resterà sempre, non passerà mai»: com’è nato il brano?

«In giugno ho rigurgitato qualcosa. Il tour estivo era magnifico, ma io sentivo di dover scrivere qualcosa, di dover tirare fuori qualcosa, che avrebbe necessitato un cambiamento di stile».

Non potevi dire quello che volevi/dovevi dire con i toni ludici e disinibiti di «Baccalà» e «Anema e core».

«Proprio così. Io sono la Zia, ma anche la cantante jazz e quella raffinata di “Navigare”. Così mi sono riavvicinata a questa modalità espressiva per dire di quel buco che portavo in me, sotto gli occhi di mia sorella Nicole che dirigeva l’orchestra».

Hai cambiato anche look, colori, tutto.

«Non andavano bene gli abiti sgargianti e scollati, che pure sono bellissimi e rivendico».

Meglio un abito lungo, accollato, elegante.

«Meglio concentrarsi su quello che dovevo cantare, su “quella complicità che da bambina cercavo nei tuoi occhi/ e che per sempre mi accompagnerà”. Serviva un’altra voce ed un’altra pelle: c’erano».

Ma esistono due diverse Serena Brancale?

«No, ma due, o più facce, di Serena Brancale sì. Sono quella di “Serenata”, ma anche quella di “Qui con me”, quella cresciuta con le ballad di Pino Daniele, di Eduardo De Crescenzo, di Fabio Concato. E dal vivo tengo insieme tutto, vedrete: torno a Napoli il 14 luglio, all’Arena Flegrea».

E su disco?

Ci sto pensando, vorrei raccogliere quello che ho disseminato da “Baccalà” sino ad oggi: le cose più divertenti, le ballad, il soul, il gospel, il jazz».

Sei nella cinquina della prima classifica parziale: inizi a sperare in una vittoria? Per Fiorello sei sul podio, per i bookmaker pure, hai già vinto il Premio Lunezia.

«Vincere? Non ci penso proprio, spero solo di cantare bene, con o senza lacrime. La prima volta, martedì sera, è stata come una liberazione: presentavo su una ribalta così grande come quella televisiva di Sanremo una mia pagina molto intima. Ormai l’ho condivisa con chi vuole ascoltarmi, posso rilassarmi».

I tuoi preferiti di quest’edizione?

«Nayt e Ditonellapiaga: la adoro da sempre».

Domani, nella serata delle cover, rileggerai «Besame mucho», uno dei rari evergreen firmati da una donna, la messicana Consuelo Velasquez.

«Sì, un capolavoro, ma che non ha sesso. Il bacio necessario non è per forza quello di un amore, può essere per una mamma, un figlio, un amico. Dividerò il brano con Delia, rivelazione dell’ultimo “X Factor”, e Gregory Porter. Lei, con i suoi mash up in cui non manca mai il siciliano, rimanda alle mie cose in dialetto. Lui è il sogno realizzato Serena Brancale jazzofila. Ancora una volta i due volti di Serena Brancale, ma in un colpo solo».

Condividi questo articolo