Domenico Caliendo morto, prosegue il pellegrinaggio dei napoletani al Monaldi: «Mamma, voglio lasciare il mio giocattolo lì»
Una veglia silenziosa, composta, carica di dolore e dignità si è svolta nella notte all?esterno dell?ospedale Monaldi, dove familiari, cittadini e bambini si sono stretti...
Una veglia silenziosa, composta, carica di dolore e dignità si è svolta nella notte all’esterno dell’ospedale Monaldi, dove familiari, cittadini e bambini si sono stretti attorno alla madre del piccolo Domenico Caliendo, il bambino di Nola tragicamente deceduto dopo il trapianto del cosiddetto “cuore bruciato”.
APPROFONDIMENTI Domenico Caliendo morto al Monaldi, particolari scioccanti nei verbali degli infermieri. L’avvocato: a Bolzano nessun errore per il ghiaccio, Napoli doveva vigilareDomenico Caliendo, la rivelazione di un infermiere: «Il cuore era una pietra di ghiaccio»Il corpicino del piccolo Domenico si trova attualmente in una cella frigorifera, in attesa degli esami autoptici che dovranno chiarire definitivamente le cause della morte e accertare eventuali responsabilità. Un passaggio cruciale per fare piena luce su una vicenda che ha scosso profondamente non solo la famiglia, ma l’intera città e l’opinione pubblica nazionale.
All’esterno dell’ospedale si è formato spontaneamente un luogo di raccoglimento e memoria. Decine di peluche, fiori, palloncini e giocattoli sono stati lasciati da cittadini e, soprattutto, da bambini che hanno voluto rendere omaggio a Domenico donandogli i loro oggetti più preziosi. Una montagna di giocattoli che è diventata simbolo di umanità, solidarietà e partecipazione collettiva.
Una testimonianza concreta di come il dolore di una famiglia sia stato condiviso da un’intera comunità, trasformandosi in un abbraccio collettivo che prova a dare forza a chi oggi vive una perdita incolmabile.
Presente alla veglia anche il deputato di Avs Francesco Emilio Borrelli, l'avvocato della famiglia Francesco Petruzzi, l'artista Cosimo Merolla, il membro dell'esecutivo regionale di Europa Verde Rosario Pugliese che ha incontrato la madre del piccolo e il legale della famiglia, confrontandosi sugli sviluppi dell’inchiesta in corso.
«Quello che abbiamo visto stanotte fuori al Monaldi è qualcosa che segna profondamente l’anima di una città.
Una madre distrutta dal dolore, una famiglia che chiede risposte, e intorno una comunità intera che non resta indifferente. Quei giocattoli lasciati dai bambini non sono solo un gesto simbolico, sono la dimostrazione che Napoli sa essere umana, sa essere vicina, sa essere una famiglia quando conta davvero».«Ma accanto al dolore e alla solidarietà deve esserci la verità. E accanto alla verità deve esserci la giustizia. Non possiamo permettere che la morte di Domenico resti senza risposte. È fondamentale che l’inchiesta vada avanti fino in fondo, che ogni responsabilità venga accertata e che chi ha sbagliato ne risponda. Lo dobbiamo a Domenico, lo dobbiamo alla sua famiglia, lo dobbiamo a tutti i cittadini».
«Continueremo a seguire questa vicenda con la massima attenzione, al fianco della famiglia, affinché venga fatta piena luce su quanto accaduto. Nessuno deve essere lasciato solo. E soprattutto, nessuno deve pensare che una tragedia come questa possa essere archiviata senza verità e senza giustizia».