Campania: 2,6 miliardi per gli edifici scolastici e piani anti dispersione
Il Mattino

Campania: 2,6 miliardi per gli edifici scolastici e piani anti dispersione

Venerdì 27 febbraio 2026
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«Qui non ci sono annunci, ma fatti concreti. La Campania è una regione su cui stiamo investendo come mai prima per favorire la frequenza degli alunni e contrastare la dispersione...

«Qui non ci sono annunci, ma fatti concreti. La Campania è una regione su cui stiamo investendo come mai prima per favorire la frequenza degli alunni e contrastare la dispersione scolastica».

Le parole pronunciate dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara in occasione della tappa di ieri in Campania, prima a Giungano e poi a Napoli a margine di un incontro sul referendum, fissano il perimetro politico di una stagione che segna un punto di svolta nel contrasto alla dispersione scolastica.

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Non interventi episodici, ma una strategia organica che intreccia risorse, responsabilità e risultati misurabili. È in questo quadro che si colloca Agenda Sud – Fase 2, il cuore dell’azione Pnrr sui divari educativi, con la Campania laboratorio nazionale. Il ministro lo ha ribadito con chiarezza: «Noi manteniamo sempre le promesse fatte. Ci piacciono i fatti concreti, non le chiacchiere».

I numeri

I numeri danno sostanza alle parole. L’investimento complessivo sulla scuola campana supera i 2 miliardi e 660 milioni di euro, una cifra senza precedenti. Dentro questo perimetro rientrano oltre 150 milioni destinati ad Agenda Sud, più di 75 milioni per il Piano Estate e 1 miliardo e 660 milioni per l’edilizia scolastica, con interventi su sicurezza e nuovi spazi per la didattica. «Abbiamo scelto di partire dai territori più fragili – ha spiegato il ministro – perché è lì che lo Stato deve essere più forte».

Agenda Sud 2 coinvolge tutte e cinque le province campane. Napoli guida con 139 scuole finanziate per 17,67 milioni di euro, seguita dal Salernitano con 92 istituti e oltre 10,7 milioni. In Irpinia 34 scuole per 3,696 milioni, mentre Caserta e Benevento completano il quadro regionale. «Non lasciamo indietro nessuno – ha sottolineato Valditara – né le periferie metropolitane né i comuni delle aree interne». Le risorse, fino a 150 mila euro per istituto, puntano alla prevenzione: tutoraggi, percorsi personalizzati, rafforzamento del tempo scuola e accompagnamento degli studenti più fragili. «La dispersione non si combatte a parole – ha rimarcato il ministro – ma entrando nelle scuole e lavorando con le famiglie».

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Stop dispersione

La Campania è uno degli esempi più evidenti di questa impostazione, con una rete educativa diffusa tra costa e aree interne. «Quando i numeri migliorano – ha osservato Valditara – significa che le politiche stanno funzionando». Nel 2025 la Campania ha raggiunto un traguardo storico: dispersione scolastica al 9,28% nel biennio delle superiori, in calo rispetto all’11,49% del 2022 e con l’obiettivo Pnrr centrato in anticipo. Napoli si attesta al 9,92%; Avellino al 5,86%, il miglior risultato di sempre; Salerno al 6,90%; Benevento al 7,30%; Caserta al 10,3%.

Accanto alla dispersione “visibile”, emerge con forza il tema della dispersione implicita, legata non all’assenza ma alla qualità degli apprendimenti. Qui il dato campano segna una svolta altrettanto significativa: cresce la quota di studenti che raggiunge i livelli più alti di competenza, soprattutto nel secondo ciclo. Nel confronto tra il 2021-2022 e il 2024-2025, Caserta registra l’incremento più marcato delle eccellenze, che passano dal 4,89% al 6,66%. Benevento sale dall’8,01% al 9,27%, Avellino dall’8,48% all’8,99%, Napoli dal 4,73% al 5,20%, Salerno dal 4,90% al 5,28%. In quattro province su cinque aumenta in modo misurabile la quota di studenti che raggiunge i livelli più elevati, riducendo la dispersione implicita alzando gli esiti, non abbassando l’asticella. Il dato assume ancora più valore se osservato nel tempo lungo.

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Napoli, che nel 2017-2018 era ferma al 10,76% di eccellenze complessive, nel 2024-2025 risale all’11,18%. Salerno passa dal 14,17% al 14,88%, Avellino raggiunge il 17,85%, Benevento il 17,57%. Un risultato collegato agli investimenti su tempo scuola e competenze di base. Nello stesso solco si inserisce il primato regionale sulle iscrizioni al modello 4+2. Dentro questa cornice si colloca anche il Decreto Caivano, che ha rafforzato il presidio sulla frequenza scolastica. Nel 2025 le segnalazioni di inadempienza sono state 863 a Napoli, circa 250 nel Salernitano e 240 nel Casertano, più contenute nelle aree interne. «In Campania abbiamo recuperato quasi 10 mila ragazzi», ha concluso il ministro. Un dato che sintetizza l’effetto combinato di Agenda Sud 2, Pnrr e Decreto Caivano e racconta una regione che non rincorre più l’emergenza, ma costruisce una politica educativa strutturale, fondata su investimenti e risultati verificabili.

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