Sanremo 2026, Da Vinci-Luchè: Festival formato cantaNapoli
Il Mattino

Sanremo 2026, Da Vinci-Luchè: Festival formato cantaNapoli

Venerdì 27 febbraio 2026
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Incassata la tradizionale buona notizia del giovedì notte festivaliero (dopo tre maratone il più è alle nostre spalle), Sanremo 2026 cerca una scappatoia dal vicolo cieco in...

Incassata la tradizionale buona notizia del giovedì notte festivaliero (dopo tre maratone il più è alle nostre spalle), Sanremo 2026 cerca una scappatoia dal vicolo cieco in cui si è cacciato. Gli ascolti non brillano, le canzoni neppure, anche se tutti hanno i loro preferiti e la terza classifica parziale non aiuta a mettere in piedi uno straccio di previsione sulla vittoria finale: la cinquina di ieri lancia Sal Da Vinci, Luchè, Serena Brancale, Arisa e Sayf.

APPROFONDIMENTI

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I verdetti di sala stampa, radio e televoto finora si sono mostrati divergenti, le scelte di radio e piattaforme complicano ancora ogni totofestival. Ma, intendiamoci, anche su questo fronte siamo in discesa: nel 2025 nella prima giornata di disponibilità i brani in gara avevano raccolto 25.860.358 stream complessivi, questa volta, nell’arco di tempo omologo, 17.378.654, il 32,79% in meno. Nessun brano ha superato il milione di ascolti, asticella superata l’anno scorso da ben nove artisti. Anche i passaggi radiofonici sono in flessione.

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Se Fedez-Masini sembrano marciare sicuri almeno verso la corsa a cinque finale, per il resto è difficile districarsi tra indicazioni dissonanti. Spotify mette in testa il duo di «Male necessario» seguito da Sayf («Tu mi piaci tanto»), nayt («Prima che»), Ditonellapiaga, Luchè, Serena Brancale e Samurai Jay. Le radio hanno scelto «Che fastidio!», davanti a Tommaso Paradiso («I romantici»), «Male necessario», Malika Ayane («Animali notturni»), Fulminacci («Stupida sfortuna») e Sal Da Vinci. E proprio «Per sempre sì» arriva prima su YouTube, davanti a Arisa («Magica favola»), Brancale («Qui con me»), Masini-Fedez e «Ossessione».

In teatro ieri sera a scaldare maggiormente gli animi è stato l’inno neonuziale della voce di «Rossetto e caffè», accolta da una standing ovation così esagerata da averlo commosso. L’ex scugnizzo nato a New York in giornata aveva bloccato Sanremo per un flashmob in piazza San Siro. La folla ha intonato il brano con lui («Con la mano sul petto/io te lo prometto/ davanti a Dio/ saremo io e te/ Da qui/ sarà per sempre sì») accompagnandolo con i movimenti ed i gesti delle mani che hanno già conquistato il popolo di TikTok, dove il brano non ha concorrenti. Buona accoglienza anche per la prova di Luche’ («Labirinto») ed il canto latino di Samurai Jay, che ha giocato un jolly portando già con sé, in anticipo sulla serata dei duetti sia pure solo per un attimo, Belén Rodriguez.

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Ma torniamo a quando è accaduto sul palco dell’Ariston. Il premio alla carriera a Mogol, il minishow di Eros Ramazzotti (con Alicia Keys per il duetto di «L’aurora», rimasta poi sola per «Empire state of mind»), il faccia a faccia tra la vera Laura Pausini e quella falsa (Vincenzo De Lucia), il Lapo Elkann di Ubaldo Pantani e la bellezza di Irina Shayk hanno provato ad aggiungere varietà e colori ad un minestrone poco saporito che tra i suoi ingredienti aveva anche The Kolors (più Fru) sul palco esterno ed il prezzemolino Pezzali.

Ma dicevamo degli ascolti: pur più breve (e con metà canzoni) e più movimentata, la seconda serata non ha brillato. 9.053.000 spettatori con una media del 59,5% di share, a cui la Rai si appende, visto che è migliore della prima serata. Ma l’anno scorso, con tutti i distinguo già fatti ieri, si parlò di 11.800.000 e 64.6%. Ed è questo il dato che conta, il confronto che conta.

Stasera, però, si cambia colonna sonora. È la manche delle cover, degli ospiti, degli omaggi, delle riletture, depotenziata a mero spettacolo da un regolamento che prevede un vincitore, ma senza che i voti siano sommati a quelli delle altre serate, come succedeva in passato.

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Ditonellapiaga metterà mano a «The lady is a tramp» con quel pornomattacchione di TonyPitony; Arisa a «Quello che le donne non dicono»; le Bambole di Pezza a «Occhi di gatto» con Cristina D’Avena. In scaletta anche il Tenco («Mi sono innamorato di te») di Chiello con Saverio Cigarini al piano; lo strano trio Dargen D’Amico-Pupo-Fabrizio Bosso per una «Su di noi» che avrà la guerra in cielo, altro che «nemmeno una nuvola». E, ancora: Ditonellapiaga con il pornomattacchione TonyPitony in «The lady is a tramp»; Enrico Nigiotti con Alfa per «En e Xanax» di Bersani; Fedez & Masini che hanno assoldato il violoncellista croato Stjepan Hauser per attentare alla scrittura di «Meravigliosa creatura»; Francesco Renga che duetterà con Giusy Ferreri sulle note di «Ragazzo solo, ragazza sola», adattamento italiano (di Mogol) della «Space oddity» di David Bowie; Fulminacci impegnato con Francesca Fagnani al revival di «Parole parole» tra Mina e Alberto Lupo; J-Ax con la Ligera County Fam (ovvero Cochi Ponzoni, Paolo Rossi, Ale e Franz e Paolo Jannacci) per divertirsi con «E la vita, la vita»; Lda & Aka 7even che festeggeranno gli ottant’anni appena compiuti da Tullio De Piscopo sulle note di «Andamento lento»; Leo Gassmann con Aiello in «Era già tutto previsto»; Levante con Gaia in «I maschi»; Luchè con Gianluca Grignani in «Falco a metà»; Malika Ayane con Claudio Santamaria in «Mi sei scoppiato dentro il cuore» (secondo tributo a Mina della manche); Mara Sattei con Mecna in «L'ultimo bacio»; Maria Antonietta & Colombre con Brunori Sas in «Il mondo»; Michele Bravi con Fiorella Mannoia in «Domani è un altro giorno»; nayt con Joan Thiele in «La canzone dell'amore perduto»; Patty Pravo, più il ballerino Timofej Andrijashenko, per «Ti lascio una canzone» scritta da Gino Paoli (e Peppe Vessicchio) per Ornella Vanoni; Raf con The Kolors in «The riddle»; Sal Da Vinci con Michele Zarrillo in «Cinque giorni»; Samurai Jay con la già citata Belén Rodríguez e Roy Paci per aggiungere sensualità a «Baila morena»; Sayf con Alex Britti e Mario Biondi in «Hit the road Jack»; Serena Brancale con Gregory Porter e Delia in «Besame mucho»; Tommaso Paradiso con gli Stadio in «L’ultima luna»; Tredici Pietro con Galeffi, Fudasca & Band in «Vita», che papà Gianni Morandi divise con Lucio Dalla; Eddie Brock con Fabrizio Moro in «Portami via»; Elettra Lamborghini con Las Ketchup in «Aserejé».

Bianca Balti tornerà all’Ariston «per raccontarci un anno di forza ed energia», ha spiegato Carlo Conti. Francesco Gabbani tornerà, ma sul palco di piazza Colombo. Max Pezzali tornerà, sempre sulla nave. Basterà per far tornare a casa i telespettatori?

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