Pisa, investimento fasullo per un locale a Posillipo: Boccia a processo per truffa
Truffa. È questo il titolo di reato di cui dovrà rispondere, dinanzi ai giudici del tribunale di Pisa, Maria Rosaria Boccia, l?imprenditrice di Pompei diventata...
Truffa. È questo il titolo di reato di cui dovrà rispondere, dinanzi ai giudici del tribunale di Pisa, Maria Rosaria Boccia, l’imprenditrice di Pompei diventata “nota” per i risvolti giudiziari e mediatici della sua relazione con l’ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano.
E questo è soltanto il primo dei tre procedimenti a suo carico. Un altro è già incardinato, con l’accusa di stalking, lesioni, interferenze illecite nella vita privata e diffamazione nei confronti dell’ex ministro, a Roma. E sempre dalla procura capitolina, le è stato notificato lo scorso febbraio un avviso di conclusione indagini per il messaggio audio tra Sangiuliano, oggi capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio regionale della Campania, e la moglie: messaggio che la Boccia avrebbe diffuso alla stampa.
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Maria Rosaria Boccia a processo per truffa da 30mila euro a un vecchio amico
Ma torniamo a Pisa. L’accusa di truffa, per la quale la 43enne pompeiana è a processo (prima udienza a giugno), è aggravata dal danno patrimoniale di rilevante entità: secondo quanto ricostruito dalla procura toscana avrebbe approfittato dell’amicizia di vecchia data con un coetaneo, originario della provincia di Napoli ma residente nel Pisano per lavoro, per farsi bonificare 30mila euro millantando la possibilità per lui di partecipare ad un ambizioso progetto imprenditoriale a Napoli.
La proposta
Secondo quanto ipotizzato dalla procura di Pisa, che ha chiesto ed ottenuto il suo rinvio a giudizio, la Boccia gli avrebbe proposto di investire in un’attività imprenditoriale che avrebbe potuto fruttare parecchio: un locale di lusso, una terrazza bar sul golfo di Napoli, che avrebbe compreso ai piani inferiori anche altre attività. Progetto che in realtà non sarebbe mai esistito. Il denaro, secondo quanto riferito dalla Boccia, sarebbe servito a «bloccare» l’immobile. Era il 2024 quando sono iniziate le indagini dopo la denuncia dell’uomo che non avrebbe visto alcuno sviluppo del suo investimento finanziario.
La vicenda
I fatti contestati alla Boccia risalgono a dicembre 2021. All’epoca la 43enne non era ancora diventata «un personaggio pubblico». Le indagini partono su denuncia del suo amico, ora parte civile nel processo. L’uomo ha sempre riferito agli inquirenti di essersi fidato di lei proprio per l’amicizia consolidata che li legava. A conferma della serietà del progetto, a suo dire, lei avrebbe anche fatto i nomi di altre persone note e facoltose già coinvolte nell’ambiziosa operazione.
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E, poiché il progetto sarebbe dovuto partire in tempi stretti, la Boccia insisteva per avere subito il denaro. Così lui le aveva inviato quei 30milaeuro tramite bonifico istantaneo sul conto corrente a lei intestato. Salvo poi accorgersi di essere stato ingannato. Nessuno sviluppo del progetto e nessun segnale di restituzione del denaro, ma solo altre proposte di investimenti (fasulli). Così le avrebbe chiesto la restituzione dei soldi e, quando non è riuscito a recuperarli, si è rivolto col proprio legale al giudice civile di Pisa, ottenendo un decreto ingiuntivo che obbliga la Boccia a rendergli 30mila euro più interessi. Decreto che però non è stato adempiuto in quanto, la Boccia dalle visure camerali risulterebbe essere «nullatenente». Di qui la decisione di rivolgersi in procura.