Referendum, Manageritalia in campo: faccia a faccia tra Corona e Maresca. Oggi la diretta streaming
Il Mattino

Referendum, Manageritalia in campo: faccia a faccia tra Corona e Maresca. Oggi la diretta streaming

Mercoledì 18 marzo 2026
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Referendum sulla giustizia: le ragioni del ?Sì? e quelle del ?No? a confronto per un voto più consapevole. Manageritalia Campania ha organizzato un dibattito...

Referendum sulla giustizia: le ragioni del “Sì” e quelle del “No” a confronto per un voto più consapevole. Manageritalia Campania ha organizzato un dibattito per comprendere meglio le questioni in gioco con il referendum costituzionale.

L’appuntamento è per questo pomeriggio, a partire dalle 18, presso la sede dell’organizzazione in via Medina 40 (registrazione obbligatoria inviando una mail a napoli@manageritalia.it). L’incontro sarà anche in diretta streaming su ilmattino.it. Dopo i saluti istituzionali del presidente Ciro Turiello, si confronteranno due autorevoli magistrati napoletani, Vanni Corona e Catello Maresca. Il dibattito sarà moderato dal giornalista del Mattino, Leandro Del Gaudio, esperto di cronaca giudiziaria. Diretta streaming su questo sito. 

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«Comprendere le ragioni del “Sì” e del “no” è fondamentale per esercitare il proprio diritto di voto in modo consapevole - spiega il presidente dell’organizzazione Campania, Ciro Turiello - Per questo motivo abbiamo pensato ad un dibattito tra i due autorevoli magistrati che metteranno a confronto le loro diverse prospettive».

I personaggi

Vanni Corona, magistrato, 61 anni, è stato sostituto procuratore presso la Direzione distrettuale Antimafia di Napoli. Ha lavorato da pm sulla faida di Scampia e sarà lui a spiegare le ragioni del “No”.

Catello Maresca, 54 anni, anche lui è stato sostituto procuratore all’Antimafia napoletana occupandosi, invece, delle principali inchieste contro la camorra casalese. Lui è un sostenitore del “Sì”.

La consultazione

Si voterà, ricordiamo, domenica 22 e lunedì 23 marzo. Sono sette gli articoli della Costituzione su cui gli italiani sono chiamati a esprimersi con il referendum confermativo senza quorum. Tre i punti chiave della riforma: separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, sdoppiamento del Consiglio Superiore della Magistratura - uno per i giudici e uno per i pubblici ministeri - e istituzione di un'Alta Corte Disciplinare.

Le carriere

La riforma prevede che giudici e pubblici ministri non potranno più cambiare funzione, cosa che oggi è invece consentita una sola volta nei primi 9 anni di professione in base alla riforma Cartabia. Le carriere dei magistrati saranno dunque separate in origine.

I due csm

Con la separazione delle carriere sarà sdoppiato anche il Csm. Non ci sarà più il Consiglio Superiore della Magistratura - organo di autogoverno dei magistrati che decide su nomine, trasferimenti, promozioni, valutazioni di professionalità, organizzazione degli uffici - ma ne saranno creati due: uno per la magistratura giudicante e uno per la magistratura richiedente, entrambi presieduti dal Presidente della Repubblica. Ne faranno parte di diritto il primo presidente dellaCassazione (Csm giudicante) e il Procuratore generale della Cassazione (Csm richiedente). Saranno composti per un terzo da membri laici e per due terzi da togati. I componenti non saranno più eletti, ma sorteggiati.

Alta corte

Attualmente i poteri disciplinari sono affidati a una sezione speciale del Consiglio Superiore della Magistratura. Con la riforma i due Csm perdono questi poteri che vengono invece affidati a un nuovo organo costituzionale: L'Alta Corte Disciplinare composta da 15 membri.

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