Referendum giustizia, Marco Sarracino: «Votiamo No per difendere la magistratura»
Marco Sarracino, deputato del Partito democratico, siamo agli ultimi giorni prima del voto per la riforma della Giustizia. Quale il limite principale della riforma secondo lei? «Questa...
Marco Sarracino, deputato del Partito democratico, siamo agli ultimi giorni prima del voto per la riforma della Giustizia. Quale il limite principale della riforma secondo lei?
«Questa è una riforma della magistratura non della giustizia. Non affronta nessun problema reale della giustizia che riguarda i cittadini, a partire dalla lunghezza dei processi. Noi, ad esempio, abbiamo fatto una battaglia in Parlamento per la stabilizzazione di 12mila precari assunti con il Pnrr grazie ai quali sono stati velocizzati i processi ma non abbiamo avuto ancora risposta».
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Perché siete contrari alla separazione delle carriere?
«Perché di fatto esiste già. Quindi perché questo accanimento contro l’equilibrio dei poteri? Perché questa urgenza? In queste ore stiamo affrontando un conflitto internazionale, la benzina è salita alle stelle ma Giorgia Meloni pensa solo ad attaccare la magistratura. Il numero di magistrati che cambia carriera, ad oggi, equivale allo 0,5% dei magistrati. Può essere questa la priorità del Paese?».
Uno dei nodi più dibattuti è quello che riguarda il sorteggio per i membri togati dei due Csm.
«Chiedo ai lettori del Mattino: vi fareste curare voi da un medico sorteggiato? O salireste su un volo in cui pilota è stato sorteggiato? Perché per i magistrati dovrebbe essere diverso? La destra parla sempre della meritocrazia, ma in questo modo si realizza l’opposto. È un metodo surreale. Oggi rischia di valere per i magistrati, domani a chi toccherà? Immaginate un sindaco sorteggiato o un parlamento fatto di sorteggiati?».
Ma non permetterà di ridurre il correntismo che influenza la magistratura?
«Non è con questo metodo che si riduce il potere delle correnti. Nulla vieta che un sorteggiato poi si faccia poi una sua corrente».
Durante la campagna referendaria ci sono state molte polemiche e si è parlato poco del merito...
«Noi siamo soddisfatti della nostra campagna, è la destra che ha usato toni vergognosi. Iniziando con il ministro Carlo Nordio che ha parlato di “metodi paramafiosi” e finendo con Meloni secondo cui se vincerà il no gli stupratori saranno liberi, o i figli verranno strappati alle proprie madri. Ma come si possono dire cose del genere? Chi può mai crederci davvero? Non è un caso se i sondaggi hanno rilevato una inversione del trend. Fino a pochi mesi fa eravamo dati per straperdenti, invece quella pallina di neve è diventata una valanga di consenso popolare che porterà il No a vincere grazie soprattutto ai giovani, dimenticati da questo Governo, e dal Sud. D’altronde la riforma della giustizia fa parte del tris di riforme che tiene in vita il Governo Meloni, con premieriato e autonomia differenziata, che il Mezzogiorno ha sempre respinto».
Intanto nel Partito democratico non mancano sostenitori del Sì...
«Ovviamente non condivido questa posizione ma il Pd in tutti i momenti parlamentari ha sempre votato contro la riforma. Non esistono parlamentari che hanno votato diversamente e rivendichiamo con forza questa posizione».