Cotugno, allarme epatite: «50 ricoveri in 15 giorni»
Il Mattino

Cotugno, allarme epatite: «50 ricoveri in 15 giorni»

Giovedì 19 marzo 2026
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Oltre 50 ricoveri al Cotugno, barelle nei reparti e gli otto posti letto di Osservazione presenti nella prima linea del polo infettivologico collinare tutti pieni ma si registrano decine casi...

Oltre 50 ricoveri al Cotugno, barelle nei reparti e gli otto posti letto di Osservazione presenti nella prima linea del polo infettivologico collinare tutti pieni ma si registrano decine casi anche in altri ospedali di Napoli e provincia. È in corso in Campania una vera e propria epidemia di Epatite A, la più benigna delle infezioni virali del fegato che solitamente guarisce senza cronicizzare. Un’infezione da non sottovalutare tuttavia in quanto ai tanti casi che giungono in ospedale ne corrispondono molti altri asintomatici che possono diffondere il virus. Il contagio non è diretto: non per un bacio, non per una stretta di mano o la tazzina del caffé ma per trasmissione oro-fecale. Solo un caso tra i ricoverati del Cotugno, ha sviluppato una grave insufficienza epatica ed è stato trasferito nell’unità di Terapia intensiva Fegato (Utif) del Cardarelli. L’ondata di casi di Epatite A è iniziata nel periodo delle feste di Capodanno. Solitamente l’incubazione del virus dura da 2 a 6 settimane ma negli ultimi dieci giorni la curva epidemica è cresciuta in maniera esponenziale. Tantissime le infezioni che si registrano al Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli ma anche al San Paolo di Fuorigrotta, al Pellegrini di Napoli, all’Ospedale del Mare nella zona est, nelle infettivologie dei policlinici e nei presidi delle altre Asl provinciali.

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Il Cotugno 

«Tranne i bambini, che non sono di nostra competenza - avverte Vincenzo Di Sarno, primario del pronto soccorso del Cotugno - abbiamo ricoverati di tutte le età, dai 14 ai 60 anni. Non c’è una zona di residenza precisa da cui provengono, le richieste sono tante e da tutte le province. Né c’è una chiara indicazione dell’origine dell’infezione anche se i sospetti si concentrano sul consumo di pesce e frutti di mare crudi o cotti in maniera non corretta, di salmone e alici marinate. Indiziati anche il consumo di frutta o verdure consumati senza averli ben lavati o irrigati con acque contaminate». Chiaramente la trasmissione oro-fecale, ossia dagli alimenti e poi con la contaminazione fecale delle acque o delle mani, deve spingere tutti a fare attenzione all’igiene e al corretto lavaggio delle mani. «Non è certo il Covid - conclude Di Sarno - ma va fatta la dovuta attenzione e anche la vaccinazione, praticabile a partire da un anno di età, è consigliata, sicura ed efficace, basata su un virus inattivato. L’infezione o la vaccinazione danno luogo ad una immunizzazione durevole che previene altre infezioni». Sul fronte pediatrico i casi giunti al Santobono sono stati finora sporadici.

I dati

«Abbiamo segnalato tutti i dati e i casi alle Asl di provenienza - sottolinea Novella Carannante, dirigente medico del Cotugno - affinché le indagini epidemiologiche chiariscano il quadro diffusivo. Abbiamo trasmesso i dati anche all’Istituto superiore di Sanità. Ovviamente abbiamo tanti ricoverati con altre patologie che richiedono stanze ad isolamento e l’ospedale ha difficoltà ad accogliere altri malati. Erano anni che non vedevamo un picco epidemico di queste proporzioni. L’ultima ondata che io ricordi si è verificata nel 2018, in epoca pre-Covid. Nessun allarmismo - conclude la specialista - il decorso della malattia è solitamente benigno, spesso anche asintomatico ma possono sempre manifestarsi casi più gravi. Da gennaio, quando abbiamo visto i primi casi saranno almeno 100 i pazienti che sono giunti alla nostra attenzione». La Regione ha attivato un tavolo ad hoc con le Asl e i delegati delle aziende ospedaliere. Ieri si è tenuta la prima riunione a Palazzo Santa Lucia: «Il Dipartimento di prevenzione della Asl Napoli 1 è al lavoro e proporrà le iniziative e i suggerimenti alla popolazione e agli enti ai fine della salvaguardia della salute sei cittadini» sottolinea il manager della Asl Napoli 1 Gaetano Gubitosa.

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