Intervista a Enzo Cuomo: «Urbanistica, meno vincoli: nessuna scelta ideologica»
Assessore Enzo Cuomo, in giunta regionale ha le deleghe alla Pianificazione del territorio e al Patrimonio: la Campania oscilla tra regole stringenti e abusi fatti in passato. Come si mette...
Assessore Enzo Cuomo, in giunta regionale ha le deleghe alla Pianificazione del territorio e al Patrimonio: la Campania oscilla tra regole stringenti e abusi fatti in passato. Come si mette ordine?
«A differenza di quanto spesso accade, ringrazio chi mi ha preceduto: è stato fatto un lavoro di grande pregio. Per il piano paesaggistico (Ppr) ora c’è un’interlocuzione con il ministero dei Beni cultuali tramite le Sovrintendenze e siamo in una fase preliminare: dietro c’è il criterio che non ci siano i no a prescindere ma che si tenga conto anche della pianificazione urbana. Anche perché all’interno ci sono altri strumenti come i Put, come in penisola Amalfitana e Sorrentina, dove assistiamo ad un paradosso: lo Stato chiede modifiche e manutenzioni specie su edifici non residenziali ma i Put lo impediscono. Io sono contro gli abusi edilizi, ma si sono moltiplicati perché a mio avviso ci sono anche troppi no. Serve invece una cornice di regole certe e ci si deve muovere al suo interno con il contributo delle comunità locali senza approcci ideologici».
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Quali possono essere le novità del piano?
«È un lavoro che abbiamo già trovato e ne condividiamo l’impianto ma sui vincoli cercheremo di mettere a punto regole puntuali per evitare le interpretazioni. E, ancora, serve un tavolo con il ministero per tutelare il territorio ma anche la pianificazione urbana».
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In Campania esiste ancora il nodo delle zone rosse dove vigono divieti assoluti.
«Nel momento in cui viene approvato il Piano decade la legge 21. Anche in questo caso noi non immaginiamo di aprire il territorio alla cementificazione ma alcune opere che riguardano lo sviluppo devono avere risposte, i soli dinieghi non bastano. E contemporaneamente lavoriamo al Ptr, il piano territoriale regionale, fermo al 2007 e, a livello intermedio, con gli ex piani provinciali: servono norme per coordinare i Puc dei Municipi con gli strumenti regionali».
Nel frattempo il centrodestra ripropone, con un emendamento nel Bilancio, il condono edilizio del 2003 mai applicato.
«La Campania non ha bisogno di un nuovo condono ma nel Bilancio avremo alcune norme al riguardo come la proroga ai Comuni di esaminare le istanze delle sanatorie precedenti. Chiariamolo: proporre un’istanza non significa avere un condono perché ci sono una serie di vincoli anche stringenti. Non tutto ciò che è stato costruito, anche in passato, può essere sanato. Noi abbiamo un territorio fragile dove spesso, negli anni ’50 e ’60 soprattutto, si è costruito anche con regolari licenze».
Poi il caso Ischia, dove ora si ricostruisce dopo aver mortificato per anni il territorio, e l’emergenza bradisismo.
«A Ischia la natura si è riappropriata dei suoi spazi. Ora c’è un piano della Regione e un commissario che lavora sull’emergenza che riguarda i sei comuni anche se i crolli riguardano un paio di municipi. Alcuni di questi non sono d’accordo ed hanno fatto ricorso ma noi dobbiamo dare certezze ai cittadini: la loro tutela vale di più del diritto alla casa. Sarà necessario un confronto ulteriore ma vale sempre preservare la sicurezza delle persone. Perché non possiamo pensare di poter ricostruire un immobile anche in una zona che ha problemi idrogeologici: sarebbe da criminali. Bisogna trovare delle soluzioni. Mentre sull’emergenza bradisismo si sta facendo una discussione di merito con le comunità locali ma abbiamo trovato alcuni accorgimenti».
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Ad esempio quali?
«Il Comune di Pozzuoli ha individuato nel Puc alcune aree private ad uso turistico ma contemporaneamente c’è una convenzione secondo cui in caso di emergenza quelle aree diventano di pubblica utilità. Io sono un ex sindaco e, consentitemi, bisogna dare una mano ai primi cittadini, non abbandonarli al loro destino e non immaginarli solo come dei cacicchi ma anzi come l’avamposto dello Stato. E la Regione deve essere di supporto per loro in un principio di leale collaborazione. Come nel caso dei fondi Ue per la rigenerazione urbana: i comuni ci stanno presentando progetti interessanti. E altri ne verranno come quelli dell’housing sociale che non è più quell’edilizia popolare delle case-ghetto. Oggi è previsto un Isee di 30mila euro per il fitto e 40mila per l’acquisto di immobili moderni e dotati di servizio. Grazie ai fondi Fesr sono previsti per questa voce 250 milioni: con la collega Pecoraro e con tutta la giunta vogliamo dare una risposta alle famiglie che cercano case e alla domanda di alloggi per gli studenti. E poi c’è il patrimonio della Regione».
Lei, appunto, ha anche la delega al Patrimonio. Quello della Campania è enorme ed in passato abbiamo raccontato di molti sprechi. La settimana scorsa il suo collega Ninni Cutaia ha annunciato che uno di questi, l’ex hotel Universo, diventerà un contenitore culturale. Ma come utilizzare gli altri beni? Si possono anche alienare se non strumentali?
«C’è una ricognizione ancora in atto: parliamo di un patrimonio enorme, molto anche fuori regione che pensiamo di alienare. Abbiamo anche ex aree Asi tornate a noi, case cantoniere e immobili dismessi che possono essere usati per finalità sociali. O date in comodato d’uso ai comuni che ne facciano richiesta».
Negli ultimi mesi si è molto dibattuto sul progetto de Il Faro, la nuova sede della Regione cara a Vincenzo De Luca: lei cosa ne pensa?
«Ci sta lavorando direttamente Fico. Quell’idea può essere conservata: con la regia della presidenza e la condivisione del Comune bisogna trovare una soluzione. Noi da qui, dalla cima del grattacielo, possiamo vedere come il Centro direzionale sia troncato: il progetto va ricontestualizzato, servirà la capacità degli urbanisti e dei tecnici. Ma si stanno valutando varie ipotesi per riequilibrare il tutto».
Il campo largo è stato vittorioso per la Regione ma è difficile da costruire nei comuni al voto come Portici o Salerno. Non si rischia in vista delle politiche 2027?
«Sui territori molto spesso ci sono dinamiche diverse. Come a Portici, Ercolano e Salerno, dove l’M5s è stato all’opposizione nelle ultime due legislature. Dove non c’è stata una visione comune per anni è poi un po’ difficile fare alleanze. Non è un dramma, come hanno detto il segretario dem Dinacci e la collega M5s Auriemma: io penso che non bisogna violentare un territorio. Spero invece si facciano campagne elettorale pulite, poi sono i cittadini a scegliere».