Referendum Giustizia, da Roberto Fico spinta al No: «Riforma dannosa non aiuta i cittadini»
Il Mattino

Referendum Giustizia, da Roberto Fico spinta al No: «Riforma dannosa non aiuta i cittadini»

Venerdì 20 marzo 2026
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È il rush finale dei grillini napoletani contro il No alla riforma della giustizia voluta dal governo e firmata dal ministro Nordio. Al tavolo Gilda Sportiello, deputata e coordinatrice M5s...

È il rush finale dei grillini napoletani contro il No alla riforma della giustizia voluta dal governo e firmata dal ministro Nordio. Al tavolo Gilda Sportiello, deputata e coordinatrice M5s per Napoli, Ada Lopreiato, senatrice grillina, Giuliana Quattromini, avvocato e l’ex procuratore Antimafia e ora deputato grillino, Federico Cafiero De Raho. A chiudere il governatore Roberto Fico appena arrivato dopo una giunta a palazzo Santa Lucia. «Guardate: ma quanti governatori avete visto impegnarsi per il referendum?». E giù applausi dalla platea mentre l’ex presidente della Camera chiosa: «Tutto il tempo che ho a disposizione fuori dai miei impegni di presidente li dedico a questa battaglia in cui credo molto: il Sì non può passare». E crede molto nello sforzo finale di questi ultimi giorni.

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«Ci sono tante ragioni per votare No a questa riforma. La prima che i poteri dello Stato devono essere distinti così come previsto dalla Costituzione. Ma soprattutto il No deve prevalere perché questa non è una riforma della giustizia, non si incide sui tempi dei processi con un servizio a tutta la popolazione ma solo a una ristretta cerchia di politici che non vogliono la divisione dei poteri ma giudici sotto il cappello del governo. Per questo - aggiunge Fico - noi continueremo a lavorare su questo fronte sino all’ultimo minuto utile».

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«Abbiamo lavorato a pieno ritmo per settimane - aggiunge la Sportiello - con comizi e banchetti nelle piazze. Questa riforma impatterà in maniera enorme sulla democrazia del Paese, specie se la aggiungiamo a quella del premierato e all’Autonomia differenziata. Si vuole andare verso un’autocrazia e solo la magistratura nel pieno dei suoi poteri come è oggi può essere un argine». «Quando eravamo al governo e abbiamo cambiato l’articolo 9 della Costituzione per la tutela dell’ambiente abbiamo coinvolto tutti i gruppi parlamentari, anche di opposizione. Infatti non è seguito un referendum. La Costituzione - evidenzia la senatrice Lopreiato - si modifica unendo, non spaccando il Paese come hanno fatto con questa riforma. Questo referendum invece non ha a nulla che fare con la giustizia, ma è un attacco alla magistratura e alla sua indipendenza».

Più duro ovviamente l’ex magistrato Cafiero de Raho: «Questa è la riforma della casta che vuole asservire - attacca - l’unico potere che controlla la legalità in questo Paese. E con questa riforma i giudici finirebbero sotto il potere della politica. E guardate se i magistrati perdono forza sono i semplici cittadini a non avere più difese». Come finirà? «Ieri (l’altro ieri, ndr) ho visto moltissimi ragazzi al confronto organizzato all’università con Giuseppe Conte. E ci sono stati più applausi per il No che per il Sì: questo mi fa ben sperare».

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È il governatore a chiudere l’incontro mentre c’è attesa per stasera al palazzo dei Congressi a Roma per la chiusura della campagna referendaria dell’M5s. «Non è una riforma della giustizia, ma della magistratura: non accelera i processi, non riduce l’arretrato, non aiuta cittadini e imprese ad avere risposte più rapide dai tribunali», aggiunge il governatore che rincara: «E come tale non ci piace, perché di fatto il potere politico e il potere esecutivo assoggetta maggiormente la magistratura, mentre noi siamo per la divisione chiara e netta dei poteri. Questa riforma, insomma, non renderà assolutamente la giustizia più efficiente».

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