Casoria, ladri in casa nella notte: famiglia legata e pestata
Svegliati nel cuore della notte nella loro abitazione. Legati con le lenzuola e poi picchiati e minacciati di morte se non avessero indicato il ? nascondiglio? dove erano nascosti...
Svegliati nel cuore della notte nella loro abitazione. Legati con le lenzuola e poi picchiati e minacciati di morte se non avessero indicato il “ nascondiglio” dove erano nascosti circa 500mila euro. Sequenze di terrore per la famiglia Di Mauro, come nel film “Arancia Meccanica”, che per un’ora sono rimasti in balia di cinque banditi violenti, che parlavano in uno stentato italiano, eccetto uno che si esprimeva in dialetto, nella loro abitazione di via Fonseca a Casoria.
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I malviventi, che hanno agito come veri specialisti delle rapine in casa, cercavano proprio mezzo milione di euro che dovevano essere nascosti nell’abitazione della famiglia Di Mauro. Una somma che il capofamiglia, pensionato dopo anni di lavoro come elettrauto, nemmeno sarebbe riuscito a mettere insieme con tre vite. E saranno stati anche “specialisti” nelle rapine in casa, ma sicuramente il basista che ha preparato il colpo, è incorso in un clamoroso errore, indicando ai suoi complici l’abitazione sbagliata.
Le fratture
Un errore che è costato alle vittime anche danni fisici, visto che proprio il capofamiglia ha riportato anche una frattura al bacino, oltre a ecchimosi e lividi e danni al collo, tanto da dover portare un collarino. A raccontare in presa diretta la notte da incubo è Giuseppe Di Mauro, 28 anni, il figlio del pensionato, Giovanni. «Sono stato svegliato di soprassalto da due persone, vestite di nero, con il passamontagna e i guanti. Mi hanno picchiato con pugni e sono stato costretto a seguirli in cucina, dove hanno tagliato a strisce un lenzuolo, hanno legato mia mamma, papà e me. Ci hanno chiesto più volte dove avevamo nascosto i cinquecentomila euro, e ad ogni risposta negativa, ci picchiavano. Soprattutto a mio padre, che continuava a ripetere che quella somma non solo non era in nostro possesso, ma che nemmeno l’avevamo mai vista».
L’errore
Il racconto prosegue con un particolare. «Mentre alcuni dei malviventi hanno preso a rovistare per tutta la casa, ho sentito bisbigliare a quei due che erano vicino a me, che forse si trovavano nella casa sbagliata. Ma quando si sono accorti che li avevo sentiti, mi hanno detto in un italiano stentato, che c’era qualcuno che ci voleva male e che loro erano stati mandati. Poi quando i loro complici hanno completato di rovistare e mettere a soqquadro l’abitazione impossessandosi di poche centinaia di euro e una coppia di orecchini di mia madre, sono andati via».
«A dare l’allarme - prosegue Giuseppe - è stata mia madre, che era riuscita a liberarsi e a uscire dalla porta secondaria, della cui esistenza i malviventi evidentemente non erano a conoscenza. Come per le telecamere che abbiamo in casa. Il video lo abbiamo consegnato ai carabinieri, che sono arrivati qui pochissimi minuti dopo averli chiamati. Ora abbiamo paura – conclude Giuseppe – come tutti i residenti in questa zona». E proprio in merito a quanto accaduto a Casoria, il prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha reso noto di aver disposto un’intensificazione dei servizi di controllo sul territorio di riferimento, al fine della prevenzione e repressione di ulteriori eventi criminosi e per incrementare la percezione di sicurezza dei cittadini con il costante presidio nelle aree più critiche da parte delle Forze dell’ordine. La vicenda sarà altresì oggetto di uno specifico approfondimento in occasione di un prossimo Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.
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I precedenti
Il grave episodio ha riportato alla memoria altri due tragiche rapine in casa concluse con la morte della povera Carmela Parisi, uccisa di botte nella sua abitazione di Casoria nel corso di una rapina. Mentre ad Afragola, che in alcuni punti confina con Casoria, qualche anno dopo, fu uccisa in circostanze analoghe Teresa Luongo, 68 anni, mentre suo marito, Vincenzo Funicola, di 69, fu massacrato di botte tanto da essere ricoverato per un lungo periodo. I malviventi riuscirono ad impossessarsi di circa cinquantamila euro. I due omicidi, invece, sono rimasti ancora impuniti.