Meloni: «Referendum, se vince il no nessun contraccolpo. Delmastro? Leggero, i cittadini valuteranno se c'è stata la manina»
Giorgia Meloni a tutto campo. «Non è stata una bella campagna elettorale. C'è stato prevalentemente un tentativo di buttarla in caciara e individuare il nemico. Ho trovato...
Giorgia Meloni a tutto campo. «Non è stata una bella campagna elettorale. C'è stato prevalentemente un tentativo di buttarla in caciara e individuare il nemico. Ho trovato orrendo il fatto di dover mentire per essere convincenti. E questo è accaduto soprattutto nel fronte del no, poi ci sono stati dei falli di reazione». Lo ha detto la premier nell'edizione speciale del Tg La7 'Sì o no' dedicato al referendum sulla giustizia in onda stasera.
APPROFONDIMENTI VideoLa riforma della giustizia
Come vede l'anno che ci separa dalle elezioni? «Lo vedo un anno in cui continueremo a fare del nostro meglio per costruire una nazione migliore, più moderna, più giusta, più capace di rispondere ai bisogni dei cittadini - ha proseguito Meloni -. Un elemento fondamentale di quella modernizzazione è la riforma della giustizia, una riforma della quale parliamo da decenni, che nessuno è mai riuscito a fare. E quindi ci serve che i cittadini ci regalino 5 minuti del loro tempo per andare a mettere una croce sul sì».
Il caso Delmastro
«Delmastro è stato leggero, ma da qui a dire che è connivente... Se c'è stata una manina che dice 'tiriamo fuori la cosa peggiore sul governo negli ultimi giorni di campagna sul referendum, gli italiani valuteranno.
Però non c'entra niente con il referendum sulla giustiza», ha aggiunto la premier. «Ovviamente parlerò con Delmastro con il quale non sono riuscito a parlare. Io guardo i fatti che conosciamo ora e che io conosco dalla stampa, non so da chi li conosca la stampa. Il fatto di Delmastro - ha aggiunto - dice che c'è un sottosegretario di Stato che acquista le quote di un ristorante con dei soci incensurati e che quando scopre che non uno dei soci, ma il padre di uno dei soci, ha problemi con la giustizia, vende quelle quote. Attenzione, non vende quelle quote quando la notizia esce sul giornale, vende le quote quando lo scopre». «Se la questione fosse più ampia e ci fossero altri problemi, la magistratura farà il suo corso», ha concluso.Se vince il no...
«Io non vedo contraccolpi di natura politica indipendentemente da come il referendum dovesse andare, particolarmente non per il Governo, perché noi sappiamo tutti che i governi di solito vengono impallinati dalle proprie maggioranze non dall'opposizione e la maggioranza è oggettivamente solida, è stata solida anche in questa campagna differentemente da quello che è accaduto nel campo dell'opposizione. Dopodiché che cos'è che mi preoccupa di un eventuale scenario di vittoria del no? Mi preoccupa - ha detto Meloni - il messaggio che in questa nazione le cose che non funzionano non si possono cambiare, che noi non siamo in grado di guardare avanti, che noi non siamo in grado di correggere le storture del sistema, che dobbiamo rimanere sempre identici a noi stessi anche se sappiamo che ci sono delle cose che non funzionano, questo mi spaventa, ma non è una cosa che paga il governo, lo pagherebbero i cittadini».
«La realtà è che oggi la magistratura è subordinata alla politica, atteso che una parte dei membri del Csm viene lottizzata tra i partiti politici e l'altra parte viene decisa dalle correnti ideologizzate della magistratura, che sono due cose che noi togliamo. E quindi togliamo il controllo della politica. Ma ovviamente quelli che difendono il controllo della politica sulla magistratura, perché pensano e hanno sempre pensato di trarne un vantaggio, non possono dirci la verità e ci dicono che quasi quasi siamo noi, che stiamo facendo una riforma per liberare la magistratura dalla politica, che la vogliamo controllare».
La replica di Elly Schlein
«Ieri Giorgia Meloni avrebbe dovuto pretendere le dimissioni di Delmastro e invece, rivolgendosi a me, ha detto: 'io l'ho appreso dai giornali e questo dovrebbe farci riflettere su un certo modo di fare giornalismo'. Io credo che questo debba far riflettere piuttosto sul suo modo di scegliere i sottosegretari alla giustizia. Delmastro ha mentito su questa vicenda. Dalle foto che sono emerse pare che abbia continuato a frequentare quel locale anche dopo la condanna in appello di questo signore condannato per essere prestanome del clan senese. Lui ha fondato una società con la figlia diciottenne di un uomo che era già stato indagato per mafia e che poi è stato condannato per mafia. È possibile che un sottosegretario alla giustizia fondi delle società senza sapere con chi le sta fondando?". Così la segretaria del Pd Elly Schlein nell'edizione speciale del Tg La7 'Sì o no' dedicato al referendum sulla giustizia in onda stasera.