Morto Chuck Norris, il divo dal pugno di ferro
È improbabile che i cineclub e i cineforum mettano le insegne a lutto, ma la scomparsa dell?ottantaseienne Chuck Norris avvenuta ieri in un ospedale delle Hawaii costituisce un duro...
È improbabile che i cineclub e i cineforum mettano le insegne a lutto, ma la scomparsa dell’ottantaseienne Chuck Norris avvenuta ieri in un ospedale delle Hawaii costituisce un duro colpo per il folto pubblico (pagante) appassionato del cinema popolare e, in particolare, suggella la ricca tradizione postmoderna del cinema action hollywoodiano. A complicare i necrologi dell’attore, artista marziale, produttore televisivo, sceneggiatore e scrittore contribuiscono oggi, altresì, i diffusi sentimenti antiamericani suscitati nel mondo proprio a causa dei tragici eventi bellici in cui i guerrieri muscolari della fiction finiscono per identificarsi in quelli veri ripresi dai cinegiornali.
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Tra l’altro Norris, fervente repubblicano, aveva simpatizzato per Trump nella sua prima campagna elettorale e in seguito era stato addirittura segnalato tra i caporioni dell’assalto a Capitol Hill, prima di appurare che ci si riferiva a un tizio che gli assomigliava. Fatto sta che, comunque lo si voglia giudicare, Norris ha anticipato la leggendaria competizione tra Stallone e Schwarzenegger iniziata nel 1982 con l’uscita in contemporanea di «Rambo» e «Conan il Barbaro», considerando che la sua presenza nello star-system risale a dieci anni prima grazie a «L’urlo di Chen terrorizza anche l’Occidente» diretto e interpretato da Bruce Lee, in cui lo scontro finale tra lui e il maestro orientale ambientato al Colosseo è diventato una scena cult della storia del cinema di genere.
Nato come Carlos Ray Norris nel 1939 a Ryan, Oklahoma da un’umile famiglia d’origine mista irlandese e pellerossa, Chuck dopo il divorzio dei genitori prima si trasferisce con i fratelli in California e poi si arruola nell’Air Force prestando servizio in Corea del Sud. In quel periodo si appassiona al tang soo do e inizia a praticare allenamenti intensivi tanto che, una volta rientrato in patria, non smette più di collezionare cinture nere nelle affini arti marziali taekwondo, karate, aapkido e jiu-jitsu brasiliano fino a creare una disciplina personale che ha preso il nome di chun kuk do, «La via universale». All’inizio degli anni Settanta Chad, figlio di Steve McQueen che era stato suo allievo di taekwondo, lo convince a studiare seriamente recitazione e lo presenta ai boss della Mgm: una svolta decisiva che lo consacra definitivamente protagonista a partire da «Massacro a San Francisco» (1974).
Nel 1970 il fratello minore Wieland era caduto in combattimento in Vietnam e proprio alla sua memoria Norris dedica molti anni dopo il suo film più avvincente, «Rombo di tuono» di Joseph Zito (1984) che incassa qualcosa come 120 milioni di dollari e in cui interpreta un barbuto colonnello dei marines incaricato di liberare nel corso della sanguinosa guerriglia un gruppo di commilitoni. I tanti titoli precedenti e seguenti - da «Terrore in città» a «Una magnum per McQuade», da «Missing in action» a «Invasion U.S.A.», da «Delta Force» a «Un eroe per il terrore» - non spiccano, per la verità, come opere memorabili ma, oltre a rappresentare una risorsa infallibile per il botteghino, riescono in qualche modo a comporre una sorta di ciclo per il grande schermo incentrato sugli stessi valori (o disvalori per molti spettatori smaliziati soprattutto europei): l’amicizia, l’aiuto reciproco, la violenza usata come lotta alla violenza, la totale dedizione ai rappresentanti onesti della Legge.
Fondamentale per il consolidamento del suo carisma, anche se la critica non gli sarà mai benevola, è la serie della Cbs «Walker Texas Ranger» adorata dal pubblico televisivo per la fierezza e la prontezza del suo ruolo di ranger occupato giorno e notte a mantenere l’ordine nella turbolenta e minacciosa metropoli Dallas.
Sposato due volte e padre di cinque figli, l’attore ha scritto anche due biografie - Il segreto della forza interiore e il seguito The Secret power within: zen solutions to real problems - diventate entrambe bestseller, ma la nota più significativa dei suoi ultimi anni è la partecipazione a «I mercenari 2 - The expendables», il film del 2012 diretto da Simon West che riunisce a imitazione dei kolossal fumettistici degli «Avengers» una compagnia di vecchi e forzuti compagnoni-concorrenti specialisti del menar le mani, da Stallone e Schwarzi a Bruce Willis, Van Damme, Lundgren, Statham. Per gli spettatori che continueranno a ritenerlo solo un’icona arcigna e reazionaria, sarà forse simpatico sapere che da anni era diventato protagonista del sito web «Chuck Norris facts» in cui si attribuiscono a lui valanghe di notizie goliardiche, inventate e inverosimili.