Appalti, caso Sorrento tre testi in Prefettura: «Pressing sul Comune»
Il Mattino

Appalti, caso Sorrento tre testi in Prefettura: «Pressing sul Comune»

Sabato 21 marzo 2026
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Ordini di demolizione mai eseguiti, al netto di indagini durate anni, qualche assunzione ritenuta sospetta, per non parlare poi di un progetto di parcheggio interrato che ha scatenato una sorta di...

Ordini di demolizione mai eseguiti, al netto di indagini durate anni, qualche assunzione ritenuta sospetta, per non parlare poi di un progetto di parcheggio interrato che ha scatenato una sorta di rappresaglia (fisica e mediatica) contro chiunque abbia avuto il coraggio di denunciare. Sono questi i tre punti su cui sono al lavoro gli esponenti della commissione di accesso mandata dal Ministero dell’Interno negli uffici comunali di Sorrento. Parliamo dell’altra Sorrento, quella che nessuno ha voluto vedere fino a questo momento: non la regina di una delle penisole più belle al mondo, non il regno di agrumeti e scorci mozzafiato, non solo meta decantata del turismo internazionale.

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Faro invece sulla cittadina che negli ultimi mesi ha fatto notizia per una sorta di tangentopoli locale, con l’ex sindaco Massimo Coppola arrestato per una storia di tangenti, un sistema sorrentino che - a leggere gli atti - consiste nello spremere ogni imprenditore che si avvicina a un appalto pubblico all’ombra di piazza Tasso. Una storia di corruzione e di turbativa d’asta, su cui è al lavoro la Procura di Nunzio Fragliasso, inchiesta che ha fatto rumore anche per il ruolo che avrebbe svolto tale Lello il sensitivo, come trait d’union tra l’ex sindaco (di cui era consulente a spese dei contribuenti) e gli imprenditori a caccia di commesse. Ora però il faro su Sorrento si è ampliato, con la decisione del Viminale di mandare una commissione di accesso a verificare eventuali infiltrazioni criminali nelle procedure amministrative locali.

Le audizioni

Istruttoria in corso, il Mattino è in grado di approfondire quanto sta emergendo dal lavoro dei commissari, alla luce di audizioni e verifiche condotte negli uffici del prefetto Michele di Bari. Al lavoro, in qualità di commissari, Vincenzo Chietti (viceprefetto), Francesco Tartaglione (ufficiale della Guardia di Finanza, che ha lavorato anche sul presunto sistema Sorrento), Giuseppe Donno (carabiniere che negli anni Novanta indagò su una primissima tangentopoli sorrentina, attualmente comandante del nucleo investigativo), Carmine Mascolo (comandante ed ispettore di polizia). Insomma, un pool di ispettori che stanno ascoltando testimoni oltre a passare al setaccio carte e determine amministrative.

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In questi giorni, l’inchiesta dei commissari è entrata decisamente nel vivo. Sono stati ascoltati almeno tre testimoni ritenuti autorevoli, di peso: parliamo di un giornalista di un quotidiano nazionale specializzato in inchieste giudiziarie, che in questi anni ha denunciato le presunte collusioni tra imprenditori locali e la ormai ex giunta comunale; dell’ex vicecomandante della polizia municipale, in passato in servizio a Sorrento sul fronte del contrasto a varie forme di illegalità; ma anche di un ex amministratore del Comune, che in passato ha ricoperto anche il ruolo di vicesindaco. Audizioni top secret, anche se sembra che stiano venendo fuori conferme degne di finire sul tavolo dei pm.

Le ruspe 

A partire dalla storia delle demolizioni. Materia rovente, in uno dei paesaggi più vincolati d’Italia. Al vaglio alcuni ordini di demolizione che non sono mai stati eseguiti. Ruspe pronte, motori accesi, ma nessun intervento. Anni di indagine da parte per lo più della polizia municipale, nessuno sbocco concreto. Ha vinto l’abusivismo, sembra di capire. O meglio, ha vinto in particolare un imprenditore il cui nome in queste ore torna al centro del lavoro dei commissari. Uno di quelli che, a leggere informative ed esposti, avrebbe orchestrato anche una campagna di disinformazione contro l’ex vicecomandante di polizia municipale, bersagliato per aver preteso di ripristinare le regole in materia di abusivismo. E non è finita. Sotto i riflettori degli 007 del Viminale, ci sarebbe anche dell’altro. Come il progetto finalizzato alla realizzazione di un parcheggio interrato, che ha scatenato le denunce dell’ambientalista Claudio D’Esposito, a sua volta aggredito e mandato in ospedale con metodi squadristi. Una storiaccia su cui rimbomba ancora il silenzio dell’allora sindaco Massimo Coppola. Poi: la storia dell’altra Sorrento vede anche altri protagonisti, come quell’imprenditore capace di ottenere la benedizione dei propri camion impegnati nella raccolta rifiuti a dispetto di ogni forma di decoro. Insomma materia da approfondire, in uno scenario in cui non è impossibile l’apertura di un fascicolo ad hoc da parte della Dda, sotto il coordinamento del pm anticamorra Francesco De Falco.

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