Roma, crolla un casolare: muoiono due anarchici
«Costruivano una bomba». È caccia ai complici
Il Mattino

Roma, crolla un casolare: muoiono due anarchici «Costruivano una bomba». È caccia ai complici

Sabato 21 marzo 2026
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Stavano confezionando una bomba artigianale a base di fertilizzante i due anarchici rimasti uccisi nell?esplosione di giovedì notte al Parco degli Acquedotti, oltre 200 ettari di...

Stavano confezionando una bomba artigianale a base di fertilizzante i due anarchici rimasti uccisi nell’esplosione di giovedì notte al Parco degli Acquedotti, oltre 200 ettari di verde tra l’Appio e il Tuscolano, a Roma. Gli agenti della Digos stanno ancora lavorando per chiarire le circostanze in cui sono morti Alessandro Mercogliano, 53 anni, originario di Nola, e Sara Ardizzone, romana di 35 anni, compagni nella vita ed esponenti di spicco della Federazione anarchica informale. Legati a doppio filo alla galassia di Alfredo Cospito, anarchico abruzzese ristretto in carcere con il 41bis. Anche la polizia Scientifica sta ancora scavando tra le macerie del Casale del Sellaretto, il magazzino dove la coppia giovedì sera si era nascosta per confezionare l’ordigno poi esploso. Restano infatti ancora molti i punti da chiarire sulla dinamica che ha portato alla violenta deflagrazione. L’allarme è scattato solo ieri mattina intorno alle nove quando un runner ha visto il casale crollato ed ha allertato il custode della proprietà. Così è partita la catena dei soccorsi. Prima coi vigili del Fuoco che, dopo un primo sopralluogo, hanno allertato la polizia. Intanto per questa mattina il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi presiederà al Viminale il Comitato di analisi strategica antiterrorismo (Casa).

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Le indagini

Da quanto ricostruito dagli investigatori, l’esplosione sarebbe avvenuta intorno alle 21,30 di giovedì e sarebbe stata avvertita dai residenti dell’Appio. Ma proprio al momento dell’esplosione era in corso il match Roma-Bologna: «Abbiamo pensato a un petardo dei tifosi romanisti», hanno riferito. Alcuni hanno invece segnalato un boato intorno alle due del mattino. Pure in questo caso però, non sarebbe seguita alcuna segnalazione alle forze dell’ordine. Quindi la scoperta del crollo e dei corpi delle due vittime, avvenuta solo nella mattinata.

Nelle prossime ore verranno eseguite le autopsie: i risultati autoptici saranno determinanti per stabilire l’orario del decesso e le cause. Al momento l’ipotesi degli investigatori è che Mercogliano e Ardizzone stavano appunto confezionando un ordigno che, per errore, è esploso causando il crollo del solaio della cascina. I due, tra l’esplosione e il cedimento della casale, non hanno avuto scampo. Il sospetto è che proprio Mercogliano stesse confezionando la bomba artigianale: quando i soccorritori hanno estratto il corpo ormai senza vita, era ricoperto di ustioni ed era senza uno degli arti superiori. Sarebbe stato dunque il 53enne, ad aver innescato per errore la bomba che non ha lasciato scampo alla coppia di anarchici. L’ipotesi, ancora da confermare, è che invece la 35enne sia morta a causa del crollo. Il corpo sarebbe rimasto schiacciato sotto il tetto.

Il terzo uomo

Indizi, ipotesi e supposizioni dietro la morte dei due anarchici. Intanto l’inchiesta della Digos si è già allargata ai complici, militanti come loro, che li avrebbero aiutati. Qualcuno giovedì sera potrebbe averli accompagnati al Casale del Sellaretto, proprietà della famiglia di Canossa. Una ex casa cantoniera nel cuore del parco degli Acquedotti circondata da altre proprietà abitate e a volte ritrovo per comitive di ragazzini. Secondo quanto accertato, sarebbero arrivati giovedì sera poco prima del crollo: «Non ci sono tracce di Mercogliano e Ardizzone nei giorni precedenti. Non solo: non è stato trovato alcun elemento investigativo che faccia ipotizzare che avessero intenzione di fermarsi nel casale», confermano gli investigatori: «Siamo certi che qualcuno, un complice, li abbia accompagnati per poi allontanarsi». Ecco perché i poliziotti stanno cercando di ricostruire le ultime ore della coppia di anarchici cercando di risalire ai contatti, militanti a loro vicini.

I rilievi

Da ieri nel mirino dei controlli ci sono perciò anche le telecamere di video sorveglianza tra la via Tuscolana, la via Appia e via di Capannelle. Gli investigatori stanno analizzando ogni fotogramma utile per chiarire passaggi e spostamenti. Un’indagine complessa per gli investigatori della Digos mentre proseguiranno, anche questa mattina, i rilievi sul luogo del crollo della polizia Scientifica che avrebbero intanto trovato le prime tracce di esplosivo. Durante le prime ricerche sono state trovate tracce di fertilizzante oltre a un contenitore del prodotto da un litro e una mascherina per proteggere le vie aeree. Si tratterebbe di nitrato di ammonio. Una sostanza instabile e considerato un “precursore di esplosivi” che se esposto a forti aumenti di temperatura e pressione, può provocare reazioni violente. Il fertilizzante, poiché altamente pericoloso, è soggetto a rigide e stringenti norme e dunque si dovrà indagare anche sulla provenienza. L’obiettivo nelle prossime ore è trovare fra le macerie ulteriori tracce dell’innesco che gli anarchici stavano confezionando e risalire la filiera dei loro contatti e frequentazioni recenti per accertare quale fosse l’obiettivo ultimo di un atto evidentemente pensato da tempo.

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