Morto Pomicino, il cordoglio della politica: «Raffinato e competente»
Il Mattino

Morto Pomicino, il cordoglio della politica: «Raffinato e competente»

Domenica 22 marzo 2026
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In una recentissima intervista al Mattino, Paolo Cirino Pomicino aveva sottolineato il suo rapporto con Pier Ferdinando Casini: «A lui mi lega un?amicizia granitica». Ora...

In una recentissima intervista al Mattino, Paolo Cirino Pomicino aveva sottolineato il suo rapporto con Pier Ferdinando Casini: «A lui mi lega un’amicizia granitica». Ora è l’ex presidente della Camera a usare parole d’affetto per l'amico scomparso. «C’eravamo abituati a ritenere che Paolo fosse indistruttibile - dice Casini - Passando da un trapianto di cuore a un altro, la sua voglia di vivere e la sua passione per la politica avevano sempre vinto contro ogni debolezza del suo fisico. È stato un democratico cristiano di rito andreottiano, parlamentare appassionato e competente, ministro di rara intelligenza. È stato presente in Parlamento anche nella cosiddetta Seconda Repubblica, segno di un entusiasmo e di un impegno mai venuti meno. Ci mancherà, uno degli ultimi interpreti della Dc che oggi ci ha lasciato». Per l’attuale presidente della Camera, Lorenzo Fontana, «Cirino Pomicino è stato lettore e interprete dei cambiamenti della vita italiana, contribuendo anche al dibattito sulla più recente attualità».

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Anche il presidente del Senato Ignazio la Russa esprime il cordoglio per la scomparsa «di un protagonista di una lunga stagione politica italiana». «È stato un uomo di partito, un leader della Democrazia Cristiana, un esponente di Governo - afferma il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani - Protagonista della vita politica italiana in una stagione complessa e decisiva per il nostro Paese». Esponente della corrente demitiana ma al fianco di Pomicino in tante battaglie, non ultima quella in difesa del nome e del simbolo della Dc, Giuseppe Gargani, ex sottosegretario alla Giustizia. «È una perdita incommensurabile - dice - Paolo era un riferimento per noi, una guida, una intelligenza finissima, che sapeva interpretare i fatti e ce li trasmetteva». Da tanti protagonisti di quella stagione democristiana un saluto commosso, come quello di Calogero Mannino, più volte ministro tra gli anni ‘80 e ‘90: «Paolo è stato un compagno di battaglie, non sempre le stesse.

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Anzi, spesso eravamo in contrasto. Un compagno intelligente, di grande vivacità intellettuale e sentimentale». Per Gianfranco Rotondi «la sua battaglia contro i mali che lo hanno afflitto è stata un infinito inno alla vita, ci ha insegnato che la vita va amata vissuta e difesa. È stato un grande leader». Lorenzo Cesa, presidente nazionale dell’Udc, ricorda che «Paolo ha sempre cercato di riunire l'area democristiana dispersa in tanti rivoli. Ha saputo unire ai progetti una grande concretezza, riuscendo a coniugare le parole ai fatti». «Ho molti ricordi dei miei colloqui con lui. Sempre interessanti, spesso sfidanti, a volte spiazzanti» ricorda Lorenzo Guerini, presidente del Copasir. Matteo Renzi sottolinea lo spessore del politico scomparso: «Con lui se ne va una delle personalità più raffinate della Prima Repubblica e una delle menti più interessanti e anticonformiste di questa lunga stagione di transizione politica». Maurizio Gasparri è sulla stessa linea: «Lo ricordo con simpatia, pur non avendo condiviso molte delle sue valutazioni, anche nelle ultime settimane. Ma in lui ho sempre trovato un interlocutore intelligente, ben più colto dei suoi detrattori».

Per il ministro del Turismo Daniela Santanchè «dopo Bossi se ne va anche Cirino Pomicino. Un altro personaggio vero della politica, pur con tutte le sue contraddizioni». «Un uomo di partito nel senso più pieno del termine: capace, combattivo, profondamente legato alla sua Napoli e alla tradizione della Democrazia Cristiana» dice il vicesegretario di Azione Ettore Rosato. Per l'ex governatore Vincenzo De Luca «Cirino Pomicino ha sempre difeso con impegno gli interessi della Campania nel corso della sua attività politica e ha condiviso pienamente le tendenze di quella stagione, riuscendo a garantire la realizzazione di opere importanti per la nostra regione per Napoli». «Protagonista assoluto della storia politica ed istituzionale della Prima Repubblica e fine intellettuale che ha sempre mantenuto un legame indissolubile con la sua Napoli e la Campania tutta» afferma il presidente del Consiglio regionale Massimiliano Manfredi. 

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