Mattino, nasce ArchivIa: il cuore antico del futuro
Dalla Napoli di fine Ottocento, quella di Matilde Serao e Edoardo Scarfoglio, divisa tra il sogno della modernità e una miseria ancestrale, alla metropoli digitale del 2026: un viaggio...
Dalla Napoli di fine Ottocento, quella di Matilde Serao e Edoardo Scarfoglio, divisa tra il sogno della modernità e una miseria ancestrale, alla metropoli digitale del 2026: un viaggio lungo tre secoli raccontato giorno dopo giorno dalle tante generazioni di cronisti che si sono avvicendate nella redazione del Mattino. Un lavoro nobile, faticoso e certosino che non è più destinato ad accumulare polvere negli scaffali degli archivi ma che ora si affida all'intelligenza artificiale per non perdere neanche una virgola del suo passato. Nasce così la rivoluzione ArchivIA: da oggi grazie all'integrazione della digitalizzazione delle pagine cartacee con l'Intelligenza Artificiale, ogni singola riga scritta dal 1892 ai tempi nostri cessa di essere un reperto statico per diventare un dato vivo, interrogabile e interconnesso. Così, dopo 134 anni di storia, il quotidiano che ha raccontato le ferite, i riscatti e la bellezza del Mezzogiorno trasforma la carta in intelligenza in una operazione che non è solo di restauro conservativo ma di resurrezione culturale.
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È per me motivo di grande orgoglio tenere a battesimo questa innovazione decisiva per consentire ai nostri lettori non solo di ricercare le pagine della nostra storia ma anche di ottenere grazie all’Ia sintesi cognitive su fatti, episodi, vicende non solo globali o nazionali ma in primis quelle che hanno segnato nel bene e nel male la nostra terra, Napoli, la Campania, il Mezzogiorno d’Italia. Il tutto grazie ad un sistema capace di creare collegamenti tra eventi distanti decenni, offrendo una visione d'insieme che prima richiedeva mesi di consultazione manuale. È uno di quei casi, non rari in verità in tante discipline e applicazioni, nei quali l’Intelligenza Artificiale che tanto viene temuta per la sostituzione nelle funzioni esercitate finora dall’essere umano con il devastante impatto sull’occupazione - fino addirittura al rischio di perdere il nostro “Primato Cognitivo” - rende un servizio insostituibile e inestimabile.
Il Mattino, il dovere e la passione di informare ogni giorno
ArchivIA svolge anche un’altra funzione indispensabile: in un'epoca di fake news e memoria corta, l’archivio digitale diventa un presidio di verità. È il passato a portata di mano. Poter rileggere le prime critiche teatrali di una Napoli che dominava la scena europea. i resoconti dei primi processi di camorra, seguire la realizzazione delle grandi opere del boom economico, le cronache del colera, i reportage sul terremoto dell’Irpinia fino agli attentati alle Torri Gemelle e al sogno napoletano degli scudetti. ArchivIA aiuta anche a tramandare e preservare la coscienza civile, risalendo alle promesse fatte decenni prima, ricordando i progetti mai finiti ma anche i successi, le battaglie civili vinte o perse. Mostra come la comunità ha superato crisi passate, offrendo lezioni utili per il presente. Non è un caso che questa tecnologia venga applicata proprio a Napoli, città in fase di decisiva trasformazione che poggia sulla grande spinta fornita dalla innovazione.
L'operazione condotta da Il Mattino con ArchivIA indica una nuova strada per l'editoria moderna nella quale il patrimonio storico non è un peso da gestire, ma un asset strategico: un archivio di 134 anni è un giacimento di dati (Big Data) inestimabile. Perché le notizie non invecchiano mai, esse vivono nella Storia. E nessuno potrebbe spiegarlo meglio con la profondità e la lucidità che furono proprie di Benedetto Croce: "Ogni vera storia è storia contemporanea".