Vomero, notte di follia: una gara di motocross nei vicoli del Belvedere
Il Mattino

Vomero, notte di follia: una gara di motocross nei vicoli del Belvedere

Domenica 22 marzo 2026
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A cento all?ora sulle strade del centro storico del Vomero. È duro a morire il fenomeno delle corse di auto e moto, corse ovviamente fuorilegge perché organizzate in barba a...

A cento all’ora sulle strade del centro storico del Vomero. È duro a morire il fenomeno delle corse di auto e moto, corse ovviamente fuorilegge perché organizzate in barba a tutte le regole, ma soprattutto costituendo un serio rischio per la propria l’altrui incolumità. Questa volta il fenomeno - frequentissimo nelle zone periferiche e dell’area metropolitana - ha interessato la zona collinare, circostanza non poco preoccupante soprattutto se si considera l’area in cui una vera e propria corsa di moto da cross era stata organizzata: vico Belvedere.

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LA RICOSTRUZIONE

Venerdì notte, poco prima dell’una. L’onda in piena della movida popolata da giovani e non è appena iniziata, e i carabinieri della compagnia del Vomero guidata dal maggiore Sergio Vaira sono in piena attività, come sempre anche nel fine settimana. Il quartiere è pattugliato sia da militari in borghese che dai colleghi del nucleo operativo, in borghese e a bordo di auto civetta.

E proprio un gruppo di carabinieri in abiti civili stanno transitando a piedi nella zona più antica del quartiere napoletano, vico Belvedere. Arrivano tre scooter che procedono contromano: a bordo di sei tra ragazzi e ragazze, tocca controllarli. Nulla di grave, intanto arriva anche la gazzella della pattuglia mobile di zona.

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Si procede alla contestazione per la violazione del codice della strada, ma a quel punto accade l’imprevedibile: un rombo assordante precede l’arrivo di sei potenti mezzi da motocross. Si tratta di moto da gara, tutte senza targa, e chi le guida indossa passamontagna e casco integrale.

L’INTERVENTO

Quando i centauri si accorgono della presenza dei militari dell’Arma tentano subito un’inversione di marcia. Viene loro intimato l’alt, ma i sei non hanno nessuna intenzione di fermarsi, e tentano la fuga. Fasi concitatissime. Uno dei carabinieri, vincendo ogni forma di timore, corre verso il primo della fila che sta già scappando verso il lato dal quale lo “stormo” era arrivato.

Il militare afferra il giubbotto del ragazzo che apre il gas. La moto non si ferma e trascina per alcuni metri il carabiniere che non molla la presa. La motocicletta a quel punto si impenna: centauro e carabiniere cadono. Ma il conducente non si arrende, ed anzi tenta la fuga a piedi, nonostante il militare eroicamente non abbia lasciato la presa. In suo soccorso arriva un secondo militare che lo blocca. Fine della corsa: sotto il casco e il passamontagna c’è il volto di un 29enne incensurato residente nel quartiere San Carlo Arena.

Ma c’è ancora il resto del gruppo da intercettare. Impresa non facile: viene fermato anche un altro motociclista che, a differenza del primo, non oppone resistenza. Ha 55 anni, e viene sanzionato per violazione del codice della strada. Sorte diversa avrà il suo compagno: il 29enne viene arrestato per resistenza e lesioni. Le due moto sono state sequestrate. Ed ora è caccia agli altri quattro che sono invece riusciti a fuggire. Indagini in corso: gli impianti dei sistemi di videosorveglianza della zona saranno utili agli investigatori per identificare i fuggitivi. Resta, sullo sfondo, il comportamento assurdo, allucinante di chi crede di potersi divertire in questo modo in una zona sempre molto trafficata da veicoli e pedoni.

IL FENOMENO

Un comportamento grave, una “moda” che contagia e che, da fenomeno ricorrente lungo gli stradoni della provincia, ora si ripete con inquietante frequenza anche in città. Ne sono testimonianza le gare estreme di Enduro che si ripetono quasi quotidianamente a Fuorigrotta, con decine di moto che sfrecciano a notte fonda impennando nel piazzale Maradona trasformato in una pista illegale.

A documentare lo scempio ci sono decine di video registrati dai balconi dei residenti della zona. Alcuni di questi sono stati pubblicati anche sulle pagine social dal deputato Francesco Emilio Borrelli: «Una vergogna - spiega - che da vent’anni si consuma tra l’altro proprio davanti ad un commissariato della Polizia di Stato».

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