Napoli clean sheet 2025-26: i numeri della difesa azzurra
Il Mattino

Napoli clean sheet 2025-26: i numeri della difesa azzurra

Domenica 22 marzo 2026
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Un altro 1-0, un'altra vittoria di misura, ma soprattutto un clean sheet che fa morale. Non solo al Napoli, ma anche a Antonio Conte, allenatore di una squadra più leggera dopo...

Un altro 1-0, un'altra vittoria di misura, ma soprattutto un clean sheet che fa morale. Non solo al Napoli, ma anche a Antonio Conte, allenatore di una squadra più leggera dopo l'emozionante notte di Cagliari. I sardi non sono stati pericolosi quasi mai, eppure nel finale gli azzurri rischiando hannoto la frittata: un po' di attenzione e un bel po' di buona sorte, però, stavolta hanno aiutato. Per la decima volta in questo campionato, così, il Napoli è riuscito a tenere la porta immacolata, tenendo lontani gli avversari e la rete vuota. Milinkovic-Savic ci ha messo i guantoni giusti: c'era lui a difendere i pali azzurri anche dodici partite fa, in occasione dell'ultima partita senza gol subiti. Al Maradona contro il Sassuolo. Sembra passata una vita. Sono trascorsi appena due mesi. Eppure il Napoli sembra un altro Napoli e molto si deve anche alla difesa.

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Non è un caso che la prima partita senza gol subiti sia arrivata proprio quando tutto il centrocampo azzurro s’è ritrovato. Molte mancanze, nel pacchetto arretrato, sono passate anche da lì. Dalle assenze di Anguissa, Lobotka, McTominay lungo tutta la stagione. Che una mano ai compagni sanno sempre darla. Il Cagliari un po’ ci ha messo del suo: Folorunsho non ha mai punto il terzetto arretrato, Esposito è stato arginato alla grande e anche l’ingresso nella ripresa di Kiliçsoy non ha cambiato troppo le cose.

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Eppure i numeri non danno ragione agli azzurri: in campionato la squadra ha subìto già 30 gol, quando nel corso di tutta la stagione passata ne erano arivati 27 nella rete di Meret. Praticamente il Napoli viaggia al ritmo di un gol incassato a partita. Una media che Conte vuole abbassare a tutti i costi sul rettilineo finale di questa stagione. Ha lavorato a lungo con tutti gli elementi in settimana, ma sono contati: Beukema-Buongiorno-Olivera è il terzetto visto nelle ultime due uscite, un terzetto obbligato con il solo Juan Jesus a poter dare ricambio a chi gioca. Troppo poco.

In questo senso, i rientri faranno la differenza: dopo la sosta, Conte si augura di poter riabbracciare almeno due elementi come Rrahmani e Di Lorenzo che cambierebbero completamente le previsioni sul futuro. E che giocherebbero con ogni probabilità dal primo minuto. Anche senza stravolgere l’assetto tattico trovato nelle ultime settimane. Perché con Di Lorenzo e Rrahmani (insieme con Buongiorno, magari), Conte non avrebbe solo più ricambi ma anche maggiore affidabilità e esperienza, quello che da sempre richiede.

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Quelli che stanno giocando, però, il loro contributo lo stanno dando eccome. Nonostante tutto. Il periodo nero di Buongiorno, per esempio, sembra alle spalle: a Cagliari l’ennesima partita in crescendo, ha diretto la difesa, ha tenuto tutti a bada. Riecco Alessandro, l’uomo che era stato pagato 40 milioni due estati fa e che aveva fatto la differenza nella prima stagione da napoletano. Nessun giocatore del Napoli ha effettuato più respinte difensive di lui durante il match con il Cagliari (cinque, come Sam Beukema) e non è mai stato superato in dribbling in nessuna delle sue ultime quattro presenze in Serie A. Il livello si è alzato, è innegabile. E così lo ha fatto anche il Napoli. Che è tra le squadre che hanno subito meno tiri in assoluto in tutta la Serie A, un dato che conferma ancora una volta la bontà delle volontà azzurre. Buongiorno ma non solo.

Perché anche Beukema sta aiutando la retroguardia con prestazioni compatte, nonostante qualche errore che pure è da comprendere: l’olandese si sta ancora adattando da “braccetto” e esattamente come il collega ha messo lo zampino nell’occasione del gol che ha poi portato alla vittoria azzurra in Sardegna. Un ottimo modo di presentarsi alla sosta, un ottimo modo di mettersi in proprio. Sam era stato titolare anche contro il Sassuolo, in quella gara senza reti subite che pareva sempre più un miraggio. Solo 10 volte in campionato il Napoli non ha subìto reti, in otto di queste in porta con il portiere serbo. Sarà un caso, ma la scelta tecnica sembra esserci stata. E anche i numeri danno una mano. Vanja e Meret ora saranno in nazionale, poi torneranno a giocarsi il posto: l’obiettivo è comune, provare a ripetere il “record” di Cagliari. Il primo passo per vincere.

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