Domenico Caliendo, la formazione al Monaldi nel mirino della Procura
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Un atto dovuto, pienamente legittimo, pubblicato nella sezione dell’“albo pretorio” sul sito dell’Azienda ospedaliera specialistica dei Colli. Parliamo della deliberazione numero 209 del 13 marzo scorso avente ad oggetto la liquidazione del progetto “Sportello amico trapianti” per l’annualità 2024. Un provvedimento che, tra l’altro, non comporta oneri diretti a carico della stessa Azienda e che dispone la liquidazione di 30mila euro (lordi).
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Questo, assieme ad altri documenti che rientrano comunque nella pianificazione e controllo strategico degli ospedali, potrebbe presto essere acquisito dalla Procura, non perché possa configurare ipotesi di reato, ma perché tratta il risvolto connesso - tra gli altri scopi, seppure in senso lato - anche alla formazione del personale medico e paramedico del Monaldi. L’argomento della formazione è infatti uno degli aspetti connessi all’utilizzo dell’ormai famoso “Paragonix”: parliamo del contenitore termico di ultima generazione per il trasporto degli organi destinati a trapianto che non venne utilizzato - pur essendo disponibile nel nosocomio in cui era ricoverato il piccolo Domenico Caliendo - dalla equipe medica partita alla volta di Bolzano per trasportare a Napoli il cuoricino donato dai genitori di un bimbo altoatesino morto tragicamente.
Il bilancio
L’attività in questione (parliamo della delibera 209) rientra come detto negli atti legittimi e dovuti nella rendicontazione che viene annualmente fatta, e riguarda il 2024 (quando il Paragonix era già stato acquistato dal Monaldi). E a documentare che lo stesso Monaldi ha svolto un grande lavoro anche grazie al team “Sportello Amico” che si occupa di tutti gli aspetti connessi alla donazione di organi ci sono gli allegati. Tra le attività svolte figurano - solo per fare alcuni esempi - l’iniziativa “Donazione, Adesione, Impegno” finalizzata a sensibilizzare la donazione di organi e tessuti; la campagna divulgativa “Io dono”, la partecipazione alle “Giornate napoletane della Salute, Prevenzione e Benessere” e al Festival di Giffoni. Insomma, un bilancio eloquente e positivo.
Lo “Sportello Amico Trapianti” nasce con le più nobili finalità: fornisce un bagaglio di informazioni sui trapianti di organo e istruzioni ai cittadini su come diventare donatori, orienta i pazienti candidati al trapianto e offre qualunque tipo di informazione relativa al Centro Trapianti di cuore.
Gli appuntamenti
Ma torniamo alle indagini sulla morte del povero Domenico. A poco più di un mese dalla sua morte, avvenuta il 21 febbraio scorso, dopo 60 giorni di calvario, la Procura continua a concentrare la propria attenzione sulla presunta concatenazione di errori che sarebbe iniziata a Bolzano, con il prelievo di ghiaccio secco al posto di quello normale (causa del congelamento dell’organo espiantato al donatrore) fino al momento dell’intervento diretto dal primario Guido Oppido.
Giovedì nell’ufficio del sostituto procuratore Giuseppe Tittaferrante - titolare dell’inchiesta con il procuratore aggiunto Antonio Ricci - si terrà il conferimento dell’incarico ai consulenti per l’analisi del telefonino cellulare della perfusionista G.F. (non indagata) che partecipò all’intervento di trapianto di cuore il 23 dicembre. Il dispositivo, secondo la Procura, potrebbe contenere foto o video “rilevanti per la ricostruzione di quanto accaduto quel giorno in sala operatoria”. La Procura ha già individuato come consulenti d’ufficio due professionisti, gli ingegneri Michele Colimoro e Salvatore Carusio. Ora anche le parti interessate (i sei indagati e il legale che rappresenta la famiglia dello sfortunato bambino) potranno nominare i rispettivi esperti.
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Il successivo appuntamento è quello fissato per il 31 marzo. Una giornata importante, quando davanti ai magistrati inquirenti compariranno due medici presenti all’intervento: il primario Guido Oppido (difeso dagli avvocati Vittorio Manes e Alfredo Sorge) ed Emma Bergonzoni (assistita dal penalista Vincenzo Maiello). A seguire, presumibilmente dopo la sosta pasquale, davanti ai pm sfileranno gli altri quattro professionisti i cui nomi sono iscritti nel registro degli indagati. Si tratta di Mariangela Addonizio (avvocato Alberto Surmonte), Francesca Blasi (avvocato Ermanno Carnevale), Marisa Di Feo (avvocato Luigi Ferrante), Gabriella Farina (avvocati Anna Maria Ziccardi e Dario Gagliano) e Vincenzo pagano (avvocato Giuseppe Pepe).