Napoli, Lukaku decide il futuro tra azzurro e Mondiale
Il Mattino

Napoli, Lukaku decide il futuro tra azzurro e Mondiale

Lunedì 23 marzo 2026
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Quando ha visto il suo nome tra quelli scelti dal ct Rudi Garcia per questa sosta nazionale, ha mostrato un mezzo sorriso. Era stato già avvisato, settimane prima, ma dopo i mesi vissuti...

Quando ha visto il suo nome tra quelli scelti dal ct Rudi Garcia per questa sosta nazionale, ha mostrato un mezzo sorriso. Era stato già avvisato, settimane prima, ma dopo i mesi vissuti per Romelu Lukaku è stata comunque una liberazione. Quasi paragonabile a quella avvertita dopo la rete al Verona, di qualche settimana fa. Perché la nazionale per Big Rom è tornare a casa, sentirsi in famiglia, rivedere sugli spalti papà Roger che segue il giovane Romelu fare la scalata tra tutte le selezioni dei Red Devils fino alla prima squadra. Una soddisfazione doppia.

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Questa sosta con il Belgio è una vera occasione per poter alzare il livello. Per poter anche giocare di più, trovare minuti importanti. Il prossimo Mondiale sarà la sua ultima grande vetrina internazionale, esserci con Kevin De Bruyne insieme al Napoli è un'occasione da non perdere. Per Big rom ci sono quattro partite - tra marzo e giugno - in cui scaldare i motori: Usa, Messico, poi Croazia e Tunisia per prepararsi al Mondiale. E finalmente dimostrare di poter essere ancora leader. Nessuno lo ha aspettato in questi mesi: i giovani attaccanti del Belgio si sono messi in mostra, vogliono rubargli il posto, ma per Garcia Romelu (ma anche De Bruyne) resta un punto imprescindibile della spedizione belga al Mondiale.

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Il paradosso, con il Napoli, è stato chiaro fin qui: da quando è rientrato a tutti gli effetti in squadra - a fine gennaio contro la Juventus in trasferta - il belga ha giocato pochissimo. Appena 40 minuti di campionato. Troppo poco per chi come lui era abituato a sentirsi intoccabile. Eppure, nonostante il minutaggio, rischia di essere l'uomo determinante per i risultati azzurri: il suo gol nel finale contro il Verona è stato gioia pura, molto probabilmente si confermerà anche come la rete che ha spinto il Napoli verso la sicura qualificazione alla prossima Champions League. Che non è mica poco. Per il resto ha fatto più da vice allenatore per Conte: in supercoppa Italiana, per esempio, quando seguì la squadra negli Emirati Arabi pur non essendo in condizione per dare una mano importante. La vittoria passò anche dalla sua leadership e non è un caso. Ma a lui non basta, è per questo che dopo la sosta per le nazionali, anche a Napoli dimostrerà di essere ancora un calciatore utile alla causa, magari non più titolarissimo come era stato fin qui, ma nemmeno un elemento capace di giocare appena 40 minuti negli ultimi due mesi. Conte non lo tradirebbe mai, lui non tradirebbe mai Conte: ma i pochi minuti fin qui sono il segnale di una condizione fisica ancora non all'altezza per la sua qualità.

Nel frattempo, subito dopo il fischio finale di Cagliari - dove non ha trovato spazio in campo - Lukaku ha fatto ritorno a casa. In Belgio. Sabato si è presentato a sorpresa sul campo di allenamento dell'Anderlecht: il legame con il club dell'infanzia non si è mai interrotto. Ha scattato foto con i giovani atleti del club, con i tifosi presenti, soprattutto si è goduto dal vivo l'allenamento di Romeo, il figlio nato nel 2019 e che fa parte della grande famiglia dell'Anderlecht. Un legame che lo riporta anche a papà Roger: tutto il viaggio è partito da lì. E lì potrebbe anche ritornare: Big rom non ha mai escluso la possibilità di tornare a vestire la maglia del club belga con cui aveva cominciato ancora una volta. Magari per chiudere al meglio la sua carriera. Non è ancora chiaro quando accadrà, ma accadrà. E non è escluso che dopo il Mondiale la voglia di casa possa farsi sentire ancora più forte; a Napoli lo lega ancora un anno di contratto, poi magari sarà il momento di tornare a casa senza sentire il richiamo dei dollari arabi (visto anche il momento storico) o americani. Big Rom vuole sentirsi ancora campione. Prima in azzurro, poi con il suo Belgio, un'ultima occasione per fare ancora gol.

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