Turisti a Napoli, Pasqua regge e non c?è l?effetto guerra: «Poche cancellazioni»
Il Mattino

Turisti a Napoli, Pasqua regge e non c?è l?effetto guerra: «Poche cancellazioni»

Lunedì 23 marzo 2026
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Turismo e guerra: i flussi reggono in vista della Pasqua. Un paio di cancellazioni (di gruppo e individuali) ci sono, dall?Asia, dal Medioriente o da Israele, ma, come confermano gli...

Turismo e guerra: i flussi reggono in vista della Pasqua. Un paio di cancellazioni (di gruppo e individuali) ci sono, dall’Asia, dal Medioriente o da Israele, ma, come confermano gli operatori del settore, l’incoming partenopeo, storicamente, non fa particolare affidamento sulle nazionalità coinvolte nel conflitto. La contrazione è decisamente lieve (tra il 5 e il 10% previsti, a seconda delle associazioni), e si spera nel last minute per colmare i “buchi” nell’occupazione delle camere. L’extralusso non registra battute d’arresto. Con i viaggi internazionali che calano, potrebbero essere i vacanzieri italiani, comunque, a sopperire. Il turismo di prossimità, o europeo, cresce a discapito di quello intercontinentale quando ci sono scossoni globali. Un trend, va da sé, che vale sia per gli arrivi sia per le partenze.

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Lo scenario

Questo, in sintesi, lo scenario che arriva dalle principali associazioni dell’hotelleria napoletana (la Sezione Turismo dell’Unione Industriali e Federalberghi), cui si aggiungono le stime fatte da Abbac (associazione di categoria della ricezione extralberghiera all’ombra del Vesuvio). Uno scenario confermato da Palazzo San Giacomo: «Stiamo monitorando la situazione, confrontandoci anche con gli stakeholder - spiega l’assessora al Turismo del Comune Teresa Armato - Sappiamo che finora non ci sono state disdette ma continuiamo a monitorare. L’Osservatorio Turistico Urbano, sulla base di esperienze precedenti, sottolinea come, in situazioni di turbolenze come questa attualmente in corso, i flussi turistici domestici tendono a stabilizzarsi se non ad aumentare, grazie alla ricerca di sicurezza di coloro che viaggiano.

Rimanere entro i confini nazionali può rappresentare un’importante opportunità di drenaggio dei turisti che hanno intenzione di spostarsi ma non prediligono mete estere per evidenti ragioni di rischi potenziali. Napoli è oggi tra le prime città italiane scelte dai turisti e questo dato aiuta a incentivare i flussi a visitarla proprio in periodi come questo». Il quadro non è nero, in pratica. Va però sottolineato che i costi dei voli sono impennati, e che – mediamente – i turisti intercontinentali hanno un budget di spesa maggiore rispetto a quello dei vacanzieri più prossimi.

Il mercato

Su questa linea l’intervento di Gianna Mazzarella, presidente della Sezione Turismo dell’Unione Industriali: «Il mercato del lusso non ha registrato battute d’arresto finora - spiega - Fatta eccezione per gli orientali, che hanno effettuato cancellazioni a causa dell’altissimo costo cui sono stati fissati i biglietti aerei. Un rallentamento c’è stato, nelle prenotazioni, ma non è rilevante». Un aspetto potenzialmente negativo sta, per la Mazzarella, nel fatto che «il budget di spesa dei turisti intercontinentali sia maggiore, di solito, rispetto a quello degli italiani. Per fortuna, il turismo napoletano non si fonda su visitatori che arrivano dai paesi coinvolti nella guerra. Gli statunitensi, in ogni caso, confermano la loro presenza. E questo è un buon segnale, anche in ottica Coppa America».

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Partiamo dalla nota rilasciata da Federalberghi Napoli, presieduta da Francesca Pagliari: «Stiamo riscontrando una contrazione delle presenze in questo inizio anno e questo trend è confermato anche dalle previsioni per Pasqua – si sottolinea – si registra, ad oggi, un calo previsionale di circa il 10% rispetto a un livello di occupazione pari all’80% consolidato nello scorso anno, anche se mancano ancora due settimane». Un trend che, secondo l’associazione, precede lo scoppio del conflitto in Medioriente. La nota di Federalberghi continua infatti argomentando che «è difficile comprendere quanto possa aver inciso la crisi internazionale. È però evidente una minore propensione ai viaggi intercontinentali in questo periodo; ci auguriamo quindi un aumento delle presenze di turisti europei, che possa compensare, almeno in parte, il calo degli ospiti extraeuropei». Francesi, spagnoli o tedeschi che hanno rinunciato a una vacanza in Asia o negli States, per esempio, potrebbero scegliere il capoluogo partenopeo.

Le prenotazioni

Agostino Ingenito, presidente di Abbac, aggiunge che «diverse strutture puntano sulle prenotazioni last minute, come per la scorsa Pasqua. Al momento, siamo grossomodo in linea con le prenotazioni dello scorso anno: abbiamo ancora il 40% di camere libere. La contrazione, secondo i nostri dati, è stimabile nell’ordine del 5-10%».

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