Stadio Maradona a Napoli, non solo calcio: «Museo e visite guidate»
Come il canto delle sirene e senza paura di naufragare perché l?importante è approdare, toccare con mano il luogo del mito. Altro che tappi di cera nelle orecchie, il punto...
Come il canto delle sirene e senza paura di naufragare perché l’importante è approdare, toccare con mano il luogo del mito. Altro che tappi di cera nelle orecchie, il punto è esserci costi quel costi, ovvero anche tre, quattro ore al freddo in una giornata che tutto è tranne che primaverile. E stata una domenica di folle passione quella di ieri. È l’effetto per napoletani e turisti che fa il Maradona quando si aprono le sue porte: nel secondo giorno di apertura dello storico impianto di Fuorigrotta concesso dal Comune al Fai - Fondo per l’Ambiente italiano - si sono presentati in 10mila e cento.
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Bambini, donne, uomini - tutti indossano qualcosa di azzurro - in fila e paziente attesa per farsi un giro sulla pista, del terreno di gioco si può solo sentire l’odore dell’erba perché è inviolabile. Pur di entrare nel regno di Re Diego si è disposti a fare qualsiasi sacrificio. File lunghe a Fuorigrotta per entrare nel tempio dei 4 scudetti. Nonostante non c’era la partita, non c’erano i giocatori, non c’era il presidente De Laurentiis e nessun componente dello staff azzurro, ma solo lo stadio nudo e crudo con il suo fascino fané e le sue rughe che sembrano profonde ferite in bella mostra.
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È valsa la pena andarci - il ragionamento dei visitatori - e godersi la prospettiva degli spalti che è la stessa dei giocatori quando scendono in campo, lecito quindi sognare. Un boom certificato dai numeri diffusi dal Fai: «Il luogo più visitato d’Italia è stato lo Stadio Diego Armando Maradona a Napoli».
Il Maradona fa sognare. Il sindaco Gaetano Manfredi e la sua squadra stanno al lavoro per migliorarlo e renderlo più appetibile e anche per metterlo a reddito, del resto è un impianto di proprietà del Municipio. «Stiamo facendo studiare una società di consulenza internazionale da mesi, per valutare il posizionamento del Maradona rispetto a tutti i principali stadi del Mondo che si possono visitare» spiegano da Palazzo San Giacomo. E la due giorni del Fai - sabato sono arrivati in quasi 5mila che sommati a 10mila visitatori di ieri fanno 15mila - è stato un test ampiamente superato per capire quanto grande sia l’appeal della struttura. L’idea è quella di aprire il Maradona tutti i giorni, il Comune si ispira a modelli come quello dello stadio di Madrid ovvero il mitico Bernabèu, o l’Allianz Arena di Monaco di Baviera e soprattutto allo stadio del Barcellona il Camp Nou e naturalmente agli stadi inglesi che sono i più evoluti a prescindere.
Tutti impianti dove la partita di calcio è solo uno degli eventi perché sono aperti tutti l’anno. E durante la settimana si può visitare il museo della squadra o andare a fare la spesa, o comprare i gadget della squadra del cuore e perché no, pure fare colazione o mangiare una pizza. Ci si può sposare, al Maradona ci sono moltissime richieste di novelli sposi che vogliono celebrare il rito del matrimonio nell’impianto. Nel Maradona c’è lo spazio per farlo tutte queste cose. È lo stadio del cuore dei napoletani e anche dei turisti che ci vanno in pellegrinaggio. Ma quello che serve è ristrutturarlo e restaurarlo: il Maradona è davvero vecchio, fatiscente, inospitale ancorché sicuro.
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Manfredi e l’assessore Edoardo Cosenza hanno presentato un progetto di riqualificazione del Maradona alla Figc in funzione di Euro 2032 - il restyling è bene precisarlo - «si farà a prescindere dai Campionati europei di calcio» come ha detto il sindaco appena giovedì scorso. Il restauro costa 200 milioni, in cassa ce ne sono 50 tutti tratti dal bilancio del Municipio partenopeo. E a fine anno inizieranno i lavoro per riaprire il terzo anello. Che servirà per abbattere l’attuale primo anello e avere più spazio dietro le gradinate dove istallare, per esempio, il “Maradona experience” e altri attrattori. Ci sono - come ben sanno i lettori de Il Mattino - fondi di investimento internazionali e pronti a investire sulla riqualificazione dell’impianto e assicurarsi la gestione per un certo numero di anni. Ovvio che il Comune fa il tifo perché si possa fare una partnership con Patron Aurelio De Laurentiis, vincitore di due scudetti. «Alla fine una sintesi la troveremo» ha dichiarato Manfredi aprendo il cuore alla speranza a una collaborazione con il Presidente azzurro.