Referendum, cori, sorrisi e ?Bella ciao?: il brindisi dei magistrati
Il Mattino

Referendum, cori, sorrisi e ?Bella ciao?: il brindisi dei magistrati

Martedì 24 marzo 2026
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Cori da stadio, abbracci, qualche momento di commozione, fino alle lacrime di gioia. Il refrain di Bella Ciao, un brindisi di festeggiamento, lo slogan «U-ni-ti» scandito da applausi,...

Cori da stadio, abbracci, qualche momento di commozione, fino alle lacrime di gioia. Il refrain di Bella Ciao, un brindisi di festeggiamento, lo slogan «U-ni-ti» scandito da applausi, il riferimento al «non disunirsi mai» recuperato dal film di Sorrentino come mantra da usare contro ogni tentativo di separazione delle carriere tra pm e giudici. C’è tutto questo in una saletta del Palazzo di giustizia di Napoli, tra attesa e speranza, timore e tifo, festa e lacrime. Sono oltre cinquanta i magistrati accorsi nella sede dell’Anm distrettuale, all’interno del Tribunale di Napoli, ci sono pm e giudici, togati appartenenti a diverse generazioni. Sono lì a fissare il doppio monitor, scrutano gli screen dei propri cellulari, si lasciano andare a scene di entusiasmo assoluto. Impossibile citarli tutti. Gioia e determinazione da parte del presidente dell’Anm distrettuale, il giudice Leda Rossetti, ma anche del procuratore generale Aldo Policastro, fiero avversario della riforma Nordio (suo il paragone con la proposta di legge ad alcuni punti del programma della Loggia P2), del presidente del Comitato del No Ettore Ferrara, della vicepresidente Anm Alessandra Maddalena, che piange di gioia quando vede la forbice allargarsi in favore del No.

APPROFONDIMENTI

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E c’è chi ricorda la battuta di Sandro Pertini in favore di telecamera, dopo il gol di Altobelli contro la Germania, nella notte mundial di Spagna 82. Scene rimbalzate dal Tribunale ai social, tanto da diventate virali in pochi minuti, al punto tale da suscitare reazioni a caldo anche dall’interno della stessa magistratura. Interviene il procuratore aggiunto Sergio Amato, capo della Dda di Napoli, da sempre punto di riferimento della magistratura associata come leader di Mi: «Quei cori all’interno della saletta dell’Anm del Tribunale di Napoli sono una scena intollerabile». Poi Amato aggiunge: «Pochi colleghi magistrati che intonano cori non sono certo rappresentativi del comune sentire della stragrande maggioranza dei colleghi, che pure si sono spesi per la vittoria del no».

E a Il Mattino, il procuratore aggiunto Amato spiega: «Quei cori (in alcuni casi contro leader politici) fanno parte di atteggiamenti che alla fine sono arrivati a dividere il Paese. Se avessi potuto votare, mi sarei espresso per il No (non l’ho fatto per motivi familiari); come magistrato ma anche come padre e come cittadino, sono contento per l’esito del referendum, perché la parte sana del Paese ha reagito, ricordando che la magistratura è sana, come emerge dalla stagione di tangentopoli ma anche dagli attentati subiti da terrorismo di destra e sinistra e dalle mafie. È stato giusto difendere l’autonomia della magistratura».

IL CAPO DEI PM

Ma la vittoria del No parla napoletano anche per la determinazione mostrata dal procuratore Nicola Gratteri. Da sempre al di fuori dei giochi correntizi, lontano da ogni schieramento precostituito, il capo dei pm del Centro direzionale non ha dubbi nel commentare il responso delle urne: «La vittoria del No al referendum rappresenta un segnale forte e chiaro: la società civile è viva, attenta e pronta a mobilitarsi quando sono in gioco i principi fondamentali. È stata una scelta consapevole, una presa di posizione in difesa della Costituzione e dell’equilibrio delle istituzioni. Questo risultato non è un rifiuto al cambiamento, ma il rifiuto di un metodo. La giustizia ha bisogno di riforme serie, capaci di ridurre i tempi dei processi e di migliorarne il funzionamento complessivo, garantendo efficienza senza sacrificare le garanzie. Le riforme sono necessarie, ma devono essere costruite con responsabilità, competenza e rispetto dei diritti».

IL CONFRONTO

E torniamo nella saletta dell’Anm. C’è chi abbozza un coro contro la premier, ma si tratta di pochi secondi, che fanno scattare l’immediato intervento del presidente Anm Rossetti, che invita alla calma e al rispetto del contegno istituzionale. Passato l’entusiasmo in tanti chiedono di ritrovare un terreno condiviso. Lo spiega Ettore Ferrara: «Provo enorme emozione nel vedere tanto entusiasmo e tanto impegno attorno a noi, non avevamo finanziamenti o strumenti particolari. Ora bisogna ripartire da un valore enorme, da questa fetta di società civile che opera a difesa dell’autonomia della magistratura e della Costituzione». Ma c’è spazio anche per l’autocritica da parte dell’ex presidente del Tribunale di Napoli: «Mi auguro che da domani tutti quanti riusciamo a fare un passo indietro, in particolare noi magistrati, spero che riusciamo a ricucire il rapporto con l’avvocatura che è fondamentale per l’esercizio della giurisdizione, che è garanzia per i diritti dei cittadini».

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