Referendum, Aldo Policastro: «Vince la voglia di società aperta e democratica»
Il Mattino

Referendum, Aldo Policastro: «Vince la voglia di società aperta e democratica»

Martedì 24 marzo 2026
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È stato il magistrato più acclamato nel corso della campagna elettorale da parte dei comitati per il No. Il procuratore generale di Napoli Aldo Policastro ha assistito in silenzio...

È stato il magistrato più acclamato nel corso della campagna elettorale da parte dei comitati per il No. Il procuratore generale di NapoliAldo Policastro ha assistito in silenzio alla diretta dello spoglio delle schede referendarie, deciso a rispondere alle domande dei giornalisti solo quando il risultato finale era acquisito. Un magistrato finito al centro di un dibattito nazionale, con il duello a distanza ingaggiato con il ministro della Giustizia Carlo Nordio. Un confronto che si è sviluppato nel corso dei mesi a partire dallo scorso autunno, quando il procuratore generale critica l’essenza della riforma Nordio, a proposito della separazione delle carriere tra pm e giudici (con il rischio paventato da alcuni ma non espresso nella legge, di una subordinazione del potere dei pm sotto l’esecutivo).

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Ricordate il paragone fatto da Policastro? Rispondendo alle domande di Repubblica, il pg partenopeo ha paragonato la riforma Nordio ad alcuni punti del piano ideologico della loggia massonica di Licio Gelli. Un match a distanza, non privo di altri colpi a sorpresa. Nel corso di una intervista al Corriere della Sera, il Guardasigilli ha infatti aggiunto che non sarebbe stato disposto a stringere la mano a quel magistrato (riferendosi al pg partenopeo) che aveva osato accostare la sua riforma al piano della P2. Il resto è storia di queste ultime settimane. Dopo la sortita del ministro, in tanti magistrati sono andati a stringere la mano a Policastro, con uno slancio solidale contro l’attacco da via Arenula. La scorsa settimana, infine, il disgelo, nel corso della festa della polizia penitenziaria in piazza Plebiscito, con la sospirata stretta di mano tra i duellanti.

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Procuratore generale Aldo Policastro, come giudica l’esito del referendum?

«Si è trattato di una vittoria del popolo italiano che ha deciso di difendere la Costituzione e lo Stato di diritto. Il popolo italiano ha votato per esprimere un concetto: la facoltà di dire che la giustizia è uguale per tutti e che vuole che la giustizia continui ad essere uguale per tutti ancora per molto tempo»,

Intanto, abbiamo un Paese diviso. Qual è a suo giudizio il modello di società che emerge con la vittoria del No?

«Oggi ha prevalso una visione di società più aperta più inclusiva, più democratica. Una visione di società che ha respinto l’idea che era sottesa al progetto di legge che è stato bocciato oggi dalle urne».

Lei è stato duramente attaccato nel corso del dibattito, qual è ora la sua riflessione, a urne aperte?

«Il dato oggettivo è che questa riforma la voleva anche Gelli: è un dato storico, non discutibile, figlia di quella storia. Non voglio tirare la giacca a nessuno, ma un altro dato storico è stato il richiamo del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al rispetto delle istituzioni. Un rispetto che a mio giudizio non c’è stato».

In più occasioni il capo dello Stato ha ricordato l’importanza di un confronto democratico sui contenuti.

«Già, invece prendiamo atto di un abbassamento del livello delle istituzioni democratiche nel suo complesso».

Cosa c’è attendersi ora, alla luce della vittoria del No?

«Ci aspettiamo che si rifletta su quello che è accaduto, su come è stato condotta questa campagna referendaria e su come certe prese di posizioni rischino di danneggiare le istituzioni democratiche di questo Paese».

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