Napoli, le feste per minori nei locali a rischio: «Niente vie di fuga»
Fino all?ultimo la destinazione resta segreta: un luogo che non c?è, nel senso che non è specificato e non è dato saperlo. I biglietti vengono venduti comunque...
Fino all’ultimo la destinazione resta segreta: un luogo che non c’è, nel senso che non è specificato e non è dato saperlo. I biglietti vengono venduti comunque tramite social, poi - al netto della quantità di ticket venduti - si decide dove andare, quale location utilizzare per il party. E solo in extremis spunta la destinazione finale della serata. Tipo: si va in discoteca, ma solo in alcuni casi, quando cioè c’è la certezza che il locale sia riempito in modo tale da pagare il gestore. Se invece la vendita dei biglietti è fiacca, allora non c’è da perdersi d’animo: c’è già una villa a disposizione; o un appartamento o un locale buono per ospitare una festa. E in questi ultimi casi, ovviamente, la questione sicurezza per i clienti del party se ne va a farsi benedire. Funziona così da un po’ di tempo a questa parte, quando si parla di feste per i giovanissimi. Esistono degli appuntamenti giudicati imperdibili, che attirano l’attenzione di tanti studenti del centro cittadino. Chiaia, Posillipo, Vomero. Scuole medie e qualche liceo, un bacino potenziale di migliaia di biglietti da vendere, in un fenomeno che è figlio dei tempi e dei canali social: parliamo delle feste con destinazione a sorpresa. Come funziona il fenomeno? Inviti e biglietti via whatsapp, pagamento anticipato, soldi che finiscono nelle mani di portagente e organizzatori, secondo un’organizzazione a piramide. C’è un solo neo: manca l’indirizzo. Detto in modo diretto: gli organizzatori dell’evento (e i loro portagente) si guardano bene dal segnalare la destinazione finale della festa.