Napoli, un?altra vittima della strada: l'architetto Italo Ferraro falciato da uno scooter sulle strisce pedonali
Ancora un pedone falciato mentre attraversava le strisce pedonali. Ancora un uomo ucciso dalla mancanza di rispetto delle regole. Ancora una vita spezzata per l?indifferenza di chi è...
Ancora un pedone falciato mentre attraversava le strisce pedonali. Ancora un uomo ucciso dalla mancanza di rispetto delle regole. Ancora una vita spezzata per l’indifferenza di chi è alla guida. Terzo pedone ucciso in 24 ore. Corso Vittorio Emanuele, l’ultimo omicidio stradale si consuma lunedì sera, quando un uomo di 84 anni viene travolto mentre prova ad attraversare la strada. È sulle strisce bianche, sembra guardingo, ma non può far nulla quando gli arriva addosso uno scooter guidato da una giovane donna.
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Rimane a terra per diversi minuti, poi viene condotto in ospedale. Ieri mattina la notizia dell’ennesimo epilogo tragico di un incidente stradale: è morto così il docente e architetto Italo Ferraro, una vita per la famiglia, per lo studio e per il lavoro.
Falciato sotto casa, all’altezza del numero 532 di corso Vittorio Emanuele. Abitava in zona, era stimato per garbo e cordialità, in tanti hanno cercato di soccorrerlo. Siamo a pochi metri da piazza Mazzini, l’uomo è stato speronato da un motociclo Aprilia Sport City 125, guidato da una ragazza, a sua volta finita in ospedale per delle ferite non ritenute gravi (guaribili in trenta giorni). Terza vittima, dopo il dramma di due sorelle falciate domenica sera in corso Garibaldi.
La dinamica
Lunedì sera, dunque: la donna viaggiava a una velocità superiore al consentito. Stando a quanto emerso da alcune testimonianze, ma anche dalla ricostruzione effettuata dalla polizia locale, il limite di 30 chilometri orari sarebbe stato largamente superato. Siamo su un rettilineo, in una delle zone ad alto rischio incidenti, dove episodi di questo tipo non sono nuovi. Anzi. Spiega Salvatore, dipendente di un minimarket in zona, tra i primi ad intervenire: «Spesso registriamo incidenti, in tante occasioni siamo costretti a soccorrere persone coinvolte in incidenti. Anche lunedì pensavamo si trattasse di un episodio ordinario, purtroppo però abbiamo visto il professore a terra».
Già, il professore. L’ultima vittima della strada è un nome conosciuto nel campo della progettazione. Nato nel 1981, Italo Ferraro aveva lavorato presso il dipartimento di Urbanistica, oltre ad aver firmato diverse pubblicazioni. Tra i lavori si ricordano L’architettura contraddetta, Studenti architetti, Architettura, scuola, città, La costruzione della città. Dalla fine degli anni 1980 ha svolto un’ampia attività di ricerca sulla città storica e moderna, italiana ed europea, concentrandosi infine negli studi sulla città di Napoli fino al grande progetto di «Napoli. Atlante della Città Storica».
Le verifiche
Rabbia e amarezza in città alla notizia della sua morte. Ma torniamo alla dinamica dell’incidente di lunedì. Inchiesta condotta dal pm Fabio De Cristofaro, al lavoro gli agenti della unità operativa di Scampia, ma anche il reparto antinfortunistica della polizia municipale al servizio del tenente Vincenzo Cirillo. Omicidio stradale è l’accusa. Velocità eccessiva, in un tratto di strada che è stata in passato al centro di campagne di denuncia da parte de Il Mattino. Lungo corso Vittorio Emanuele sono arrivati alcuni rialzamenti, mentre sono state rafforzate strisce bianche e segnaletica luminosa. Evidentemente non è bastato. E lo ha ribadito ieri sera anche il parlamentare Francesco Borrelli (Avs), protagonista di un sit in sul posto dell’ennesimo incidente: «In questi mesi ci siamo battuti per rafforzare il sistema di deterrenza contro i pirati della strada e per migliorare segnaletica e dissuasori su una delle più antiche arterie di collegamento interne al tessuto urbano napoletano. Ma è evidente che non basta. A poche ore dall’investimento del docente, da queste parti regna l’indifferenza. Si continua a sfrecciare, a nessuno interessa che la città sta piangendo un altro uomo ucciso dall’alta velocità».
Le denunce
Uno scenario critico che riguarda l’intero corso Vittorio Emanuele. Proviamo a ripercorrere la zona, da un lato all’altro della città. Siamo a Mergellina, non lontano dai giardini Mercadante. Attraversare da queste parti resta una roulette russa. Mancano dossi, mancano dissuasori, le strisce bianche sono poche. Siamo all’altezza dei giardini Mercadante, nei pressi del civico 110, la curva a gomito rappresenta una sfida per idioti e malviventi al volante. Alta velocità, qui il limite dei 30 all’ora viene ignorato. Eppure sono in tanti i bambini che si divertono a giocare nella zona dei cosiddetti giardinetti. Eppure anche da queste parti il rischio è elevato, anche a giudicare dalla questione parcheggi. Già, i parcheggi.
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La sosta è un altro problema evidente. Decine di auto presidiano la zona dei Giardini Mercadante, dove non è consentito. Si parcheggia per abitudine, al punto tale che la carreggiata è ridotta al minimo per garantire la circolazione a doppio senso. Tante criticità, in uno scenario di indifferenza collettiva. Da queste parti si sfreccia in sella alle moto, alle biciclette elettriche e, ovviamente anche a bordo di auto. Lunedì scorso, passanti e residenti hanno fatto di tutto per soccorrere il docente. Spiegano i testimoni a Il Mattino: «Una ragazza lo ha assistito, era una persona esperta, non lo ha mai lasciato solo. Ora siamo noi a sentirci soli».