Donne travolte e uccise a Napoli, il video choc «Alcol, cocaina e cellulare mentre sfrecciava in auto»
Il Mattino

Donne travolte e uccise a Napoli, il video choc «Alcol, cocaina e cellulare mentre sfrecciava in auto»

Mercoledì 25 marzo 2026
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Non solo alcol, anche cocaina. Era al volante, ma privo di lucidità. Aveva bevuto e aveva sniffato. Poi si era messo al volante, alla guida di una Mercedes presa a noleggio. Ha percorso la...

Non solo alcol, anche cocaina. Era al volante, ma privo di lucidità. Aveva bevuto e aveva sniffato. Poi si era messo al volante, alla guida di una Mercedes presa a noleggio. Ha percorso la città per diversi chilometri in queste condizioni. E non si esclude che sia stato al telefono per diversi minuti, anche perché sono state riscontrate diverse telefonate in entrata e in uscita nelle fasi precedenti lo schianto che ha provocato la morte di due sorelle.

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Sono questi i tasselli dell’inchiesta a carico del 34enne Giorgio Guarino, sotto accusa per duplice omicidio stradale provocato domenica sera tra corso Garibaldi e piazza Nolana. Oggi l’udienza di convalida del fermo dinanzi al gip Provvisier, l’indagato non è in cella ma agli arresti domiciliari. È accusato di aver ucciso due sorelle ucraine ma da tempo residenti a Napoli, mentre percorreva ad alta velocità una strada ad alta percorrenza.

I frame

Agli atti un video drammatico, con la traiettoria di un bolide che si abbatte sulla vita di Oksana e Zhanna, mentre attraversavano l’una accanto all’altra sulle strisce pedonali. Restiamo all’inchiesta. Difeso dal penalista napoletano Antonio Sorbilli, il 34enne Giorgio Guarino è chiamato a rispondere alle accuse mosse dal pm Valeria Vinci, sulla scorta degli accertamenti della sezione infortunistica della municipale del tenente Vincenzo Cirillo. Chiari gli esiti dei test somministrati domenica notte all’Ospedale del Mare.Il 34enne è risultato positivo ad alcol e cocaina. Un cocktail micidiale per chi si mette alla guida di un’auto. Poi è stato al telefono, anche se non è chiaro se anche al momento dello schianto fosse impegnato in una conversazione.

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Una condotta molto simile a quella sfoderata qualche anno fa. Siamo nel 2022, nei pressi di viaPetrarca, quando Giorgio Guarino provocò un incidente simile. Tamponò alcune auto, rimase ferito. Anche in quell’occasione aveva assunto droga. Anche in quell’occasione aveva sniffato. Quattro anni dopo, il dramma di corso Garibaldi. Domenica scorsa ha provato comunque a soccorrere le due donne, mentre agli esponenti delle forze dell’ordine si è limitato a ripetere alcune parole, in evidente stato di choc: «Non so come sia stato possibile, non mi sono accorto di quelle due donne, sono devastato, vorrei fare qualcosa».

Il precedente

Dunque era recidivo. E dall’analisi di alcuni profili social si punta a capire se in questi anni ha postato foto di auto o di performance al volante. Verifiche in corso, anche alla luce dei riscontri emersi dal catturatarghe. Si punta infatti a ricostruire il tragitto compiuto dall’uomo prima del duplice omicidio. Da quanto tempo era al volante? Dove ha assunto alcol e cocaina? Ci sono eventuali complici di un pomeriggio all’insegna della sfrenatezza? Una storia che finisce al vaglio della magistratura. Tocca al gip Provvisier valutare la richiesta di arresti sostenuta dalla Procura di Napoli. Al momento gli inquirenti hanno chiesto gli arresti domiciliari, alla luce di una considerazione: la consistenza e l’attualità dei gravi indizi di colpevolezza, ma anche il rischio che - una volta tornato a piede libero - il 34enne possa reiterare lo stesso reato.

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Sono sempre gli inquirenti del Centro direzionale ad insistere su un punto in particolare, anche sulla scorta delle informative di polizia giudiziaria che sono a sostegno della richiesta di misura cautelare: la totale mancanza di resipiscenza da parte dell’indagato. In sintesi, dopo essere rimasto coinvolto in un incidente stradale, non avrebbe cambiato stile di vita. Anzi. Ancora una vita ad alta velocità, ancora rombo di motore. Poi alcol e droga, sulla scorta di quanto emerso dalle indagini sulla tragedia di Corso Garibaldi. Una vicenda dolorosa, che rimbalza sui social anche sulla scorta della diffusione dei video dell’incidente. Sono le immagini dello schianto, che raccontano una tragedia che si consuma in una manciata di secondi: le due donne camminano affiancate, sembrano serene, conoscono la zona, abitano nei dintorni. Non immaginano che un’auto in lontananza riesce a coprire una distanza tanto elevata: bolide a 80-100 all’ora, due vite distrutte, un processo per duplice omicidio stradale che certo non fa paura a chi si trova agli arresti domiciliari.

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