Domenico Caliendo, al Monaldi un ulivo per ricordarlo: «Non accada mai più»
Il Mattino

Domenico Caliendo, al Monaldi un ulivo per ricordarlo: «Non accada mai più»

Mercoledì 25 marzo 2026
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Per ricordare Domenico, per non dimenticare il suo nome e il suo calvario. Parte dal Monaldi - l?ospedale nel quale il piccolo di due anni e cinque mesi affetto da una grave cardiomiopatia...

Per ricordare Domenico, per non dimenticare il suo nome e il suo calvario. Parte dal Monaldi - l’ospedale nel quale il piccolo di due anni e cinque mesi affetto da una grave cardiomiopatia venne sottoposto il 23 dicembre ad un trapianto di cuore fallito l’iniziativa di dedicargli un ulivo secolare che si trova nelle aiuole del nosocomio.

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La nota

I contenuti dell’iniziativa sono spiegati in un comunicato stampa diffuso ieri dallo stesso ospedale dei Colli. Un ulivo secolare nelle aiuole dell’Ospedale Monaldi di Napoli - si legge - per custodire la memoria del piccolo Domenico, un gesto semplice ma profondamente simbolico. L’iniziativa, in programma per mercoledì primo aprile, in occasione del Precetto Pasquale, è stata voluta dalla Direzione Generale dell’Azienda Ospedaliera dei Colli. «Abbiamo scelto un ulivo secolare – dice il direttore generale, Anna Iervolino – quest’albero sarà una presenza simbolica del forte impegno dell’ospedale affinché nulla di simile possa ripetersi e il segno di una rinnovata alleanza con i pazienti».

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Com’è noto, le rivelazioni del “Mattino” su ciò che avvenne quel 23 dicembre - a cominciare dalla trasferta a Bolzano di una equipe medica partita da Napoli, dal ghiaccio secco inserito in una borsa termica nella quale l’organo destinato al piccolo di fatti divenne una pietra di ghiaccio, fino alle fasi cruciali dell’intervento - hanno evidenziato una concatenazione di eventi nefasti per il bimbo. Domenico morì, dopo due mesi di agonia, rimasto attaccato ad un macchinario che gli garantiva la circolazione sanguigna, il 21 febbraio scorso.

L’intervento

Per questa vicenda è in corso un’indagine giudiziaria, e altre due inchieste (una ministeriale e una della Regione Campania) a carico dei presunti responsabili della morte di Domenico. Ieri al Monaldi è iniziata l’ispezione straordinaria della Regione: il team inviato dal presidente Roberto Fico, con la partecipazione anche di professionalità esterne alla Direzione generale della Salute, sta verificando l’organizzazione e l’operato dell’azienda per accertare se le condizioni che hanno reso possibile il tragico evento fossero note o conoscibili e siano state poi adottate le misure necessarie più opportune. Acquisiti documenti relativi anche al periodo precedente alla tragedia di Domenico. Ci saranno anche altre ispezioni nei centri trapiantologici della Regione. L’ispezione parte dall’istruttoria condotta dalla Direzione Generale per la Tutela della Salute che ha accertato «un quadro di criticità più grave di quanto inizialmente emerso, con protocolli di trasporto e conservazione degli organi non aggiornati, mancato utilizzo di dispositivi di conservazione disponibili in Azienda, formazione del personale inadeguata, in un clima relazionale interno gravemente deteriorato e preesistente all'evento del 23 dicembre 2025, significativi ritardi nelle comunicazioni alle autorità sanitarie regionali e nazionali».

In ricordo del piccolo Domenico, arrivano anche le parole dell’arcivescovo di Napoli, don Mimmo Battaglia: «Il suo cuore non si è fermato: ha solo cambiato modo di battere. Come questo ulivo, piantato in sua memoria, continuerà a vivere e a dare vita. Ora batte in ogni cuore che sa commuoversi dinanzi al dolore di un bambino».

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Torniamo all’appuntamento del primo aprile, e al programma previsto: alle 12,30 l’intera comunità ospedaliera si ritroverà nella Chiesa del Crocifisso con la famiglia del piccolo Domenico per un momento di raccoglimento e preghiera. La cerimonia sarà celebrata da padre Alfredo Tortorella - cappellano dell’ospedale alla presenza del personale sanitario per celebrare una Pasqua che - si legge in una nota diffusa sempre dal Monaldi - «quest’anno, più che mai, ci si augura sia un momento di riconciliazione e ripartenza per il bene di quanti si affidano alla cura dell’Azienda Ospedaliera dei Colli. Forte il segnale di vicinanza alla famiglia di Domenico, alla Direzione Aziendale e a tutta la comunità del Monaldi che arriva dalla presenza dell’Associazione Cardiotrapiantati Italiani». L’ulivo è stato donato dalla società che si occupa della gestione e della manutenzione del verde per l’Azienda Ospedaliera dei Colli.

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