Fondi Ue: l?Italia sposta 7 miliardi su competitività, energia e difesa
Il Mattino

Fondi Ue: l?Italia sposta 7 miliardi su competitività, energia e difesa

Giovedì 26 marzo 2026
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Più di 7 miliardi, pari al 16,7% del finanziamento complessivo del ciclo di programmazione 2021-27: ammonta a tanto la risposta dell?Italia all?opportunità di destinare...

Più di 7 miliardi, pari al 16,7% del finanziamento complessivo del ciclo di programmazione 2021-27: ammonta a tanto la risposta dell’Italia all’opportunità di destinare parte dei fondi della Coesione alle cinque nuove priorità (difesa, acqua, alloggi a prezzi accessibili, competitività ed energia) previste dalla riforma di medio termine della Politica di coesione dell’Unione europea firmata dall’ex ministro e attuale vicepresidente esecutivo della Commissione Raffaele Fitto.

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Siamo secondi solo alla Polonia (8 miliardi) che ha puntato soprattutto sulla Difesa, come emerge dai dati snocciolati ieri a Bruxelles dallo stesso Fitto. Ma siamo comunque il Paese, ha sottolineato il ministro degli Affari europei, della Coesione e del Pnrr Tommaso Foti, che ha coinvolto il maggior numero di programmi (35 revisionati su 48 tra nazionali e regionali): «L’Italia ha raccolto con determinazione la sfida, interpretandola con ambizione», ha detto Foti, spiegando che «la riforma ha aperto una concreta finestra di opportunità per rinnovare i programmi nazionali e regionali, indirizzando ingenti risorse verso nuovi obiettivi strategici, dettati dal mutato contesto internazionale e rispondenti alle reali esigenze di imprese e famiglie».

Lo scenario

È il frutto della svolta in termini di flessibilità e semplificazione che ha ispirato il lavoro di Fitto a Bruxelles e che è stata recepita dalla quasi totalità degli Stati membri: in 25 hanno riassegnato 34,6 miliardi di euro alle priorità strategiche individuate dalla Commissione europea. «La politica di Coesione Ue dimostra di riuscire ad adattarsi» al mondo che cambia, commenta Fitto. E aggiunge: «È la strada giusta e gli Stati membri devono continuare a usare queste flessibilità». Anche perché, sottolinea l’ex ministro italiano, «non si tratta di proiezioni o impegni sulla carta: sono risorse reali, già adesso utilizzabili da Stati membri e regioni. Riflettono decisioni concrete prese guardando ai territori e scegliendo dove investire per il futuro».

I Paesi del Nord e quelli più “esposti” a rischi di natura bellica hanno puntato soprattutto sulla sicurezza e quindi sulla difesa (11,9 miliardi) ma la quota maggiore delle risorse revisionate, 15,2 miliardi, riguarda le imprese e la competitività, risorse cioè da impegnare per investimenti in tecnologie e industrie critiche, per ridurre le vulnerabilità e le dipendenze tecnologiche essenziali da paesi terzi. Altri 3,3 miliardi sono stati destinati al capitolo casa in termini di alloggi sostenibili e a prezzi accessibili, a sostegno dell’inclusione sociale; 3,1 miliardi alla resilienza idrica, rafforzando la gestione sostenibile delle risorse, e 1,2 miliardi alla sicurezza energetica e alla decarbonizzazione industriale.

Gli obiettivi

Per l’Italia, ha spiegato Foti, oltre 4,6 miliardi dei 7 revisionati (su una dotazione complessiva di oltre 41 miliardi per il ciclo 2021-27) sono stati concentrati «per rafforzare la competitività delle imprese italiane, 1 miliardo per l’ammodernamento del settore idrico e la transizione energetica e 1,1 miliardi per assicurare alloggi sostenibili a prezzi accessibili, una priorità del Governo Meloni (significativo, per quest’ultimo punto, il via libera ricevuto dalla Conferenza delle Regioni, che ha permesso di raddoppiare quasi le risorse già destinate all’obiettivo, ndr). Sono investimenti fondamentali perché coniugano la tradizionale vocazione della politica di coesione, volta alla riduzione delle disparità territoriali, con le nuove priorità strategiche determinate dal rapido mutamento del contesto internazionale».

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La Regione Campania ha partecipato alla riassegnazione per poco più di 420 milioni del Fesr 2021-2027 su una dotazione complessiva di fondi della Coesione pari a oltre 5 miliardi (la cui destinazione ovviamente non cambia). La quota maggiore, oltre 263 milioni, sarà investita per interventi d’innovazione tecnologica e gestionale del ciclo delle acque attraverso i quali ammodernare l’infrastruttura, puntando alla resilienza idrica. Altri 106 milioni verranno destinati alla promozione degli alloggi a prezzi accessibili su tutto il territorio regionale per migliorare le performance energetiche e la resilienza ai rischi delle infrastrutture in favore di gruppi svantaggiati. Risorse per oltre 52 milioni sono state inoltre destinate al nuovo parco mezzi del Trasporto pubblico locale elettrico.

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