Caivano: smantellato il tesoro occulto del racket, ai Cipolletti un sequestro da 20 milioni
Il Mattino

Caivano: smantellato il tesoro occulto del racket, ai Cipolletti un sequestro da 20 milioni

Giovedì 26 marzo 2026
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Il riciclatore della camorra. Un personaggio che aveva investito in quattro grossi negozi, i proventi dell?asfissiante morsa del racket delle estorsioni a Caivano. E per evitare i controlli,...

Il riciclatore della camorra. Un personaggio che aveva investito in quattro grossi negozi, i proventi dell’asfissiante morsa del racket delle estorsioni a Caivano. E per evitare i controlli, Giovanni Cipolletti, 44 anni, attualmente detenuto per estorsione aggravata, un vero a proprio ras del pizzo per conto del clan Gallo-Angelino, aveva intestato a famigliari incensurati un vero e proprio impero economico, dal valore di oltre venti milioni di euro.

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Il trucco

Nonostante l’escamotage, ieri mattina è scattato il sequestro per quattro società, due immobili di pregio e ben trentanove rapporti finanziari. Il provvedimento è stato disposto dal tribunale di Napoli Sezione misure di prevenzione, su richiesta del procuratore distrettuale Nicola Gratteri e del direttore della Dia, il generale Michele Carbone, a conclusione dei minuziosi accertamenti fiscali e patrimoniali eseguiti dagli agenti della Direzione Investigativa Antimafia sotto il coordinamento del capo centro Antonio Galante. Il sequestro, riguarda oltre a due appartamenti anche un enorme deposito di casalinghi e detersivi ubicato della zona Asi di Carinaro, due punti vendita al dettaglio di detersivi e articoli per la casa , e un punto ristoro tutti aperti nell’area del comune di Caivano.

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Secondo quanto accertato dalla Dia nelle indagini patrimoniali, le attività commerciali finite sotto sequestro erano cresciute in modo abnorme negli ultimi quindici anni, senza che ci fosse una strategia di investimenti da parte dei familiari di Giovanni Cipoletti. Un arricchimento anomalo e sproporzionato rispetto alle capacità patrimoniali degli intestatari dei beni, circostanza questa che ha indotto gli agenti della Dia ad indagare e a trovare le prove sul reinvestimento di capitali illeciti, proventi delle estorsioni. Quello di ieri mattina, è bene sottolineare, è un provvedimento di sequestro, avverso il quale è possibile fare ricorso, che nel caso venga respinto, i beni sono soggetti alla confisca definitiva con il passaggio della proprietà allo Stato.

Il boss

Giovanni Cipolletti, ritenuto dagli investigatori una personalità “di alto profilo criminale”, era stato arrestato dai carabinieri il 10 ottobre del 2023, nell’ambito delle indagini sul comitato d’affari politici-camorra-imprenditori, capaci di spartirsi tutte le gare di appalto indette dal comune di Caivano, poi sciolto per camorra. In manette, tra i nove, l’ex assessore ai lavori pubblici del Comune, Carmine Peluso, Giovanbattista Albrico, ex consigliere di maggioranza, e Armando Falco, che l’ordinanza identifica come segretario cittadino del partito di Matteo Renzi e parente dell’ex sindaco di centrosinistra Enzo Falco. Tra gli arrestati Antonio Angelino, capo dell'omonimo clan, Giovanni Cipolletti, Massimiliano Volpicelli, Martino Pezzella, Raffaele Bervicato, Raffaele Lionello, Domenico Galdiero.

Gli affiliati avvicinavano gli imprenditori aggiudicatari di lavori pubblici del Comune di Caivano per riscuotere somme da consegnare al clan mentre una parte del denaro veniva intascata dai politici. Vicenda per la quale sono state emesse già alcune condanne per chi ha scelto il rito abbreviato, mentre è ancora in corso, per gli altri, un altro processo.

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