La morte di Beppe Savoldi, il bomber cantante nato a Bergamo con Napoli nel cuore
Il Mattino

La morte di Beppe Savoldi, il bomber cantante nato a Bergamo con Napoli nel cuore

Giovedì 26 marzo 2026
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Per noi della classe '66 fu il primo idolo. Beppe Savoldi da Gorlago, provincia di Bergamo. Il Napoli lo acquistò nell'estate del 1975, dopo aver sfiorato lo scudetto con...

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Per noi della classe '66 fu il primo idolo. Beppe Savoldi da Gorlago, provincia di Bergamo. Il Napoli lo acquistò nell'estate del 1975, dopo aver sfiorato lo scudetto con l'attaccante brasiliano Sergio Clerici detto Gringo. Brasiliano era anche l'allenatore del Napoli, Luis Vinicio, contrario a questo colpo di mercato. Un colpo storico, perché la valutazione di Beppe-gol concordata tra Corrado Ferlaino e il Bologna fu di 2 miliardi di lire.

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Savoldi al Napoli, ma che battaglia!

Una trattativa ricca di colpi di scena, perché Luciano Conti, presidente del Bologna, stava per cedere alle lusinghe della Juventus.

Ma poi Ferlaino lo convinse. E a Napoli sbarcò Savoldi, bomber che aveva un formidabile stacco di testa perché da ragazzo giocava a basket. 

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Il giorno dell'estate del '75, quando Savoldi si presentò in via Chiatamone 57 per le visite mediche nello studio del dottor Giuseppe Covino, io ero nell'androne con altri ragazzini ad aspettarlo per un autografo. Fu un'esplosione di felicità il suo arrivo perché si pensava che con Beppe-gol il Napoli, arrivato a un passo dallo scudetto, potesse realizzare l'impresa nella successiva stagione. E invece, non ce la fece, anche se portò a casa un trofeo: la Coppa Italia, vinta nella finale di Roma contro il Verona.

Nelle 4 stagioni con il Napoli (abitava in via Orazio, stessa palazzina dove poi si sarebbe sistemato Careca) non faceva soltanto gol (77 in tutto). Savoldi, per tutti Mister due miliardi, scoprì la sua vena artistica, con una canzone lanciata al San Paolo e poi sul piccolo schermo: La favola dei calciatori. La ricordano i ragazzini di quell'epoca. "Albertosi era amico di Zoff...". La cantavano anche suo figlio Gianluca, che avrebbe giocato nel Napoli per una stagione (2003-2004, prima del fallimento), e un altro Gianluca, il figlio dell'allenatore Gianni Di Marzio, prima firma di Sky Sport. I napoletani gli erano affezionati. Un gruppo di giovanissimi tifosi, quando decise di lasciare il Napoli e di tornare a Bologna, bussò alla porta di casa sua con un mazzo di rose. E lui verso una lacrima accarezzando i piccoli Gianluca e Guia.


Uscito dal calcio, dopo 233 gol in 554 partite, Beppe aveva fatto per un po' l'allenatore, in serie C. E si era dedicato a un'attività a Bergamo, settore ottico. Con Napoli sempre nel cuore. Ospite di trasmissioni televisive, voce di Sky nelle prime partite degli azzurri in serie C, presenza fissa alle feste dei tifosi del Napoli che vivono al Nord. Cantava 'O surdato 'nnamurato e la Favola dei calciatori, facendo emozionare tutti. Come oggi ci rattrista questa notizia.

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