Chiara Mocchi, la prof accoltellata e la sua lettera: «Stiamo accanto al ragazzo che mi ha colpito, non porto rabbia né paura nel cuore»
Il Mattino

Chiara Mocchi, la prof accoltellata e la sua lettera: «Stiamo accanto al ragazzo che mi ha colpito, non porto rabbia né paura nel cuore»

Giovedì 26 marzo 2026
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Lettera di Chiara Mocchi, la prof accoltellata ieri a Trescore Balneario. «Se il Signore vorrà concedermelo, io tornerò. Tornerò in classe, tra i banchi, dove ho sempre...

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Lettera di Chiara Mocchi, la prof accoltellata ieri a Trescore Balneario. «Se il Signore vorrà concedermelo, io tornerò. Tornerò in classe, tra i banchi, dove ho sempre sentito di appartenere. Tornerò a insegnare, a credere nei giovani, ad accompagnarli nei loro passi difficili. Perché nonostante tutto, insegnare resta il mio sogno, la mia vocazione, la mia gioia più grande». Ecco le prime parole dal suo letto dell'ospedale.

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Guardare avanti

 

«Questa ferita non deve diventare un muro, ma un ponte: verso una scuola più attenta, verso una comunità più unita, verso un modo nuovo di stare accanto ai ragazzi, soprattutto quelli che fanno più fatica, come magari quello che mi ha colpito che forse nel profondo non saprà neanche perché.

Come non lo sapranno i suoi genitori. Grazie per avermi salvata, sorretta, pensata, custodita. Grazie per darmi la forza di guardare avanti, non indietro, e soprattutto il sogno di potercela fare ancora».

 «Sto dettando queste poche righe con la voce ancora flebile, al mio legale - ha spiegato la docente di francese accoltellata ieri da un tredicenne -, ma con il cuore colmo di gratitudine. Non avrei mai pensato che un giorno avrei dovuto raccontare un dolore così grande, né che avrei attraversato una prova così profonda. Eppure eccomi qui, ancora viva. E questo lo devo a molti di voi. In un attimo, un gesto improvviso e incomprensibile ha spezzato la quotidianità della scuola, trasformando una mattina come tante in un incubo». «Quelle coltellate sul mio collo e sul mio torace avrebbero potuto fermare il mio cammino per sempre. So che addirittura la scena è stata ripresa via cellulare, è stata drammatica quanto irreale - ha osservato -. Io stessa fatico a ricordarla senza tremare. Ma subito, attorno a me, si è mosso un mondo di coraggio e di umanità».

Nessuna paura

«Agli studenti che hanno gridato aiuto, che hanno pianto, che si sono spaventati e hanno visto qualcosa che nessuno dovrebbe vedere a tredici anni: sappiate che non porto rabbia né paura nel cuore, ma solo desiderio di rivedervi crescere sereni e protetti», ha concluso Mocchi.

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