Italia - Irlanda del Nord 2-0: super Politano e la qualità che serve
Saltato il primo ostacolo con i gol di Tonali e Kean, l?Italia si prepara per il secondo e ultimo: martedì, in Bosnia, la gara decisiva per qualificarsi al Mondiale ed evitare la...
Saltato il primo ostacolo con i gol di Tonali e Kean, l’Italia si prepara per il secondo e ultimo: martedì, in Bosnia, la gara decisiva per qualificarsi al Mondiale ed evitare la terza consecutiva disfatta, dopo i flop del 2018 e del 2022. Pochi lampi di luce. Ma al momento bisogna accontentarsi.
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Non è stata una semifinale in scioltezza, come si poteva temere, non tanto per la qualità degli avversari - difesa ordinata ma niente di più - quanto per la Nazionale che da tempo non riesce ad essere una squadra convincente, aggressiva, lucida. Primo tempo da dimenticare, con il primo tiro di Kean, partner di Retegui, arrivato al 38’. È affiorato a tratti il nervosismo, finché a inizio ripresa la squadra non ha alzato il ritmo, con Gattuso che ha fatto l’allenatore di giocatori e tifosi, alzando le braccia e chiedendo sostegno, dopo aver tolto la giacca perché aveva il fuoco dentro. Se l’è giocata, come sempre, con il cuore, senza inventarsi nulla di particolare per il primo ostacolo verso la qualificazione ai Mondiali. Non c’era molto da fare.
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Anche stavolta non vi è stata alcuna collaborazione da parte dei club. In quattro mesi, prima di ritrovare gli azzurri lunedì scorso a Coverciano, Gattuso ha potuto organizzare qualche cena in giro per l’Italia: niente stage, niente allenamenti. Eppure, dopo il licenziamento di Spalletti, il presidente federale Gravina aveva istituito una commissione, con a capo il presidente dell’Inter Marotta, per studiare le forme di collaborazione tra Nazionale e club. Nulla.
La carica di Gattuso ha prodotto immediatamente quanto serviva in una partita complicata, come tutte quelle dell’Italia che da tempo non riesce ad accendersi: cross di Politano (efficace come nei momenti migliori col Napoli), respinta di un difensore e gran tiro di Tonali. Esultanza smodata tra campo e tribuna, però non si può andare troppo per il sottile considerando la difficile fase del calcio italiano, con due qualificazioni mondiali che sono state fallite e l’inconsistente lavoro fatto dopo per recuperare la dimensione che dovrebbe spettare alla squadra che sulle maglie ha quattro stelle, quante le coppe vinte. Questo gol ha dato la carica che serviva, con la figura di Kean che è prepotentemente emersa: prima ha sfiorato il gol in rovesciata, poi il raddoppio su assist di Tonali.
L’orgoglio di questi ragazzi, chiaramente frenati dalla tensione e dalla paura di sbagliare prima della rete di Tonali, è piaciuto a Gattuso, che ha saputo creare un rapporto solido con i giocatori. Decisiva può rivelarsi la qualità di alcuni giocatori come Kean e soprattutto Politano, che ha disputato una strepitosa ripresa. Non è stata una stagione facile a Napoli per Matteo, non sempre prima scelta per Conte e poi tormentato da problemi fisici. È il giocatore in grado di cambiare volto a una partita. Era accaduto in una gara del Napoli contro il Lecce (assist e gol) e si è ripetuto ieri perché la sua spinta sulla destra ha creato molti problemi agli avversari.
Adesso, questo gruppo compatto intorno al suo allenatore - ingiustamente sottovalutato - si prepara per la sfida decisiva di martedì. I 90 minuti che decidono la qualificazione al Mondiale e possono regalare un sorriso dopo stagioni davvero di profonda sofferenza.
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La squadra gioca a sprazzi ma ha recuperato lo spirito di corpo dopo l’arrivo di Gattuso. C’è quella sintonia, che non è fatta solo di baci e abbracci (emozionante quello tra Gattuso, Buffon e Bonucci, ex campioni che hanno sempre dato un valore dalla maglia azzurra), mancata durante la precedente gestione con Spalletti, per caso apparso ieri sera dopo il 90’ nello spot tv con Totti. «Siamo tutti uniti, il condottiero è Gattuso dopo tante sofferenze», ha detto Locatelli, ricordando che gli azzurri avvertono la responsabilità nei confronti dei giovani che li osservano. Il percorso azzurro di Ringhio è legato alla qualificazione al Mondiale. Ma questo per lui conta poco. Martedì è il giorno di un nuovo bellissimo peso da portare sulle spalle.