Napoli Est, ecco i fondi per rifare il depuratore: «Mare sempre più ok»
Il Mattino

Napoli Est, ecco i fondi per rifare il depuratore: «Mare sempre più ok»

Venerdì 27 marzo 2026
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L’obiettivo di avere l’intera costa di Napoli balneabile, da ovest cioè Bagnoli a est ovvero San Giovanni a Teduccio, è più vicino. Due, massimo tre anni e sarà realtà. Il nodo da sciogliere era il recupero dell’ex depuratore di San Giovanni, vetusto e non più adatto alle esigenze della città. Ebbene, il primo giugno inizieranno i lavori che dureranno 540 giorni.

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Un’operazione da 111 milioni che non è solo il revamping dell’ex depuratore, ma anche di rigenerazione urbana. Perché la struttura di San Giovanni diventerà una piazza a mare collegata al Museo di Pietrarsa, ne verrà fuori - come si legge nel “Documento Preliminare alla Progettazione” del Comune. La riprogettazione dei volumi e degli spazi che avrà l’effetto «di una formazione di un complesso unitario, posto in posizione strategica di riammagliamento urbano verso il quartiere e territoriale verso i comuni costieri ad est». Complesso unitario «da destinare ad un insieme articolato di funzioni tutte aperte alla vita collettiva». In buona sostanza prende corpo il terzo dei tre lungomare di Napoli che il sindaco Gaetano Manfredi vuole a stretto giro: quello dell’area orientale, quello di Bagnoli in via di costruzione grazie alla Coppa America e poi quello della città in via Partenope.

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Un investimento del Commissariato alla depurazione delle acque guidato da Fabio Fatuzzo presentato in sala Giunta alla presenza di Manfredi, del sottosegretario al ministero delle Infrastrutture Antonio Iannone, dell’assessore alle Infrastrutture Edoardo Cosenza e i rappresentanti in Italia di Acciona Agua capogruppo mandataria del raggruppamento con Fisia Italimpianti e Otto Gas, che realizzeranno i lavori. Il cui obiettivo è apportare un miglioramento della qualità delle acque e «di conseguenza, rendere possibile la balneazione anche lungo il tratto di costa che va da Pietrarsa al porto di Napoli» si legge nella nota del Comune.

Un’opera strategica «per il potenziamento del sistema di trattamento delle acque reflue dell’area metropolitana attraverso processi biologici avanzati e capacità di trattamento per circa 860mila abitanti in 14 comuni». Non trascurabile il dato che l’Italia per questo problematica è in procedure di infrazione della Ue e paga 8,6 milioni l’anno di multa. Che dopo i lavori saranno risparmiati. «È un’opera di estrema complessità la cui gestazione è partita dieci anni fa e ha subito diverse traversie - spiega Fatuzzo - è un’infrastruttura importante per la città e l’area metropolitana». La priorità, tuttavia, giova sottolinearlo, è il processo di rigenerazione urbana che si innesta grazie a questi lavori tanto attesi.

«Credo che entro tre, quattro anni potremo avere una balneabilità completa della zona di Napoli est dove la condizione delle acque sta già migliorando. Il disinquinamento di quella zona è uno dei nostri grandi obiettivi per garantire balneabilità e qualità ambientale» racconta Manfredi. Il sindaco sottolinea che si potrà raggiungere l’obiettivo della piena balneabilità grazie «all’integrazione tra i lavori all’acquedotto, il completamento degli interventi sulla rete fognaria che noi stiamo facendo come Comune nell’area est, altri lavori come quelli dell’Alveo di Volla finanziati dalla Regione».

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Il sindaco fa questa riflessione: «Napoli ha il mare ma ha un rapporto difficile con questo grande bene comune la realizzazione, in generale, di infrastrutture serve per fare in modo che la città abbia degli standard europei: è chiaro che servono trasporti efficienti e moderni, una gestione delle acque e delle fognature e, dunque, una depurazione all’altezza per restituire il mare alla città. Bisogna poi lavorare alla riqualificazione urbana. Queste sono tre leve su cui noi abbiamo investito e che daranno grande soddisfazione alla città». Il Sottosegretario Iannone coglie un altro aspetto di questa imponente opera dal valore di 111 milioni. «Siamo in presenza di un lavoro di grande impatto ambientale e sociale. È stato necessario un impegno particolare, che come Governo abbiamo seguito, per raggiungere il risultato di azzerare l’inquinamento dovuto ad un impianto vetusto e chiudere la procedura di infrazione. Poi ci saranno magari i soliti ricorsi ma noi andremo avanti». Tocca all’assessore fare sintesi della giornata di ieri: «È un lavoro estremamente importante che fa il commissariato di governo, ma che è fondamentale per la città e l’area est di Napoli e che darà un enorme contributo alla balneabilità di tutta l’area che da due anni è solo parziale lato Pietrarsa. Al termine invece avremo una depurazione e quindi una totale fruibiità del mare che a Napoli nel lato del lungomare e di Posillipo è eccellente».

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